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Viewing Category: Giurisprudenza
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Circolare del Ministero dell'Interno del 3 dicembre 2008
Permesso di soggiorno per residenza elettiva ottenuto a seguito di riconoscimento dell'invalidità civile. Quesito
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AMMINISTRATIVA
In questa Sezione sono raccolte le principali pronuncie dei TAR e del Consiglio di Stato suddivise in ordine cronologico e in base alle pricipali tematiche trattate nelle stesse
ASILO E RIFUGIATI
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TAR Lazio Sentenza del 1° marzo - 16 maggio 2012 n. 4434: il provvedimento impugnato di revoca del titolo di viaggio per rifugiati risulta viziato sotto il profilo della violazione delle garanzie procedimentali sancite dalla legge n. 241/90 in quanto l’omessa comunicazione dell’avvio del procedimento di cui all'art. 7 della L. 241/90 ha impedito all’interessato di difendere le proprie posizioni
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TAR Lazio Sentenza del 15 marzo - 7 maggio 2012 n. 4106: il provvedimento impugnato é viziato per difetto di istruttoria in relazione alla reale situazione in cui versano i richiedenti asilo in Grecia anche dopo il recepimento delle direttive comunitarie e sia per carenza di motivazione
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TAR Lazio Sentenza del 10 gennaio - 13 marzo 2012 n. 2478: il Sig. ***** agisce in giudizio per ottenere l’ottemperanza alla sentenza del sentenza del tribunale civile di Roma, concernente il riconoscimento dello status di rifugiato politico, limitatamente alla parte in cui condanna l’Amministrazione soccombente al pagamento delle spese di giudizio
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TAR Lazio Sentenza del 24 gennaio - 15 febbraio 2012 n. 1551: " il provvedimento impugnato é viziato per difetto di istruttoria – in relazione alla reale situazione in cui versano i richiedenti asilo in Grecia anche dopo il recepimento delle direttive comunitarie - sia per carenza di motivazione, in quanto il mancato ricorso alla clausola di sovranità di cui all’art. 3.2 del Reg. CE 343/03 non appare adeguatamente giustificato tenuto conto di quanto rappresentato da tempo da parte di organismi internazioni quali l’UNCHR e poi rilevato dalla stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza del 21 gennaio 2011 che – benché adottata in data successiva al provvedimento impugnato – si limita a fotografare una situazione di fatto esistente da molto tempo prima"
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Consiglio di Stato Sentenza del 13 gennaio - 1 febbraio 2012 n. 522: giurisdizione del giudice ordinario sull'impugnazione del provvedimento del Questore recante il diniego del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Tale è il permesso richiesto dall’odierno appellante ai sensi dell’ art. 5, comma 6, d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286, all'esito del rigetto, da parte della Commissione territoriale competente, della domanda di riconoscimento dello status di rifugiato.
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Consiglio di Stato Sentenza del 13 gennaio - 1 febbraio 2012 n. 508: nel termine “procedura”, con riferimento al permesso di soggiorno rilasciato al richiedente l’asilo politico "per la durata della procedura occorrente", dev’essere inclusa anche l’eventuale fase dell’impugnazione giurisdizionale della pronuncia negativa della Commissione centrale
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TAR Lazio Sentenza del 6 dicembre 2011 - 20 gennaio 2012 n. 678: il caso in esame rientra nella ipotesi di cui all’art. 16 e 20 del regolamento, che disciplina la “ripresa in carico”, ovvero il caso in cui il richiedente asilo abbia già presentato una domanda di protezione internazionale in uno Stato membro ed abbia poi successivamente presentato una seconda richiesta presso un altro Stato.
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TAR Lazio Sentenza del 13 ottobre - 3 novembre 2011 n. 8434: trasferimento in Austria quale Stato competente a decidere sulla domanda di asilo politico - nessun rilievo può essere attribuito il rilascio del permesso di soggiorno per richiesta di asilo, trattandosi di effetto automatico conseguente alla presentazione della domanda di protezione
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Consiglio di Stato Sentenza del 13 maggio - 14 settembre 2011 n. 5125: "tutti i provvedimenti che negano il permesso di soggiorno per protezione internazionale (da quella diretta al conseguimento della protezione maggiore fino a quella residuale di cui al richiamato art. 5, comma 6, del D.lgs. n. 286/1998) rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, in quanto la posizione giuridica azionata dall’interessato ha consistenza di diritto soggettivo."
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TAR Lazio Sentenza del 27 giugno - 1° settembre 2011 n.7101: "ritenendo l'Ungheria un paese terzo sicuro e non ravvisando motivi che avrebbero potuto indurre l'Italia ad assumere la competenza ai sensi dell'art. 3.2 del Regolamento Dublino II, l'Unità Dublino ha disposto il trasferimento in Ungheria del ricorrente per l’esame della sua domanda di protezione.
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TAR Lazio Sentenza del 26 maggio - 1° settembre 2011 n. 7096: "ritenendo l’Austria un paese terzo sicuro e non ravvisando motivi che avrebbero potuto indurre l’Italia ad assumere la competenza ai sensi dell’art. 3.2 del Regolamento Dublino II, con provvedimento del 30/6/10, notificato il giorno 30/7/10, l’Unità Dublino ha disposto il trasferimento in Austria dei ricorrenti per la disamina della domanda di protezione."
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TAR Lombardia Sentenza del 24 giugno 2011 n 1708: la giurisdizione spetta al giudice ordinario anche nel caso in cui si censuri la revoca del permesso di soggiorno da parte del Questore, a seguito del diniego di protezione internazionale opposto dalla Commissione territoriale
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Consiglio di Stato Ordinanza del 10 giugno 2011 n. 2498: sospensiva in base all'art.15 del Regolamento n.343 del 2003 (Regolamento Dublino) che attribuisce allo Stato italiano la competenza a esaminare la domanda di protezione internazionale laddove si rappresentino motivi La nascita di un figlio da una cittadina straniera abitualmente soggiornante in Italia impedisce il trasferimento a Malta in base all'art. 15 del Regolamento Dublino.
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TAR Lazio Sentenza del 25 marzo 2011 n. 2686: "il provvedimento impugnato deve essere annullato in relazione alla reale situazione in cui versano i richiedenti asilo in Grecia anche dopo il recepimento delle direttive comunitarie con conseguente ingiustificato mancato ricorso alla clausola di sovranità di cui al’articolo 3.2 del Regolamento CE 343/03"
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TAR Lazio Sentenza dell'8 marzo 2011 n. 2107: inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso contro il diniego della concessione di un permesso di soggiorno per asilo politico, non essendo stato riconosciuto dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo all’istante lo status di rifugiato: si deve proseguire dinanzi al giudice ordinario
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TAR Veneto Sentenza del 28 febbraio 2011 n. 329: "a fronte del consolidarsi del diniego della commissione territoriale l’impugnato diniego è un atto meramente conseguenziale, per il quale difetta in capo al Questore qualsiasi discrezionalità, e pertanto il sindacato sulla sussistenza o meno della situazione giuridica sostanziale, consistente nel diritto di permanere nel territorio nazionale, spetta al giudice ordinario"
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TAR Lazio Sentenza del 16 febbraio 2011 n. 1470: doglianza della violazione della richiamata norma comunitaria (articolo 19 comma 4 Regolamento CEE n. 343/2003), che avrebbe fatto scattare la competenza dello Stato italiano a decidere sulla domanda di asilo, stante il decorso del termine di sei mesi da essa previsto per l’attuazione del trasferimento in Grecia, circostanza nuova sulla base della quale l’interessato ha proposto la domanda di riesame - dell’originaria determinazione, impugnata con ricorso straordinario – respinta con il provvedimento in questa sede gravato
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TAR Lazio Sentenza dell'11 febbraio 2011 n. 1363: "le accertate violazioni da parte della Grecia dei diritti dell’uomo - anche ad opera della Corte Europea dei diritti dell’uomo - devono indurre l'Amministrazione ad effettuare una più approfondita valutazione della particolare situazione nella quale si sarebbe potuto trovare il ricorrente, in quanto richiedente asilo, chiarendo, proprio con riferimento alla situazione dello stesso, per quale ragione, nonostante le contrarie raccomandazioni internazionali, il suo trasferimento verso la Grecia dovesse ritenersi obbligatorio o comunque preferibile rispetto alla possibilità di fare applicazione, nel caso in esame, dell'articolo 3 comma 2, regolamento CE n. 343 del 2003"
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TAR Lazio Sentenza del 26 gennaio 2011 n. 743: rigetto del permesso di soggiorno per motivi umanitari - il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e deve dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario (articolo 11 D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104)
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TAR Lombardia Sentenza del 12 gennaio 2011 n. 41: da una serie di documenti, l’ultimo dei quali risale al dicembre 2009, elaborati dall’U.N.C.H.R. (Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati), emerge come la Grecia non possa essere considerato un Paese in grado di garantire una procedura di asilo equa ed effettiva e quindi si raccomanda ai Governi degli altri Stati europei di non rinviare nel predetto Paese i richiedenti asilo, secondo la procedura disciplinata dal Regolamento Dublino II.
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TAR Sicilia, Sentenza del 23 ottobre 2009 n . 1703: compete al al giudice ordinario la giurisdizione sul permesso per motivi umanitari: la domanda riguardante il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di una situazione giuridica qualificabile come diritto soggettivo ed appartenente alla categoria dei diritti umani fondamentali, garantiti dall'art. 2 e 10 della Costituzione e dall'art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo.
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Consiglio di Stato, Decisione del 18 settembre 2009 n. 5619: il respingimento della richiesta di permesso di soggiorno per asilo politico da parte del questore sul presupposto della decisione negativa emessa dalla competente Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato è un atto dovuto e consequenziale . In mancanza di un’istanza di parte volta a richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno ad altro titolo, ad es. per motivi umanitari, il questore non può indagare d’ufficio ai fini di verificare l’eventuale sussistenza di motivi umanitari ai fini della permanenza dello straniero in Italia. Questo soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’art. 17 del d.lgs. n. 251/07, in base al quale la verifica dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato, ovvero della protezione sussidiaria ovvero la possibilità di segnalare i motivi umanitari, sono di competenza della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.
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TAR Lazio, ordinanza di sospensiva del 15 Luglio 2009 n.03428/2009: sospeso il trasferimento in Grecia di un richiedente asilo. Le lacune nel sistema d’asilo in Grecia impongono al Ministero dell’Interno di compiere un’approfondita valutazione prima di decidere in merito all’eventuale trasferimento in Grecia dei richiedenti asilo in base alla clausola del primo paese d’asilo ovvero di applicare il criterio derogatorio di competenza a pronunciarsi sulla domanda di asilo di cui al “Regolamento Dublino” (n. 343/2003/CE)
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Consiglio di Stato, Sentenza del 17 marzo 2009 n. 1402: 1) sussistenza di giurisdizione del giudice ordinario, in materia di riconoscimento dello status di rifugiato, quale figura giuridica riconducibile – al pari di quella dei richiedenti asilo – a diritti soggettivi, 2) anche la sussistenza di gravi e conosciuti conflitti interni (non necessariamente implicanti vera e propria guerra civile) possono costituire presupposto per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, quando la situazione socio-politica del Paese, pur a regime democratico, renda plausibile il rappresentato pericolo per l’incolumità del singolo cittadino.
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 9 gennaio 2009, n. 1402: in materia di riconoscimento dello status di rifugiato politico, il Consiglio di Stato (la causa era stata introdotta prima dell'entrata in vigore della legge 6.3.1998, n. 40 in base al quale si è attribuita la giurisdizione del giudice ordinario) ha ribadito che, anche in mancanza di azioni persecutorie riconducibili al Governo di un Paese, la sussistenza di gravi e conosciuti conflitti interni (non necessariamente implicanti vera e propria guerra civile) possono di per sè costituire presupposto per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, quando la situazione socio-politica del Paese pur a regime democratico, renda plausibile il rappresentato pericolo per l'incolumità del singolo cittadino
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TAR Lazio Sentenza del 5 novembre 2008 n° 9723: il mancato riconoscimento dello status di rifugiato da parte della Commissione Territoriale non esclude l'onere del Questore di verificare, ai sensi dell'articolo 19 del T.U. del 98/286 e dell'articolo 28 comma 1 lettera d) del D.P.R. del 99/394, la possibilità di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
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TAR Lazio Sentenza 8 ottobre 2008 n. 8831: il diniego di rilascio del permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico, non consegue automaticamente al mancato riconoscimento dello status di rifugiato politico, dovendo il Questore verificare la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell’art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 286/1998
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TAR Puglia Sentenza del 19 maggio 2008 nr. 1398: l’impugnazione del diniego di riconoscimento dello status di rifugiato, in quanto controversia che involge diritti soggettivi, va proposta davanti al Tribunale ordinario anzichè quello Amministrativo
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TAR Lombardia - Sentenza del 17 Gennaio 2008 n. 420: in merito al provvedimento di trasferimento dell’interessato in altro per l’esame della domanda di asilo politico, ossia alla nazione che aveva riconosciuto la propria competenza in materia a seguito di una precedente richiesta
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TAR Friuli - Sentenza del 28 settembre 2006 n. 608: é competente a conoscere delle domande presentate dai richiedenti asilo presenti nei centri di identificazione o nei centri di permanenza temporanea o assistenza la commissione territoriale nella cui circoscrizione territoriale è collocato il centro. Negli altri casi è competente la commissione nella cui circoscrizione è presentata la domanda
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CARTA DI SOGGIORNO / PERMESSO CE PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO
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TAR Lazio Sentenza del 10 gennaio - 5 aprile 2012 n. 3146: l’Amministrazione non può attribuire automatica valenza ostativa al rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno CE slp alla (unica) sentenza di condanna del ricorrente in data 16.2.2007, divenuta irrevocabile il 8.3.2007, ma deve effettuare una valutazione complessiva della posizione del ricorrente
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TAR Liguria Sentenza dell'1 - 28 mazo 2012 n. 437: "l'invio della comunicazione ex art. 10 bis l. 241/90 e successive modifiche avrebbe consentito di chiarire le ragioni della mancata presentazione della richiedente presso la Questura nonché di appurare con certezza se a stessa conservasse interesse alla definizione del procedimento originato dalla sua istanza di rilascio del permesso CE slp"
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TAR Lazio Sentenza del 6 dicembre 2011 - 13 marzo 2012 n. 2482: nelle ipotesi di provvedimento di revoca della carta di soggiorno non opera un meccanismo di automatismo preclusivo sulla sola considerazione del precedente penale del ricorrente, isolatamente considerato, ed in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente
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TAR Lazio Sentenza dell' 1 - 2 marzo 2012 n. 2143: a soggiornanti di lungo periodo, l’essere incorsi in un reato per violazione dei diritti d’autore, in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire titolo preclusivo automatico al permesso di soggiorno per lavoro subordinato
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Consiglio di Stato Sentenza del 13 - 16 gennaio 2012 n. 130: la domanda di carta di soggiorno (ora denominata permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) ancorché respinta può sempre formare oggetto di una nuova istanza in rapporto alle mutate condizioni della persona ed alla evoluzione del quadro normativo
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TAR Sardegna Sentenza del 23 novembre - 5 dicembre 2011 n. 1188: la norma di cui all’art. 9, comma 4, dello stesso Testo Unico, va estesa anche ai casi di prima richiesta dello stesso, e non solo ai momenti successivi al suo rilascio, posto che la dianzi richiamata disposizione normativa non distingue affatto fra le due ipotesi, bensì disciplina in via generale “il permesso di soggiorno per lungo periodo” ed espressamente statuisce che “ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego di rilascio del permesso di soggiorno di cui al presente comma il Questore tiene conto altresì della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero”
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TAR Lombardia Sentenza del 22 novembre - 1 dicembre 2011 n. 3014: "la revoca non poteva essere disposta sulla base della sola esistenza di una misura cautelare a carico del ricorrente poiché il terzo comma dell’art. 9 D.lgs. 286/98 prevede che debba esservi una sentenza di condanna anche non definitiva per procedere all’atto di autotutela (vedasi sul punto TAR Veneto 1440/2006)"
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TAR Lombardia Sentenza del 22 novembre - 1 dicembre 2011 n. 3010: illegittimità sostanziale del provvedimento con cui le era stato revocato il permesso per soggiornante di lungo periodo per prolungata ed ingiustificata assenza dal territorio italiano. Non sono state valutate le ragioni che potevano giustificare la permanenza in Egitto di una madre con figlio in tenera età e che nel passato aveva dimostrato tutta l’intenzione di dimorare sul nostro territorio dove vivono abitualmente gli altri componenti della famiglia.
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TAR Lombardia Sentenza del 22 novembre - 1 dicembre 2011 n. 3008: il ricorrente è stato condannato per reato che l’art. 4,coma 3, D.lgs. 286\98 ritiene ostativo al rinnovo del permesso senza lasciare alcun margine di discrezionalità all’autorità amministrativa anche quando come nel caso di specie si tratta di una sentenza non definitiva
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TAR Campania Sentenza del 9 - 17 novembre 2011 n. 5387: ai soggiornanti di lungo periodo, e ai richiedenti il titolo di lungosoggiornanti, l’essere incorsi in un reato legato alla tutela del diritto di autore (di cui anche qui trattasi)“in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire titolo preclusivo automatico
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TAR Piemonte Sentenza del 26 ottobre - 9 novembre 2011 n. 1180: non può costituire motivazione sufficiente per negare il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo il fatto di avere in essere rapporti di lavoro a tempo determinato, senza tener conto della capacità reddituale derivante da contratti di lavoro a termine e/o atipici, , specie quando, come nel caso di specie, è documentato il possesso di redditi pregressi ampiamente positivi ed in progressivo incremento, dei quali la Questura avrebbe dovuto tenere conto per formulare la prognosi in ordine alla capacità futura dell’interessato
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TAR Toscana Sentenza del 19 ottobre - 4 novembre 2011 n. 1627: "il provvedimento in questione, come denunciato dal ricorrente, appare carente di motivazione e di istruttoria recando unicamente la stringata ed erronea affermazione secondo la quale “la condanna è ostativa al mantenimento permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo”, ma senza che sia stata compiuta alcuna delle valutazioni imposte dalla legge in ordine alla situazione di lungo soggiornante attribuibile al deducente, anche con riferimento alla situazione lavorativa o all'esistenza di legami sociali e familiari"
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TAR Piemonte Sentenza del 12 - 27 ottobre 2011 n. 1133: "se – come nella presente fattispecie – l’interessato riesce a dimostrare il possesso del reddito minimo anche avvalendosi di voci reddituali diverse da quelle da lavoro, purché ovviamente “lecite”, come ad esempio i proventi dell’assegno familiare mensile, ciò deve ritenersi del tutto idoneo ad integrare il requisito richiesto dalla legge ai fini del rilascio del permesso CE slp"
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TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8163: legittimo il diniego del visto di reingresso per titolare di carta di soggiorno - in quanto assente dal TN per più di due anni; per i quali casi, la normativa prevede che il titolare della Carta di soggiorno possa assentarsi non oltre i dodici mesi dal TN", non risultando sufficiente quale motivo presentato dalla ricorrente un certificato medico per il minore ***** il quale aveva, in un incidente domestico, subito delle scottature, e che venne curato presso la *** per circa quindici giorni (dal 20.6.2010 al 4.7.2010)
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TAR Toscana Sentenza del 6 - 18 ottobre 2011 n. 1506: in presenza di familiari a carico il requisito reddituale non può ritenersi soddisfatto ove inferiore ai minimi stabiliti dall’art. 29 co. 3 lett. b) del D.Lgs. n. 286/98, trattandosi di soggetti sprovvisti di titolo autonomo di soggiorno al di fuori del diritto al ricongiungimento familiare, e la cui permanenza in Italia dipende appunto dal possesso, in capo al familiare sul quale gravano ai fini del sostentamento, di redditi superiori a quelli sufficienti per il soggiorno individuale. Diversamente opinando, la presentazione della richiesta a titolo individuale rappresenterebbe un fin troppo facile espediente per eludere la verifica dei presupposti cui il rilascio del permesso CE è subordinato
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TAR Lombardia Sentenza del 4 - 13 ottobre 2011 n. 2425: è stato emesso dalla suddetta Questura il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo per motivi di lavoro subordinato; il che ha determinato il venir meno dell’interesse del ricorrente alla prosecuzione del giudizio in questione e la presente pronuncia di improcedibiltà del ricorsoo
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TAR Piemonte Sentenza del 28 settembre - 13 ottobre 2011 n. 1089: l'eventuale diniego di rilascio del permesso per lungo soggiornanti debba essere sorretto da una motivazione articolata su tutti gli elementi che hanno contribuito a formare il giudizio di pericolosità, con esclusione di automatismi, tenendosi quindi in debito conto, ai sensi dell’art. 8 CEDU, la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero
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TAR Lombardia Sentenza del 4 - 5 ottobre 2011 n. 2375: illegittima la mancata concessione di un permesso di altro tipo invece del richiesto permesso CE slp dal momento che il giudizio sulla pericolosità sociale non appare pertinente poiché che il reato commesso non è tra quelli che ostano alla concessione di un permesso di soggiorno e manca qualunque valutazione in concreto della pericolosità stessa
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TAR Lombardia Sentenza del 20 - 29 settembre 2011 n. 2321: "al ricorrente, in quanto richiedente permesso di soggiorno di lungo periodo, non si applica, ai fini del computo della durata dell’ interruzione del soggiorno, il termine previsto dall'art. 13 comma 4, d.P.R. 31 agosto 1999 n. 394, secondo il quale « il permesso di soggiorno non può essere rinnovato (...) quando risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi (...) salvo che detta interruzione sia dipesa (...) da (...) gravi e comprovati motivi», bensì il diverso termine previsto dall’art. 9 c. 6 del D. Lgs. 286/98 secondo il quale “le assenze dello straniero dal territorio nazionale non interrompono la durata del periodo di cui al comma 1 e sono incluse nel computo del medesimo periodo quando sono inferiori a sei mesi consecutivi e non superano complessivamente dieci mesi nel quinquennio, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari, da gravi e documentati motivi di salute ovvero da altri gravi e comprovati motivi”."
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TAR Lazio Sentenza depositata il 21 giugno 2011 n. 5530: sussiste l’obbligo di provvedere della pubblica amministrazione a mente dell’articolo 9, comma 1 del d.lgs. 286/98 il quale prevede che il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo possa essere richiesto per sé e per i familiari di cui all’articolo 29, comma 1. Tale norma non può che significare che, ferma la verifica dei requisiti da riferire al nucleo familiare (reddito sufficiente ed alloggio adeguato), l'anzianità quinquennale del permesso di soggiorno non è necessaria per il coniuge o i figli minori conviventi, per i quali pure sia stato richiesto detto titolo
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TAR Toscana Sentenza del 16 giugno 2011 n. 1072: "anche se il termine per il rilascio della carta di soggiorno ex articolo 9, comma 2, d.lgs. n. 286/98 richiamato dalla ricorrente fosse considerabile perentorio, il Collegio rileva che al caso di specie, di ritenuto danno da ritardo, può comunque ritenersi applicabile quanto previsto dall’articolo 1227, comma 2, c.c., secondo cui il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza. Considerato, infatti, che nel caso di specie l’interessata poteva attivare i rimedi giuridici, una volta trascorso il termine di novanta giorni di cui all’articolo 9, comma 2, d.lgs. cit., per rimuovere le situazioni di inerzia istruttoria e provvedimentale, dovendo altrimenti ogni altra e diversa ipotesi di ritardo addebitarsi anche alla negligenza del privato, ex articolo 1227 comma 2, c.c., o quantomeno al suo disinteresse"
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TAR Lazio Sentenza del 19 aprile 2011 n. 3426: mentre per il rilascio e per il rinnovo del permesso di soggiorno l'articolo 5, comma terzo, del D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286 detta una disciplina rigida che impone il rigetto delle istanze in presenza di determinate condanne penali a carico del richiedente, per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo l'articolo 9, comma quarto, del succitato D.Lgs. n. 286/98, a differenza del precedente articolo 5, comma 3, non prevede alcun automatismo, ma attribuisce all'autorità amministrativa un potere discrezionale che le consente e le impone di valutare caso per caso l'effettiva pericolosità sociale del richiedente
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TAR Toscana Sentenza del 15 aprile 2011 n. 705: "l'articolo 9, comma 4, del TU sull’immigrazione (così come novellato dal d.lgs. n. 3 del 2007, emesso in attuazione della Direttiva n. 2003/109/Ce), nello stabilire che il permesso per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato allo straniero pericoloso per l'ordine pubblico, sostituisce l'apprezzamento in concreto della pericolosità dello straniero all'automatismo determinato, perlomeno in alcune ipotesi, dalla normativa previgente"
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TAR Toscana Sentenza del 1° aprile 2011 n. 368: "ove sia presentata l’istanza di rilascio della carta di soggiorno, l’articolo 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998, come modificato dal d.lgs. n. 3/2007, ai fini della valutazione della pericolosità dello straniero non ritiene sufficiente la sussistenza di condanne per i reati previsti dall’articolo 380 c.p.p., né, limitatamente ai delitti non colposi, dall’articolo 381 c.p.p., ma impone di considerare, altresì, la durata del soggiorno dello straniero, nonché il suo inserimento sociale, familiare e lavorativo. Il medesimo discorso deve farsi anche quando, come nella fattispecie per cui è causa, sia presentata l’istanza di aggiornamento della carta di soggiorno, e ciò tanto più perché in detta fattispecie la P.A. non solamente ha respinto l’indicata istanza, ma ha anche proceduto alla revoca della carta di soggiorno."
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TAR Lombardia Sentenza del 1° aprile 2011 n. 871: violazione dell’articolo 5,comma 5, D.lgs. 286\98: dopo la richiesta del permesso Ce slp, ma prima dell’emanazione del provvedimento impugnato, la ricorrente aveva intrapreso un’attività di lavoro autonomo da cui ricava proventi sufficienti per il suo mantenimento.
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TAR Veneto Sentenza del 15 marzo 2011 n. 430: il comma 4 dell’articolo 9 del D. Lgs. n° 286 del 1998 stabilisce che ai fini dell’adozione di un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo il Questore tiene conto della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell’inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, e nel caso in questione l’Amministrazione non ha effettuato detta valutazione
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TAR Veneto Sentenza del 15 marzo 2011 n. 429: risulta violato l’articolo 9, comma 4 TUI il quale stabilisce che ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego di rilascio del permesso di soggiorno CE slp il questore tiene conto altresì della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero , in quanto la valutazione di tali elementi è stata omessa
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TAR Toscana Sentenza del 15 marzo 2011 n. 459: l’impugnativa ha ad oggetto il decreto mediante il quale il Questore ha revocato il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, rilasciato al ricorrente in seguito all’adozione di provvedimento cautelare ad opera di questo stesso tribunale, nell’ambito del ricorso promosso dal predetto ricorrente avverso un precedente diniego di rilascio del permesso per lungosoggiornanti
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TAR Toscana Sentenza del 1° marzo 2011 n. 386: ove sia presentata l’istanza di aggiornamento della carta di soggiorno, l’articolo 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998, come modificato dal d.lgs. n. 3/2007, ai fini della valutazione della pericolosità dello straniero non ritiene sufficiente la sussistenza di condanne per i reati previsti dall’articolo 380 c.p.p., né, limitatamente ai delitti non colposi, dall’articolo 381 c.p.p., ma impone di considerare, altresì, la durata del soggiorno dello straniero, nonché il suo inserimento sociale, familiare e lavorativo.
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TAR Veneto Sentenza del 28 febbraio 2011 n. 324: "si manifesta fondato il profilo di violazione dell’articolo 10 bis L. 241/90, in quanto, se il ricorrente fosse stato preavvisato del mancato accoglimento della sua domanda di carta di soggiorno, avrebbe potuto fornire elementi, relativi al reddito percepito, utili per una più completa istruttoria
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TAR Lombardia Sentenza del 10 febbraio 2011 n. 415: ricorso avverso il rigetto dell’istanza di rilascio di permesso per soggiornanti dilungo periodo motivata sulla base dell’esistenza di una condanna per reato in materia di stupefacenti e per la mancanza di prova circa la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo minimo dell’assegno sociale
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TAR Lombardi Sentenza del 7 febbraio 2011 n. 366: nel caso in cui venga richiesto un permesso di soggiorno per soggiornante di lungo periodo la commissione di un reato, ricompreso tra quelli che l’articolo 4,comma 3, T.U. Imm. ritiene automaticamente ostativa per la concessione o il rinnovo del permesso di soggiorno, deve essere oggetto di una valutazione discrezionale in concreto sulla pericolosità dell’extracomunitario che ha presentato l’istanza. Tale valutazione non è stata compiuta dal Questore che ha affidato la motivazione ad un formula stereotipata in virtù della quale la gravità del reato commesso è di per sé sintomo di pericolosità.
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TAR Veneto Sentenza del 1° febbraio 2011 n. 154: "é fondata e assorbente la dedotta censura di difetto di motivazione in ordine alle circostanze di cui all'articolo 5 comma 5 bis del legislativo 286/98 (così come modificato a seguito del decreto legislativo n. 5 dell'8 gennaio 2007) ai sensi del quale, con riguardo ai ricongiunti, o di coloro che hanno esercitato il diritto di ricongiungimento in sede rinnovo del permesso di soggiorno (a fortiori deve ritenersi con riferimento alla revoca della carta di soggiorno), l'Amministrazione deve tener conto della natura dei vincoli familiari, della durata del soggiorno nel territorio nazionale nonché dei legami familiari, culturali e sociali nel paese d'origine."
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TAR Campania Sentenza del 19 gennaio 2011 n. 362: l'eventuale diniego di rilascio del permesso per lungo soggiornanti deve essere sorretto da una motivazione articolata su tutti gli elementi che hanno contribuito a formare il giudizio di pericolosità, con esclusione di automatismi, tenendosi quindi in debito conto, ai sensi dell’articolo 8 CEDU, la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero
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TAR Campania Sentenza del 19 gennaio 2011 n. 356: ai richiedenti il titolo per soggiornanti di lungo periodo, l’essere incorsi in un reato legato alla tutela del diritto di autorein carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire titolo preclusivo automatico
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TAR Campania, Ordinanza del 28 luglio 2010 n°1614: non sono ostative al rilascio del pse di lungo periodo le condanne per reati di ricettazione e violazione delle norme sul diritto di autore, ma occorre valutare la concreta pericolosità sociale dell'istante.
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TAR Umbria Sentenza del 26 - 27 maggio 2010 n. 337: l’art. 9 TUI richiede solamente un determinato reddito ma non specifica che si debba trattare di reddito prodotto in Italia o comunque assoggettato alla imposizione fiscale in Italia, per cui il reddito prodotto all'estero va valutato ai fini del rilascio per permesso di soggiorno CE
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 3 - 16 dicembre 2009 n. 3035: deve ritenersi l’illegittimità della impugnata revoca della carta di soggiorno emanata in palese violazione dell’articolo 9 del d.lgs 25 luglio 1998 n. 286 del 1998, come modificato dal d.lgs 8 gennaio 2007 n. 3, per non aver adeguatamente valutato la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero ai fini della sua appartenenza alla categoria delle persone socialmente pericolose.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 3 luglio 2009 n. 1030: la condanna definitiva per il reato di spaccio di stupefacenti comporta automaticamente la revoca del permesso di soggiorno. Un’eventuale istanza per il rilascio del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti non può produrre l’obbligo per l’Amministrazione di valutare in concreto la pericolosità sociale dell’interessato, nonché la durata del suo soggiorno ed il grado di inserimento socio-lavorativo in Italia, per cui il diniego del permesso di soggiorno CE è consequenziale alla revoca del permesso di soggiorno.
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TAR Umbria Sentenza del 27 -28 maggio 2009 n. 263: il familiare del cittadino extracomunitario titolare del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti può avere accesso al medesimo titolo di soggiorno anche qualora non abbia maturato personalmente il periodo di soggiorno quinquennale sul territorio dello Stato. La verifica di tale requisito va fatta soltanto con riferimento al richiedente principale e non anche ai suoi familiari.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 15 aprile 2009 n. 444: non è applicabile, in quanto non previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, l’automatismo previsto dall’art.26, c.7 bis (revoca del titolo di soggiorno in caso di condanna per reati in materia di diritti d'autore)
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 17 dicembre 2008, n. 896: la condanna per i reati in materia di diritto d'autore, ai sensi dell'art. 26, comma 7 bis, d.lgs 286/98, comporta la sola revoca del permesso di soggiorno rilasciato allo straniero per motivi di lavoro, dovendosi invece escludere analoghi effetti rispetto al rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, in quanto nella previsione di cui all'art. 9 del d.lgs 286/98 non vi è menzione alcuna di un simile automatismo
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TAR Piemonte - sentenza del 20 giuno 2008 n. 1400: la Questura, ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, deve valutare anche la durata del soggiorno nel territorio italiano, dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo del cittadino staniero ai sensi dell'articolo 9 comma 5 del D.Lgs. 3/2007.
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TAR Emilia-Romagna Sentenza 22 maggio - 6 giugno 2008 n. 2340: al cittadino straniero può essere rilasciato il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9 del TU citato, in considerazione della durata del soggiorno, dell’inserimento sociale, familiare e lavorativo, e nonostante le pregresse vicende anche di rilievo penale.
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TAR Umbria sentenza del 21 maggio 2008 n. 167: é legittimo il diniego di rilascio della carta di soggiorno e il contestuale diniego di rinnovo del permesso di soggiorno al cittadino straniero condannato con sentenza patteggiata per reati inerenti lo spaccio di stupefacenti.
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Consiglio di Stato decisione del 1° - 14 aprile 2008 n. 1596: nel negare lo status di soggiornante di lungo periodo per ragioni di ordine pubblico o pubblica sicurezza, si deve tener conto della gravità o del tipo di reato contro l'ordine pubblico o la sicurezza pubblica o del pericolo rappresentato dalla persona in questione, prendendo altresì nella dovuta considerazione la durata del soggiorno e l'esistenza di legami con il paese di soggiorno
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TAR Emilia Romagna 6 Dicembre 2007: i cinque anni di soggiorno necessari per la domanda del Permesso Ce soggiornanti lungo periodo possono comprendere anche il periodo della regolarizzazione 2002
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TAR Veneto Sentenza n 449/2006: per ottenere la carta di soggiorno per stranieri (ora Permesso soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) è necessario avere un permesso valido rinnovabile un indeterminato numero di volte e reddito sufficiente, senza che questo sia necessariamente legato ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
CITTADINANZA ITALIANA E APOLIDIA
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TAR Lazio Sentenza del 24 gennaio - 16 maggio 2012 n. 4433: in caso di richiesta di naturalizzazione a seguito di residenza continuativa il termine di 730 giorni dalla presentazione dell’istanza, prescritto dall’art. 3 del dpr n. 362/94, non è perentorio, bensì meramente ordinatorio, sicché anche l’eventuale superamento dello stesso non implica la decadenza dell’amministrazione dal proprio potere-dovere di provvedere in ordine all’istanza e pertanto, non ha alcun effetto invalidante sul provvedimento finale.
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TAR Lazio Sentenza del 24 gennaio - 1° marzo - 18 aprile 2012 n. 3547: "il comportamento del ricorrente, valutato come fatto storico e dunque a prescindere dalla intervenuta estinzione del reato, può ragionevolmente essere considerato come indicativo di una personalità non incline al rispetto delle norme penali e delle regole di civile convivenza e, come tale, giustificare il diniego del rilascio della cittadinanza italiana."
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TAR Lazio Sentenza del 24 gennaio - 19 marzo 2012 n. 2645: lillegittimo il provvedimento di diniego di concessione di cittadinanza ai sensi dell’art. 9 lett. f) della L. 91/92 in quanto l’Amministrazione ha omesso di valutare le somme percepite dal ricorrente in sede di conciliazione con il proprio datore di lavoro ed ha illegittimamente considerato ai fini dell’accertamento della idoneità reddituale un periodo di dieci anni, senza tener conto prioritariamente della situazione economica più recente comprensiva anche delle somme percepite a seguito della conciliazione stragiudiziale"
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Consiglio di Stato Sentenza del 20 dicembre 2011 - 18 febbraio 2012 n. 154: l'appellante fonda le proprie domande sulla base del contenuto altamente discrezionale del provvedimento con il quale il Ministero dell’interno provvede sulla richiesta di concessione della cittadinanza da parte di un cittadino straniero, che giustifica il diniego anche in presenza di meri sospetti, anche in ragione del pericolo di pregiudizio per la credibilità dello Stato qualora lo straniero, divenuto cittadino italiano, compia o sia coinvolto in atti di terrorismo
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TAR Lazio Sentenza del 24 novembre 2011 - 17 gennaio 2012 n. 527: la concessione della cittadinanza per matrimonio, disciplinata dall'art. 5 della legge n. 91 del 1992, attiene ad una situazione giuridica soggettiva avente la consistenza di diritto soggettivo. In tale ambito, l'unica causa preclusiva alla concessione della cittadinanza, che risulta essere demandata alla valutazione discrezionale della competente amministrazione, è quella di cui all'art. 6, comma 1, lett. c, della legge n. 91 del 1992, ossia la sussistenza, nel caso specifico, di "comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica".
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TAR Lazio Sentenza del 6 dicembre 2011 - 17 gennaio 2012 n. 501: illegittimo l’impugnato silenzio rifiuto con conseguente obbligo del Ministero dell’Interno intimato di pronunciarsi con un provvedimento espresso in ordine alla richiesta di cittadinanza italiana presentata dall’odierno ricorrente in data 10 settembre 2009
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TAR Lazio Sentenza del 6 - 7 dicembre 2011 n. 9629: "la concessione della cittadinanza per matrimonio, disciplinata dall'art. 5 della legge n. 91 del 1992, attiene ad una situazione giuridica soggettiva avente la consistenza di diritto soggettivo, fatta eccezione per la ipotesi di cui all'art. 6, comma 1, lett. c, della legge n. 91 del 1992, ossia la sussistenza, nel caso specifico, di "comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica". Pertanto, nel caso in esame, deve rilevarsi d’ufficio il difetto di giurisdizione del giudice adito."
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Consiglio di Stato Sentenza del 28 ottobre - 28 novembre 2011 n. 6289: il diniego della cittadinanza risulta ampiamente giustificato, a nulla rilevando in contrario l’inesistenza di specifici precedenti penali, in quanto da fonti ritenute attendibili da parte del Ministero l’interessato intrattiene (almeno asseritamente) rapporti con servizi segreti stranieri (e più precisamente del paese d’origine) servendosi anche di «fittizie imprese commerciali».
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TAR Lazio Sentenza del 24 - 24 novembre 2011 n. 9265: declaratoria di illegittimità del silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di concessione della cittadinanza italiana, ai sensi dell’art. 9 comma 1 lett. f) della L. 91/92, presentata dal ricorrente in data 22 luglio 2008
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Consiglio di Stato Sentenza del 21 ottobre - 22 novembre 2011 n. 6143: la residenza per un decennio in Italia del cittadino straniero rappresenta una condizione necessaria per la concessione della cittadinanza, che può o, meglio, deve essere dimostrata solo con riferimento alle risultanze dei registri dell'anagrafe dei residenti, non essendo consentito che, in presenza della precisa definizione legislativa dell’elemento della residenza legale recata dall’art. 1, comma 2, lettera a), del D.P.R. n. 572/1993, tale elemento (normativamente prescritto) possa essere surrogato con indizi di carattere presuntivo od elementi sintomatici indiretti.
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TAR Lazio Sentenza del 27 giugno - 27 ottobre, depositata il 16 novembre 2011 n. 8922: il ricorrente ha presentato l’istanza di concessione della cittadinanza italiana in data 2.8.2007 e il termine di 730 giorni previsto dall’art. 3 del d.p.r. n. 362/1994 veniva a scadere il 2.8.2009. Il ricorso avverso il silenzio inadempimento in esame avrebbe pertanto dovuto essere proposto entro oltre un anno dalla scadenza del termine per provvedere e cioè entro il 2.8.2010
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Consiglio di Stato Sentenza del 4 - 16 novembre 2011 n. 6046: "dalla documentazione visionata in camera di consiglio trasmessa dall’amministrazione a seguito dell’ordinanza istruttoria n. 2847/2011, emerge che il diniego risulta motivato con riferimento a vicende attinenti a plausibili ragioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato che giustificano in maniera adeguata il provvedimento impugnato"
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Consiglio di Stato Sentenza del 18 ottobre - 9 novembre 2011 n. 5913: "il sindacato giurisdizionale, limitato ai profili estrinseci, deve concludersi in senso favorevole al ricorrente in primo grado: l’Amministrazione, infatti, non evidenzia elementi dai quali risulti il motivo per il quale all’odierno appellante non è opportuna la concessione della cittadinanza, e ciò nonostante uno specifico ordine del giudice abbia chiesto di conoscere, con le cautele del caso, le ragioni del diniego"
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TAR Lazio Sentenza del 13 ottobre - 3 novembre 2011 n. 8419: "il provvedimento risulta del tutto immotivato, atteso che il semplice riferimento contenuto nel provvedimento impugnato all’emersione, in seguito ad attività informativa, di elementi di pericolo per la sicurezza della Repubblica, è di per sé talmente generico da non integrare gli estremi di una motivazione sufficiente, non potendo il Collegio ricostruire l’iter logico seguito dall’Amministrazione nell’adozione del provvedimento"
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TAR Campania Sentenza del 12 - 19 ottobre 2011 n. 4867: la concessione della cittadinanza italiana per matrimonio, disciplinata dall'art. 5 l. 5 febbraio 1992 n. 91, attiene ad una situazione giuridica soggettiva avente la consistenza di diritto soggettivo e, in tale ambito, i reati c.d. ostativi di cui alla lett. b) comma 1, cit. art. 6, non richiedendo alcuna valutazione discrezionale da parte dell'Amministrazione, determinano il mantenimento della giurisdizione in capo al giudice ordinario
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TAR Lazio Sentenza del 12 luglio - 1° settembre 2011 n. 7097: declaratoria dell’obbligo dell’amministrazione di concludere celermente l’iter procedimentale, con l’adozione di un provvedimento espresso - il Ministero dell’Interno aveva l’obbligo di pronunciarsi entro il richiamato termine di settecentotrenta giorni dalla data di presentazione della domanda.
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TAR Lazio Sentenza 16 giugno - 20 luglio 2011 n. 6522: dichiarata l’illegittimità del silenzio-rifiuto, con conseguente obbligo del Ministero dell'Interno intimato di pronunciarsi con un provvedimento espresso in ordine alla richiesta di cittadinanza italiana presentata dal ricorrente il giorno 31 ottobre 2008
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Consiglio di Stato Sentenza dell'8 - 11 luglio 2011 n. 4159: "riguardo alla discrezionalità dei provvedimenti in questa materia, resta il fatto che tali provvedimenti debbono comunque essere motivati; e che nel momento in cui la motivazione concretamente data si riferisca a fatti specifici, essa diviene sindacabile sotto il profilo della congruità, della ragionevolezza e della proporzionalità"
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TAR Lombardia Sentenza del 21 giugno 2011 n. 1588: "sussistono pertanto tutti i presupposti per la concessione della cittadinanza poiché che al momento della presentazione dell’istanza la ricorrente era coniugata da oltre un triennio con cittadino italiano senza che assumano nessun rilievo sul punto le ulteriori vicende del rapporto matrimoniale, e non vi era alcuna ragione per ritenere sussistenti motivi ostativi legati alla sicurezza dello Stato, trattandosi di persona incensurata. La sua situazione in Italia era regolare poiché la revoca del permesso di soggiorno era stato frutto di un equivoco in cui l’amministrazione era stata indotta dalla condotta del marito che aveva segnalato un inesistente abbandono del tetto coniugale"
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TAR Lazio Sentenza del 30 maggio 2011 n. 4826: accertamento dell’inadempimento dell’Amministrazione degli Affari Esteri ai fini della conclusione del procedimento preordinato alla legalizzazione documentale chiesta dall’odierno ricorrente e, per l’effetto, ordinando all’Amministrazione intimata, nella persona del responsabile della suindicata Autorità consolare, di fornire positivo riscontro alla richiesta di legalizzazione documentale di che trattasi
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TAR Lazio Sentenza del 27 maggio 2011 n. 4800: sussistenza dell’obbligo dell’amministrazione dell’interno di concludere il procedimento avviato con la richiesta ai sensi dell’art. 9 lett. F) della l. 91/1992, di ottenimento della cittadinanza italiana, presentata in data 4.9.2008, con provvedimento espresso. E' illegittimo il silenzio serbato dalla amministrazione oltre il termine indicato dall’art. 3 del dpr n. 362/1994 (730 giorni) e deve quindi essere ordinato alla amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso entro il termine di 60 giorni dalla comunicazione della presente sentenza.
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TAR Lazio Sentenza del 20 aprile 2011 n. 3485: violazione dell’articolo 8 della l. n. 91/1992 in base al quale l’emanazione del decreto di rigetto dell’istanza è preclusa quando dalla data di presentazione dell’istanza siano decorsi due anni
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TAR Lazio Sentenza del 19 aprile 2011 n. 3452: a carico dello straniero che intende ottenere la concessione della cittadinanza italiana va riscontrato un onere di verifica del possesso attuale ed ininterrotto del requisito della residenza legale e, dunque, dell’iscrizione anagrafica.
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TAR Lazio Sentenza del 19 aprile 2011 n. 3419: "nel caso di specie, si controverte, per l'appunto, di una causa preclusiva dell'acquisto di cittadinanza diversa da quella relativa all'esistenza di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica - e, in particolare, di quella di cui al disposto dell’articolo 6, comma 1, lett. b) L. n. 91/1992 - con la conseguenza che deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario"
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TAR Lazio Sentenza del 21 febbraio 2011 n. 1603: "il ricorso in trattazione va dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, risultando le controversie relative alla materia in esame attribuite alla giurisdizione del giudice ordinario, sia in caso di impugnativa di un provvedimento espresso sull’istanza in argomento sia in caso di ricorso contro l’inerzia serbata sulla medesima in quanto rappresenta comunque un comportamento attinente a materia attribuita al predetto giudice"
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Consiglio di Stato Sentenza del 18 gennaio -18 febbraio 2011 n. 1034: é viziato per eccesso di potere il diniego di concessione di cittadinanza italiana per naturalizzazione in ragione di una condanna per guida in stato di ebbrezza - "il contestato diniego ha fatto riferimento ad ‘elementi tali da non ritenere opportuna la concessione della cittadinanza’, mentre in realtà – a fondamento dell’atto – è stato unicamente richiamato un decreto penale di condanna, emesso nel 1995 per la commissione di una contravvenzione"
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Consiglio di Stato Sentenza del 16 febbraio 2011 n. 974: legittimo il diniego di concessione della cittadinanza italiana, atteso che il presupposto imprescindibile per fruire di tale provvedimento ampliativo – in base alla normativa di settore - è indubbiamente quello di avere redditi sufficienti al sostentamento proprio e della propria famiglia. L’acquisizione di tale nuovo importante status, infatti, si deve tradurre non già solo in un beneficio per l’interessato, ma anche nella possibilità materiale, per il nuovo cittadino, di adempiere i doveri di solidarietà sociale (ed in primis il dovere di contribuire alla spese pubbliche, mercè la imposizione tributaria), nella misura minima determinata dal legislatore
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Consiglio di Stato Sentenza del 17 dicembre 2010 - 3 febbraio 2011 n. 766: "non può valere l’argomento per cui l’interessato vive stabilmente con il padre, che provvede a soddisfare i suoi primari bisogni di vita. Infatti, va avuto riguardo: a) alla consustanziale transitorietà di una tale situazione familiare, anche tenuto conto della non più giovanissima età anagrafica dell’interessato (nato nel 1982), a fronte della tendenziale stabilità e durevolezza del provvedimento concessivo della cittadinanza; b) all’impossibilità per l’interessato di assolvere, allo stato, ai doveri di solidarietà sociale dianzi ricordati, sostituita anzi da un assorbimento a suo favore della analoga capacità dei suoi familiari."
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Consiglio di Stato Sentenza del 17 novembre 2009 - 18 gennaio 2010 n. 135: la controversia originata dal ricorso avverso il diniego della cittadinanza italiana rientra nella competenza del TAR del Lazio - Roma, poiché il provvedimento impugnato, oltre che provenire dal Ministero dell’interno, e quindi da un organo centrale dello Stato, esplica i suoi effetti su tutto il territorio nazionale, poiché impedisce al richiedente l’acquisto dello status di cittadino italiano.
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Consiglio di Stato Sentenza del 10 gennaio 2011 n. 52: é legittimo negare la cittadinanza all’immigrato che accusa ingiustamente di razzismo un italiano, ossia per aver dato del razzista al proprietario di un bar. L’immigrato, così facendo, ha dimostrato di non essere pienamente integrato nella nostra società.
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TAR Lazio Sentenza del 21 dicembre 2010 n° 37926: l'articolo 10 bis (legge 241/90) impone alla P.A., anteriormente all'adozione di un provvedimento finale del procedimento sfavorevole al soggetto che ha presentato istanza di concessione della cittadinanza italiana che ha dato inizio al procedimento stesso, di comunicare al destinatario i motivi che impediscono l'accoglimento della domanda
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TAR Piemonte Sentenza del 27 ottobre - 13 novembre 2010 n. 4137: "anche la sentenza emessa con il rito del c.d. patteggiamento, ai sensi dell’art. 444 c.p.p. può senz’altro essere compresa nella valutazione condotta dall’amministrazione ai fini della concessione della cittadinanza italiana, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. b, della legge n. 91 del 1992"
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TAR del Lazio Sentenza 8 novembre 2010 n° 33280: il ritardo nella conclusione del procedimento concessorio della cittadinanza italiana (oltre i 730 giorni dalla data di presentazione della domanda) costituisce un comportamento ingiustificato da parte dell'Amministrazione procedente.
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TAR Campania Sentenza del 14 luglio - 6 settembre 2010 n. 17315: il provvedimento impugnato è motivato dallo jus superveniens - costituito dalla legge 15 luglio 2009 n. 94 (di modifica dell’art. 5 della legge n. 91/92), ritenuto applicabile sulla base del disposto della circolare ministeriale del 6.8.2009 - alla cui data di entrata in vigore era mancante il requisito legale “non erano decorsi i due anni di matrimonio e di residenza legale in Italia, risultando il matrimonio celebrato il 06.02.2008”
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TAR Lazio, Sentenza depositata il 26 novembre 2009, n 11771: ai fini della concessione della cittadinanza per residenza decennale è da ritenersi legittimo il giuziio dell'Amministrazione in merito all’inserimento dello straniero nella comunità nazionale allorquando l’amministrazione ritenga che quest’ultimo possieda ogni requisito atto ad inserirsi in modo duraturo nella comunità, mediante un giudizio prognostico che escluda che il richiedente possa successivamente creare inconvenienti o, addirittura, commettere fatti di rilievo penale.
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Consiglio di Stato, Decisione del 19 giugno 2009 n. 4080: é illegittimo il provvedimento di diniego della concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione al cittadino iraniano, se fondato soltanto sull’esistenza di rapporti con una persona sospettata di attività spionistiche e dai frequenti viaggi del ricorrente nel suo paese di origine per ragioni non accertate.
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TAR Lombardia Sentenza del 4 giugno 2009 n. 1186: legittimo il provvedimento con il quale si é negato il conferimento della cittadinanza italiana, in ragione di una sentenza di condanna divenuta irrevocabile a carico del richiedente con altro nominativo (falso)
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TAR Lombardia Sentenza del 5 maggio 2009 n. 913: cittadinanza italiana per residenza in 730 giorni: "il termine per la definizione dei procedimenti di cui al D.P.R. n. 362/1994 è di settecentotrenta giorni dalla data di presentazione della domanda è ordinatorio nel senso che l’amministrazione conserva il potere di decidere anche dopo la scadenza – in quanto il silenzio non ha un valore legale tipico – ma la circostanza che il provvedimento tardivo sia legittimo non elide l’illegittimità del ritardo stesso ”
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Consiglio di Stato Sentenza del 25 marzo 2009 n. 1788: a fronte dell’istanza volta alla concessione della cittadinanza, l’Amministrazione dell’Interno gode di un’amplissima discrezionalità potendo valutare con rilevanti margini di apprezzamento la sussistenza di uno specifico interesse pubblico al rilascio della concessione.
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TAR Lazio Sentenza del 4 marzo 2009 n. 2238: il Il Ministero dell’Interno non può adottare un provvedimento di diniego alla concessione della cittadinanza italiana per matrimonio per ragioni di sicurezza nazionale trascorso il termine di due anni dalla data di presentazione dell’istanza; termine che la legislazione prevede come inderogabile. Se lo fa, il provvedimento è illegittimo.
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TAR Lazio, Sentenza del 4 marzo 2009 n. 2236: l'acquisto della cittadinanza deve ritenersi precluso quando emerge la sussistenza di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica. Rientra certamente, tra tali motivi, l'ipotesi in cui vi siano ragionevoli e comprovati elementi tali da indurre a ritenere che il richiedente abbia contatti con appartenenti ad organizzazioni estremistiche o criminali.
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Consiglio di Stato Decisione del 2 marzo 2009 n. 1175: nella valutazione dei requisiti reddittuali ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana per naturalizzazione, occorre considerare il reddito prodotto dall’intero nucleo familiare e non solo quello dell’istante
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Consiglio di Stato Decisione del 2 marzo 2009 n. 1173: il provvedimento con il quale viene negato l’acquisto della cittadinanza italiana per naturalizzazione non è carente di motivazione anche quanto si limiti a richiamare un precedente atto della P.A., ad es. nota dell’autorità di P.S., purchè tale atto venga messo a disposizione nel corso del giudizio, ad istanza di parte. La frequentazione di persone e l’allacciamento di rapporti con associazioni politiche estremistiche nei Paesi di origine (ad es. Hezbollah in Libano) ovvero la sussistenza di ragionevoli sospetti di appartenenza dell’interessato ad organizzazioni estremiste mediorientali giustificano l’adozione di provvedimenti ostativi alla naturalizzazione italiana.
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TAR Lazio, Sentenza n. 1245 del 6 febbraio 2009: é legittimo il provvedimento di diniego all’acquisto della cittadinanza italiana per naturalizzazione adottato nei confronti di una cittadina straniera che non abbia prodotto copia delle dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni, giustificandosi con il fatto che l’attività di lavoro domestico da lei esercitata non prevede detta dichiarazione, quando l’interessata non è in grado nemmeno di attestare l’iscrizione nella categoria Inps relativa alla suddetta attività lavorativa
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TAR Veneto Sentenza del 6 ottobre 2008 n. 3125: per configurare il presupposto della “residenza legale ultradecennale” richiesto dall’art. 9 della legge, non è sufficiente il mantenimento di un’ininterrotta situazione fattuale di residenza, ma è necessario che la stessa sia stata accertata in conformità alla disciplina interna in materia di anagrafe
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TAR Marche Sentenza del 10 settembre 2008 n. 1550: nel caso di acquisto della cittadinanza per matrimonio con un cittadino italiano, l’art 8, comma 2 della legge n. 91 del 1992, assegna alla competente Autorità amministrativa un termine perentorio di due anni per pronunciarsi sulla relativa istanza, con la precisazione che, una volta decorso tale termine, resta preclusa all’Amministrazione l’emanazione del decreto di rigetto della domanda di cittadinanza, venendo ad operare nel caso di specie una sorta di silenzio assenso sulla relativa istanza
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TAR Veneto Sentenza del 7 luglio 2008.n. 1958: nell'applicazione della normativa in materia di cittadinanza trovano ingresso i principi generali regolanti l'attività della pubblica amministrazione, tra cui quello relativo all'obbligo della motivazione dell'atto amministrativo, e questo non significa che a tal fine basti una motivazione per relationem o sinteticamente richiamante conferenti pronunce giurisprudenziali
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Tar Lazio, Sentenza del 30 aprile - 30 maggio 2008 n. 5360: Illegittimità del diniego alla concessione della cittadinanza in ragione di precedenti penali per furto, in relazione ai quali sia intervenuto un successivo provvedimento di riabilitazione. Necessità di applicazione della legge n. 241/90 nel procedimento amministrativo di naturalizzazione
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TAR Lazio, Sentenza del 28 maggio 2008 n. 5212: é illegittimo il provvedimento che ha dichiarato inammissibile la richiesta di cittadinanza italiana per difetto d’istruttoria e motivazione, in quanto l’amministrazione aveva interrotto e concluso il procedimento in mancanza di un’identificazione certa del richiedente, il tutto sulla base di una nota della Questura.
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Tar Lazio, Sentenza del 7 maggio 2008 n. 4316: appartiene al giudice ordinario la giurisdizione inerente una questione riguardante la spettanza della cittadinanza italiana per nascita (o jure sanguinis), in relazione alla quale gli organi competenti possono assumere solo atti a carattere dichiarativo e non costitutivo
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TAR Campania - sentenza del gennaio 2008 n. 176: per il conferimento della cittadinanza italiana si presuppone un interesse pubblico, da valutarsi anche in relazione ai fini propri della società nazionale e non già solo sul semplice riferimento all'interesse privato
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TAR Lazio - sentenza del gennaio 2008 n. 886: è stato ritenuto corretto l’operato del Ministero dell'Interno per aver considerato la sussistenza del decreto penale di condanna per guida in stato di ebbrezza come indice della mancanza di un interesse pubblico al riconoscimento della cittadinanza
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DECRETI FLUSSI
- Consiglio di Stato Sentenza del 13 gennaio - 9 maggio 2012 n. 2677: quando unitamente all’atto di un’autorità periferica si impugna anche un regolamento governativo avente efficacia su tutto il territorio nazionale, la competenza spetta al T.A.R. del Lazio
- TAR Puglia Sentenza del 22 dicembre 2011 - 27 aprile 2012 n. 831: il silenzio mantenuto dalla Amministrazione é stato del tutto illegittimo e, di converso, egli aveva la legittima aspettativa a vedersi rilasciare anche se tardivamente il permesso stagionale, che gli avrebbe dato la possibilità di chiedere un permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale.
- Consiglio di Stato Sentenza del 13 gennaio - 21 febbraio 2012 n. 939: "l’art. 24, comma 4, del TUI prevede la conversione del permesso per lavoro stagionale in permesso per lavoro non stagionale (permanente) subordinatamente però alla condizione che il lavoratore interessato abbia fatto rientro in patria alla prima scadenza; in pratica, che si trovi in Italia per il suo secondo permesso stagionale e non per il primo."
- TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8177: respinta la richiesta di visto per lavoro autonomo con riferimento al DPCM del 20 aprile 2010 inoltrata dall’interessata in quanto vi sono insufficienti garanzie finanziarie
- TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8171: poiché l’ingresso sul territorio nazionale per motivi di lavoro autonomo avviene per quote stabilite con apposito DPCM e nel caso è quello del 20 aprile 2010 il quale lo consente nei limiti del contingente solo ad “imprenditori che svolgono attività di interesse per l’economia italiana”, la valutazione dell’interesse per l’economia italiana è affidata alla Rappresentanza diplomatico consolare che nel caso in specie relativo ad una non meglio specificata attività di import export,( nell’intervista il ricorrente ha dichiarato di volersi dedicare “all’acquisto in Italia di abbigliamento all’ingrosso da rivendere poi in Ucraina”) non l’ha ritenuto sussistente
- TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8170: il Consolato generale d’Italia in Mosca ha respinto la richiesta di visto per lavoro autonomo inoltrata dall’interessata, in quanto “dalla documentazione presentata a corredo della richiesta di visto non si evince l’oggetto dell’attività imprenditoriale da svolgere in Italia che viene indicata molto genericamente come import export di prodotti non alimentari. Tale circostanza rende impossibile una valutazione dell’interesse per l’economia nazionale relativa all’attività da svolgere (decreto di programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari 27 aprile 2010)”
- TAR Lazio Sentenza del 6 - 7 ottobre 2011 n. 7770: l’ingresso sul territorio nazionale per motivi di lavoro autonomo avviene per quote stabilite con apposito DPCM, che, nel caso, è quello del 1° aprile 2010, il quale lo consentiva nei limiti del contingente solo ad “imprenditori che svolgono attività di interesse per l’economia italiana”: la valutazione dell’interesse per l’economia italiana è affidata alla Rappresentanza diplomatico consolare che, nel caso in specie, relativo ad una non meglio specificata attività di import export, non l’ha ritenuto sussistente, e pertanto il così motivato diniego del visto per lavoro autonomo é legittimo
- Consiglio di Stato Sentenza del 5 luglio - 26 settembre 2011 n. 5359: "l’art. 31, secondo comma, del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, come modificato dall’art. 25, primo comma, del d.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334, è univoco nell’imporre al Questore competente di esprimere parere contrario all’assunzione in caso di denuncia per uno dei reati ivi contemplati, salva l’ipotesi che i relativi procedimenti si siano conclusi con un provvedimento che esclude il reato o la responsabilità dell'interessato, ovvero risulti sia stata applicata nei loro confronti una misura di prevenzione e salvi, in ogni caso, gli effetti della riabilitazione"
- TAR Lazio Sentenza del 16 giugno - 1° settembre 2011 n. 7100: la conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato, richiesta prima della scadenza del titolo di soggiorno per lavoro stagionale, non può essere rigettata solo per il mancato previo rientro in patria
- Consiglio di Stato Sentenza del 27 maggio - 11 luglio 2011 n. 4151: "il visto di ingresso alla ricorrente era stato rilasciato sin dalla origine ai fini dello svolgimento di un rapporto di lavoro in forma subordinata a tempo indeterminato ma non vi erano elementi significativi , dalla documentazione prodotta, che il rapporto di lavoro fosse stato mai instaurato con il titolare del nulla osta, né che sia stata comunicata dalla istante allo sportello unico della immigrazione la indisponibilità del datore di lavoro alla assunzione ai sensi della circolare del Ministero dell’Interno 20 agosto 2007, ed ancora che la titolare del nulla osta non si era fatta carico di provvedere al ritorno in patria della ricorrente come stabilito dall’articolo 5 bis comma 1 lettera b) del d.lgs.vo 286/1998"
- TAR Lazio Sentenza del 21 febbraio 2011 n. 1597: "non sussiste alcun inadempimento addebitabile all’Amministrazione, essendo il “comportamento omissivo” contestato dovuto a null’altro che all’applicazione della normativa vigente in materia che stabilisce che le autorizzazioni all’assunzione stagionale dei lavoratori stranieri siano rilasciate, ai sensi dell’articolo 3 e 24 del d.lvo n. 286/98, nell’ambito della disponibilità dei posti previsti nel cd. “decreto flussi” nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande e secondo le modalità prescritte dagli articoli 31 bis e segg. del dpr. N. 394/99."
- TAR Toscana Sentenza del 4 febbraio 2011 n. 227: ai fini della valutazione della congruità del reddito posseduto dal datore di lavoro non é sufficiente prendere a riferimento l’importo minimo previsto per l'assegno sociale, ma è necessario tener conto degli impegni assunti in concreto dal medesimo nei confronti del prestatore di lavoro
- TAR Veneto Sentenza del 1° febbraio 2011 n. 152: "le circostanze evidenziate secondo le quali il reddito sarebbe aumentato nel corso del 2009 e che dal luglio dello stesso anno il ricorrente avrebbe risieduto insieme al fratello (con il quale pretenderebbe di cumulare il reddito) costituiscono accadimenti successivi all'adozione del provvedimento e come tali potranno acquisire rilevanza nel caso venga presentata una nuova istanza, ma non sono certo idonei ad inficiare il provvedimento impugnato."
- TAR Lazio Sentenza del 24 novembre 2010 n° 33908: é legittimo il provvedimento di diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato se viene esibito un passaporto ( numero serie) diverso da quello indicato nel Nullaosta
- Consiglio di Stato Sentenza del 16 marzo - 3 maggio 2010 n. 2498: la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato è concessa nei limiti delle quote fissate con decreto flussi di ogni anno.
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TAR Veneto, ordinanza del 18 giugno 2009 n. 635: qualora il ritardo nella formalizzazione del rapporto di lavoro con il lavoratore straniero entrato ai sensi del Decreto flussi non dipenda dal lavoratore medesimo, ma dal datore di lavoro, prima di negare il rilascio del permesso di soggiorno al lavoratore straniero, l’Amministrazione è tenuta a verificare se la disponibilità del datore di lavoro a formalizzare il rapporto di lavoro non sia venuta meno e conseguentemente la Questura è tenuta a riesaminare entro 30 giorni l’ istanza di rilascio.
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TAR Lazio, Ordinanza del 14 gennaio 2009 n. 206: sospesa provvisoriamente e parzialmente l'efficacia del c.d "decreto flussi 2008", nell parte dove s limit l'accoglibilità delle richieste di nullaosta al lavoro domestico solo da parte di stranieri titolari di carta di soggiorno o permesso CE per soggiornanti di lungo periodo
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TAR Veneto Sentenza del 10 dicembre 2008 n. 3772: é legittimo il diniego del nulla osta al lavoro per carenza di reddito: la la cumulabilità dei redditi dei parenti di primo grado o, in mancanza, di altri soggetti tenuti legalmente all’assistenza, richiede la presentazione di un’autocertificazione dei medesimi.
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TAR Veneto Sentenza del 23 Aprile - 3 settembre 2008 n. 2648: la revoca del permesso di soggiorno della ricorrente, disposta all’atto della domanda di rinnovo, è illegittima per non avere l’amministrazione tenuto conto delle ragioni di impossibilità sopravvenuta in ordine all’instaurazione del rapporto di lavoro che aveva determinato il rilascio del nullaosta al lavoro con il Decreto flussi.
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TAR Lazio Sentenza del 5 agosto 2008 n. 7819 : la mancata instaurazione del rapporto di lavoro per cui lo straniero aveva ottenuto il visto di ingresso nel 2004 (Decreto Flussi) non leggittima di per sè il diniego del rinnovo del permesso per lavoro, se, successivamente, e trascorso oltre un anno dalla rilevata mancata conclusione del contratto di lavoro, lo streaniero ha intrapreso una nuova attività lavorativa alle dipendenze di altro datore di lavoro
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TAR Lazio Sentenza dell'11 Giugno 2008 n. 6317: é illegittimo il decreto di revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in relazione ai “flussi” dell’anno 2005, nonostante manchi la assunzione da parte di chi aveva ottenuto il nullaosta al lavoro, vi é stata una successiva regolare assunzione
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Consiglio di Stato - Decisione n.1846/2008: la mancata instaurazione del rapporto di lavoro fra la persona straniera e la ditta, che aveva formulato l’originaria proposta di assunzione con un Decreto Flussi, dipesa da indisponibilità della ditta stessa o da mancata presentazione del lavoratore, non é automatico motivo di revoca del permesso più volte rinnovato dal lavoratore stesso che aveva trovato altre occupazioni
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TAR Puglia Sentenza del 26 marzo - 17 maggio 2008, n. 1387: é illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno basato unicamente sulla constatazione della revoca dell’autorizzazione al lavoro, a seguito di rinuncia del datore di lavoro, senza che venisse effettuata un’istruttoria in merito alla sussistenza di sopravvenienze che, se valutate, avrebbero consentito il rilascio dell'atto richiesto
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TAR Puglia, sentenza n. 539 del 20 febbraio 2007: sussistenza di tutti i requisiti per ottenere, nella specifica fattispecie, un permesso di soggiorno in attesa occupazione, essendosi “risolto” non per colpa della ricorrente il rapporto di lavoro che si sarebbe dovuto instaurare con il primo datore di lavoro, che l’aveva chiamata in Italia con autorizzazione nominativa.
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TAR Veneto Ordinanza del 5 settembre 2006 n.689: la possibilità di conversione da studio a lavoro non é consentita unicamente a cittadini stranieri provenienti da paesi diversi da quelli elencati all’art.5 del D.P.C.M. del 15 febbraio 2006, vale a dire beneficiari di quote riservate
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FAMIGLIA E MINORI
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TAR Lazio Sentenza del 1° marzo - 16 maggio 2012 n. 4431: le disposizioni della Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, resa esecutiva con la legge 24 ottobre 1980, n. 742,si applicano anche alle persone considerate minori soltanto dalla loro legge nazionale, nonché alle persone la cui residenza abituale non si trova in uno degli Stati contraenti
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Consiglio di Stato Sentenza del 9 marzo - 24 aprile 2012 n. 2423: "risulta decisiva la valutazione di pericolosità sociale implicita nel fatto che l’interessato sia stato destinatario di un provvedimento di avviso orale ai sensi dell’art. 4 della legge 1423/1956, che non risulta essere stato autonomamente impugnato. La esistenza di un presupposto di pericolosità sociale ai sensi della legge – fino a quando tale presupposto permane - costituisce pertanto un preciso e insuperabile impedimento alla concessione del permesso di soggiorno anche in presenza di circostanze familiari e sociali altrimenti meritevoli di tutela."
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Consiglio di Stato Sentenza del 9 - 27 marzo 2012 n. 1785: "la disciplina modificativa dell’art. 32 del d.lgs. n. 286 del 1998 - da ultimo introdotta con l’art. 1, della legge n. 94 del 2009 - non può trovare applicazione nei confronti dei minori non accompagnati già in Italia prima della sua entrata in vigore (8 agosto 2009) e che compiono il diciottesimo anno di età senza che sia possibile il completamento del progetto di integrazione sociale e civile di durata biennale, condizioni come nel caso dell’odierno ricorrente"
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TAR Lazio Sentenza del 20 dicembre 2011 - 17 gennaio 2012 n. 510: non rientrando il ricorrente nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina – avendo lo stesso compiuto la maggiore età in un periodo antecedente due anni dalla entrata in vigore della legge – appare evidente la possibilità per lo stesso di ottenere la conversione del permesso di soggiorno da affidamento per minore età ad attesa occupazione.
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TAR Toscana Sentenza del 20 dicembre 2011 - 9 gennaio 2012 n. 6: contro il diniego del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonché contro gli altri provvedimenti dell'autorità amministrativa in materia di diritto all'unità familiare deve proporsi ricorso dinanzi al tribunale ordinario del luogo di residenza dello straniero, con ciò riconoscendo per implicito come, in tale materia, le situazioni soggettive in gioco non perdano la consistenza del diritto soggettivo di fronte all’operato della pubblica amministrazione
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Consiglio di Stato Sentenza del 25 novembre - 20 dicembre 2011 n. 6690: l’amministrazione, nel respingere la sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, non ha applicato la disposizione dettata dall’art. 5, comma 5, del d. lgs. n. 286 del 1998 che esclude valutazioni automatiche nel caso in cui lo straniero sia entrato in Italia per motivi di ricongiungimento familiare
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TAR Lazio Sentenza del 6 - 7 dicembre 2011 n. 9630: illegittimo il diniego di conversione del permesso di soggiorno da minore età a studio - "il ricorrente, pur avendo fatto domanda di permesso di soggiorno successivamente all’entrata in vigore della modifica normativa, non avendo avuto a disposizione il tempo minimo necessario per maturare il suddetto biennio, non si trova nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina"
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TAR Toscana Sentenza del 17 novembre - 7 dicembre 2011 n. 1884: illegittimo il diniego di conversione del permesso di soggiorno da minore età a lavoro - il ricorrente, essendo entrato in Italia prima dell’entrata in vigore della l. n. 94/2009 che modifica l’art. 32 del TU sull’immigrazione, e non avendo avuto comunque a disposizione il tempo minimo necessario per maturare il suddetto biennio, non si trova nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina
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TAR Sicilia Sentenza del 10 - 28 novembre 2011 n. 2798: annullamento del provvedimento con cui il Questore di Catania ha rigettato l'istanza proposta dal ricorrente per il rilascio del premesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo n. 296/1998, a causa della mancanza dei presupposti di cui all’art. 32, comma 1-bis e 1-ter del D.Lgs. n. 286/1998, ossia la permanenza sul territorio nazionale da almeno tre anni, e l'inserimento, per un periodo non inferiore a due anni, in un progetto di integrazione sociale.
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TAR Toscana Sentenza del 3 - 18 novembre 2011 n. 1783: "in sede di rinnovo di permesso di soggiorno, e non di primo rilascio, l’Amministrazione deve essere particolarmente attenta a valutare le situazioni specifiche, soprattutto se riferite a stranieri da tempo presenti sul territorio nazionale e già beneficiati di precedenti rinnovi, in particolar modo laddove sono presenti stranieri con figli minori, anche se in affido “eterofamiliare” come nel caso di specie"
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TAR Toscana Sentenza del 3 - 18 novembre 2011 n. 1769: il ricorrente, essendo entrato in Italia prima dell’entrata in vigore della l. n. 94/2009 che modifica l’art. 32 del TU sull’immigrazione, e non avendo avuto comunque a disposizione il tempo minimo necessario per maturare il suddetto biennio, non si trova nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina
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TAR Lazio Sentenza del 27 ottobre - 15 novembre 2011 n. 8896: "con riferimento alla prima modifica apportata con la L. 189/02 all’art. 32 del D.Lgs. 286/98, non rientrando il ricorrente nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina il ricorso è fondato e deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato"
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TAR Toscana Sentenza del 19 ottobre - 4 novembre 2011 n. 1641: la “novella” legislativa di cui alla norma richiamata del 2009 non poteva essere ritenuta applicabile al minore che aveva fatto ingresso in Italia precedentemente alla sua entrata in vigore, non potendo avere la disposizione normativa un’efficacia retroattiva né essere qualificata di interpretazione autentica di norma preesistente
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TAR Toscana Sentenza del 1° giugno - 20 ottobre 2011 n. 1530: il ricorrente – entrato in Italia nel luglio del 2009 e sottoposto a tutela con decreto del 21 agosto 2009 - al momento dell’entrata in vigore della nuova disciplina di cui alla l. n. 94/2009 (pubblicata nella G.U. n. 170 del 24 luglio 2009) si trovava nella condizione di “minore straniero non accompagnato”: una condizione per la quale già il previgente testo dell’art. 32 del d.lgs. n. 286/1998 prevedeva l’assoggettamento al progetto di integrazione sociale di durata biennale. Ne deriva che non vi è alcun problema di applicazione retroattiva della nuova normativa, poiché quest’ultima non incide su alcuna posizione preesistente consolidata del ricorrente
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TAR Lazio Sentenza del 6 - 7 ottobre 2011 n. 7774: legittimo il diniego tacito di accesso tenuto dal Ministero Affari Esteri verso la istanza comunicazione ufficiale dell’indirizzo dell’Ufficio diplomatico della Federazione di Nepal accreditata in Italia; copia della legge nepalese vigente (dalla quale emerge che i figli naturali non riconosciuti dal padre cittadino nepalese possono essere riconosciuti come cittadini)"
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TAR Toscana Sentenza 5 luglio - 7 ottobre 2011 n. 1469: "è sufficiente combinare correttamente i principi che governano l’efficacia della legge nel tempo e nello spazio, perché risulti evidente l’inconsistenza della tesi propugnata dal ***** circa la presunta violazione, ad opera dell’amministrazione procedente, del principio di irretroattività della legge: se la sottoposizione dello straniero all’ordinamento italiano coincide con l’ingresso nel territorio dello Stato, nessun problema di retroattività si pone per una fattispecie complessa – ingresso in Italia dello straniero da minorenne, conseguimento del permesso di soggiorno per minore età, conversione del permesso di soggiorno –, rispetto alla quale non si verifica alcuna successione di leggi nel tempo, bensì la sottoposizione ad un’unica disciplina, quella del 2009, sotto il cui dominio tutti gli elementi costitutivi della fattispecie medesima sono venuti ad esistenza"
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TAR Toscana Sentenza 5 luglio - 5 ottobre 2011 n. 1444: "per la applicazione del primo comma dell’art. 32 D.Lgs. n. 286/98 come modificato dalla legge n. 189/02, ma non anche dalla legge n. 94/09 la disposizione doveva essere interpretata nel senso di consentire il rilascio del permesso in presenza di minori sottoposti a tutela ai sensi dell’art. 343 c.c., ovvero a qualsiasi tipo di affidamento previsto dalla legge n. 184/83, ivi compreso quello “di fatto”"
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TAR Piemonte Sentenza del 9 - 21 settembre 2011 n. 1001: la nuova disciplina prevista dalla L. 94/2009 si applica ai minori dopo la sua entrata in vigore, o anche affidati prima, ma che compiano la maggiore età almeno due anni dopo l’entrata in vigore della citata legge, in modo da consentire a tali soggetti di partecipare al progetto biennale
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TAR Toscana Sentenza del 15 giugno - 27 settembre 2011 n. 1421: "l’Amministrazione provvedeva al riesame ed adottava un nuovo provvedimento di diniego, fondato sulla mancata convivenza desunta da ulteriori accertamenti, da cui emergeva che nel domicilio dichiarato non erano stati rintracciati né il ricorrente né la di lui coniuge di cittadinanza italiana e i condomini ivi presenti avevano dichiarato di non averli mai visti né conoscerli e che, da sommarie informazioni assunte, un connazionale del ricorrente aveva dichiarato di abitare con lui, senza la presenza della moglie"
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TAR Lazio Sentenza del 14 - 20 settembre 2011 n. 7471: non rientrando il ricorrente nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina – avendo lo stesso compiuto la maggiore età in un periodo antecedente due anni dalla entrata in vigore della legge – il ricorso è fondato e deve essere accolto con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.
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TAR Lazio Sentenza del 26 maggio - 1° settembre 2011 n. 7094: il provvedimento impugnato è stato adottato in applicazione dell’Accordo Italia Romania che prevede il rimpatrio dei minori romeni non accompagnati, senza tener conto del preminente interesse della minore romena, nata in Italia, ed affidata provvisoriamente ad una casa famiglia.
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TAR Lazio Sentenza del 16 giugno - 4 agosto 2011 n. 6962: "il ricorrente, pur avendo fatto domanda di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per lavoro subordinato il 5.1.2010, successivamente all'entrata in vigore della modifica normativa, non avendo avuto a disposizione il tempo minimo necessario per maturare il suddetto biennio, non si trova nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina."
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TAR Lazio Sentenza del 27 maggio 2011 n. 4801: "il ricorso è fondato e deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato ai fini della rinnovata valutazione dell'istanza ai sensi del testo previgente dell'art. 32 comma 1 del D.Lgs. 286/98 e quindi a prescindere dalla partecipazione ad un progetto di integrazione sociale e civile almeno biennale":
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TAR Lazio Sentenza del 20 aprile 2011 n. 3494: "con riferimento alla novella introdotta con la L. n. 94/09, lo stesso Consiglio di Stato in sede cautelare, con ordinanza n. 4232/10, ha ribadito quanto già dichiarato con riferimento alla modifica apportata con la L. 189/02: i nuovi requisiti non possono essere richiesti nei confronti di chi, pur avendo fatto domanda di permesso di soggiorno successivamente all’entrata in vigore della modifica normativa, non abbia avuto a disposizione - a partire da tale momento - il tempo minimo necessario per maturarli. Diversamente opinando, infatti, la legge avrebbe un’applicazione retroattiva."
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TAR Lazio Sentenza del 25 Marzo 2011 n. 2685: conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato/attesa occupazione: il ricorrente, pur avendo fatto domanda di permesso di soggiorno successivamente all’entrata in vigore della modifica normativa, non avendo avuto a disposizione il tempo minimo necessario per maturare il suddetto biennio, non si trova nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina
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TAR Lazio Sentenza del 25 marzo 2011 n. 2681: "il ricorrente disporrebbe dei requisiti per poter richiedere la conversione del permesso di soggiorno, in quanto minore sottoposto a tutela con provvedimento del giudice tutelare del Tribunale di Roma del 26/1/09."
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TAR Lazio Sentenza dell'11 marzo 2011 n. 2226: é illegittimo il diniego della conversione del titolo di soggiorno in quanto il ricorrente non rientra nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina – avendo lo stesso compiuto la maggiore età in un periodo antecedente due anni dalla entrata in vigore della legge
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TAR Lazio Sentenza dell'11 marzo 2011 n. 2225: "nuova disciplina recata dalla l. n. 94/2009 - che anche per i minori affidati consente il rilascio del permesso di soggiorno, dopo la maggiore età, a condizione della partecipazione ad un progetto almeno biennale - infatti, non può applicarsi se non in modo da consentire ai minori di partecipare al progetto biennale di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato che abbia rappresentanza nazionale di cui all’articolo 32, comma 1 bis, D.Lgs. n. 286/1998"
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TAR Lazio Sentenza dell'11 marzo 2011 n. 2224: conversione, una volta raggiunta la maggiore età, del permesso di soggiorno per la minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato o attesa occupazione: "il ricorrente, pur avendo fatto domanda di permesso di soggiorno successivamente all’entrata in vigore della modifica normativa, non avendo avuto a disposizione il tempo minimo necessario per maturare il suddetto biennio, non si trova nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina"
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TAR Lazio Sentenza dell'11 marzo 2011 n. 2222: "la nuova disciplina, recata dalla l. 94/2009 – che anche per i minori affidati consente la conversione del permesso di soggiorno, dopo la maggiore età, in permesso per lavoro o studio, solo a condizione che il minore abbia partecipato ad un progetto almeno biennale di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato che abbia rappresentanza nazionale (articolo 32, comma 1 bis. D.lgs. 286/1998) – non puo che essere interpretata in modo che sia effettivamente consentito ai minori la partecipazione a tali progetti."
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TAR Veneto Sentenza del 28 Febbraio 2011 n. 321: "diniego di rinnovo di permesso di soggiorno per lavoro subordinato, in quanto l’Amministrazione non ha valutato la possibilità di convertilo in permesso di soggiorno per motivi di famiglia: l’Amministrazione non é tenuta ad operare tale conversione in assenza di una domanda in tale senso dell’interessata"
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Consiglio di Stato Sentenza del 16 febbraio 2011 n. 995: per gli stranieri che abbiano esercitato il diritto al ricongiungimento familiare, o per il familiare ricongiunto, vanno tenuti in considerazione anche la “natura e della effettività dei vincoli familiari, dell’esistenza di legami e familiari e sociali nel Paese d’origine e della durata del soggiorno”: circostanze, quelle appena indicate, che non risultano in alcun modo valutate nel caso di specie
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TAR Veneto Sentenza del 7 febbraio 2011 n. 209: "la tesi prospettata secondo cui in via generale per i figli maggiorenni sarebbe sufficiente dimostrare l’esistenza redditi dei genitori conviventi, contrasta anche con la disciplina dei permessi di soggiorno per motivi di famiglia"
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TAR Toscana Ordinanza del 26 - 27 ottobre 2010 n. 950: "le modifiche all’art. 32 del d.lgs. n. 286/1998, introdotte dall’art. 1 della l. n. 94/2009, non possono dispiegare efficacia retroattiva, con riferimento a situazioni di fatto (l’ingresso nel territorio nazionale) verificatesi anteriormente alla sua entrata in vigore"
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TAR Friuli V.G. Sentenza del 29 settembre - 14 ottobre 2010 n. 710: "il Collegio ritiene che il provvedimento impugnato faccia corretta applicazione del principio del tempus regit actum, dal momento che il ricorrente è divenuto maggiorenne il 25/1/2010 e quindi dopo l’'entrata in vigore della succitata novella normativa che riformula l’art. 32 comma 1 TUI"
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Tar Lazio Sentenza del 7 ottobre 2010 n. 32718: Art 32 TU - Conversione del pds al raggiungemento della maggiore età, Le condizioni di cui all’art. 32, co 1, 1bis, 1ter non sono cumulabili
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TAR Lombardia Sentenza del 24 settembre 2010 n° 6463: nell'adottare un diniego di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno per chi ha esercitato il diritto al ricongiungimento familaire si deve tener conto anche della natura dei vincoli familiari dell'interessato.
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TAR Lazio Sentenza del 25 maggio - 22 luglio 2010 n. 27909: il rinnovo permesso soggiorno non può essere automaticamente negato allo straniero che ha riportato condanna rientrante fra quelle ostative del rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno, quando ha esercitato il diritto di ricongiungimento familiare. Si deve tenere conto anche della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, ovvero dell'esistenza di legami familiari e sociali nel Paese di origine e della durata del soggiorno dello straniero stesso sul territorio nazionale
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Consiglio di Stato Ordinanza del 22 - 23 giugno 2010 n. 2919: "il Collegio ritiene, anche alla luce dell’art. 8 Cedu che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare, di dover privilegiare l’interpretazione secondo cui la legge n. 94/2009 non possa trovare applicazione a coloro che hanno maturato i requisiti per la conversione del permesso di soggiorno anteriormente alla sua entrata in vigore"
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Tar Lombardia Sentenza del 9 - 22 marzo 2010 n. 685: possibile la conversione del permesso di soggiorno per motivi familiari in altro tipo di permesso (studio, lavoro) se interviene tra i coniugi la separazione, lo scioglimento del matrimonio o la morte del coniuge sempre che esistano i presupposti per il rilascio del nuovo permesso di soggiorno
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TAR Lazio, Sentenza del 2 febbraio 2010 n° 1414: contro il diniego di rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di famiglia, la competenza è del G.O., il quale provvede ai sensi degli artt. 737 e seguenti del codice di procedura civile.
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TAR Lazio, Sentenza del 20 luglio 2009 n. 7160: la condanna definitiva per uno dei reati ostativi all’ingresso sul territorio nazionale ed elencati nell’art. 4 comma 3, terzo periodo, del T.U., determina il diniego automatico al rinnovo del permesso di soggiorno. Tale diniego ha carattere rigidamente vincolato, senza margini di discrezionalità lasciati all’Amministrazione, tranne nei casi in cui l’interessato abbia beneficiato del diritto al ricongiungimento familiare. Non fa eccezione la situazione in cui l’interessato abbia maturato le condizioni per ottenere la riabilitazione ai sensi dell’art. 178 c.p. senza che questa sia stata pronunciata dal giudice, in quanto l’estinzione degli effetti penali della condanna richiede comunque una formale pronuncia da parte del giudice dell’esecuzione.
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TAR Lazio Sentenza del 1 Luglio 2009 n°6352: violativa dei principi generali in materia di libertà personale, delle norme poste a tutela dei minori nonché dell'art. 20 D.Lgs 196/2003 sul trattamento dei dati personali la norma delle ordinanze presidenziali attuative del decreto del 21 maggio 2008 che prevedeva di identificare i rom, adulti e bambini.
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Consiglio di Stato Decisione del 29 luglio 2008 n. 3793: il requisito del possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero e del di lui nucleo familiare costituisce un requisito soggettivo non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno, perché attiene alla sostenibilità dell’ingresso dello straniero nella comunità nazionale per ragioni di lavoro subordinato.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 Giugno 2008 n. 2342: in merito alla situazione familiare va inoltre rilevato che non può costituire ragione valida di diniego la sua separazione dal marito e la cessazione della convivenza, atteso che si tratta di condizioni del tutto ininfluenti sulla situazione lavorativa, alloggiativa della ricorrente.
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TAR Emilia-Romagna Sentenza del 29 maggio 2008 n. 2087: deve ritenersi devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario anche l’impugnazione della revoca del permesso di soggiorno qualora la ricorrente, come nel caso in esame, invochi l’applicazione in proprio favore delle norme e dei principi in tema di ricongiungimento familiare
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TAR Toscana Sentenza dell'11 aprile 2008, n. 1028: l’amministrazione affronta la questione del bilanciamento fra l’interesse del ricorrente alla conservazione della propria situazione personale e familiare e l’interesse pubblico all’allontanamento di un soggetto resosi responsabile di un delitto di particolare gravità, ed assegna prevalenza al secondo sulla base di una valutazione discrezionale di per sé certamente non illogica
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TAR Veneto sentenza 5 Marzo 2008 n. 533: in merito ai requisiti necessari per la conversione del permesso di soggiorno, rilasciato ai cittadini extracomunitari minori di età ai sensi dell'art. 32 Testo Unico Immigrazione, in permesso di soggiorno ad altro titolo, al raggiungimento della maggiore età, qui ritenuti alternativi (e non cumulativi)
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TAR Trentino Alto Adige Sentenza del 19 Febbraio 2008 n. 42: l’art. 30, comma 6, del D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 prevede che contro il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonché contro gli altri provvedimenti dell'autorità amministrativa in materia di diritto all'unità familiare, l'interessato possa presentare ricorso al pretore del luogo in cui risiede (oggi al Tribunale ordinario), il quale provvede, sentito l'interessato, nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile.
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TAR Veneto sentenza del gennaio 2008 n. 140; su diniego del rinnovo del titolo di soggiorno per motivi familiari - matrimonio ritenuto "di comodo" con cittadina italiana -, e su differenze tra permessi ex art. 30/1 ed ex art. 19/C TUI, che impediscono di estendere, alla fattispecie di cui all’art. 19, nel caso di cessazione della convivenza, la norma di favore di cui all’art. 30 comma 5
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TAR Lazio - Sentenza 7 maggio 2007 n. 4025: il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, al compimento della maggiore età, riguarda non soltanto gli stranieri che da minori abbiano subito provvedimenti di affidamento, ma anche quelli sottoposti a tutela
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TAR Veneto sentenza del 17 gennaio 2007 n. 385: la situazione di “minore comunque affidato” a tenore della L. 4.5.93 n. 184 risulta, ex se, sufficiente a legittimare la richiesta di conversione del permesso di soggiorno ottenuto durante il periodo della minore età in permesso ad altro titolo.
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TAR Toscana Sentenza del 15 giugno - 21 settembre 2011 n. 1408: "il ricorrente, essendo entrato in Italia prima dell’entrata in vigore della l. n. 94/2009, e non avendo avuto comunque a disposizione il tempo minimo necessario per maturare il suddetto biennio, non si trova nelle condizioni previste ai fini della applicazione della nuova disciplina"
LAVORO
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TAR Piemonte Sentenza del 12 - 25 ottobre 2011 n. 1120: legittimo il diniego di rinnovo del permesso per lavoro, in quanto "a partire dalla data di rilascio del primo permesso di soggiorno la ricorrente non dimostra di avere intrapreso una regolare attività lavorativa. L'unica documentazione presentata è stata quella relativa a datori che presenta evidenti caratteri di inattendibilità"
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TAR Veneto Sentenza del 23 marzo 2011 n. 487: "poiché per gli atti amministrativi non è possibile introdurre fattispecie di illecito amministrativo non supportate da un fondamento legislativo, il risultato voluto dall’Amministrazione di maggiore contrasto all’esercizio del commercio abusivo con le modalità prefigurate dall’ordinanza, avrebbe potuto essere perseguito solo attraverso una norma di legge"
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TAR Toscana Sentenza del 15 marzo 2011 n. 457: "la circostanza per la quale il ricorrente abbia commesso il reato durante la titolarità di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato non rileva, se la richiesta del nuovo titolo è per lavoro autonomo, avendo ritenuto il legislatore di individuare una normativa più rigorosa per coloro che decidono di avviare un nuovo lavoro autonomo, per il quale la serietà e affidabilità appaiono molto rilevanti e non riconoscibili per coloro che, anche in passato e in costanza di diverso titolo di soggiorno, hanno commesso specifici reati in materia di falso"
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TAR Friuli Venezia Giulia, sentenza 11 febbraio 2010, n.124: in materia di rinnovo dei permessi di soggiorno degli infermieri professionali entrati in Italia fuori dal regime delle quote ex art. 27 comma 1 lett. r bis in forza del solo contratto di soggiorno, senza, contemporaneamente, ottenere la proroga anche del nulla osta al lavoro, se il datore di lavoro intende avvalersi della professionalità della ricorrente, è sufficiente, dato che la stessa può entrare in Italia fuori quota, che chieda un nuovo nulla osta al lavoro a tempo indeterminato, cosa che la legge espressamente consente.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4064: il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione di cui all’art. 22 comma 11 del T.U. immigrazione non può essere ottenuto dallo straniero che, dopo avere fatto ingresso in Italia per lavoro subordinato, abbia cessato l’attività lavorativa prima di avere ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno e non abbia effettivamente proceduto all’iscrizione alle liste di collocamento.
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TAR Veneto Sentenza del 9 aprile 2008 n. 906: é illegittima la revoca e il contestuale rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno se il lavoro documentato é falso per fatto del datore di lavoro ed il lavoratore ha comunque altri redditi leciti
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TAR Lazio 3 ottobre 2007: é illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione qualora sopraggiungono, nelle more del procedimento, nuovi elementi che legittimano il rilascio del permesso di soggiorno.
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TAR Veneto sentenza del 16 marzo 2006 n. 606: diritto del lavoratore disoccupato di conservare il permesso di soggiorno, se nel periodo indicato ha percepito sussidi diversi da quelli derivanti dalla normale prestazione lavorativa, quali possono essere sussidi di disoccupazione, e se poi ha avuto occupazione lavorativa nelle more del rinnovo
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INGRESSO, SOGGIORNO E RINNOVO DEL TITOLO DI SOGGIORNO
- Consiglio di Stato Sentenza del 10 dicembre 2010 - 10 gennaio 2011 n. 38: rigetto istanza regolarizzazione rapporto di lavoro cittadino extracomunitario - segnalata come persona indesiderata da altro Stato membro nell'ambito del Sistema Informativo Schengen
- TAR Toscana Sentenza del 5 gennaio 2011 n. 20: la controversia in esame si incentra sul fatto che l’Amministrazione ha negato allo straniero il permesso di soggiorno considerando applicabile alla fattispecie la nuova formulazione dell’articolo 13, commi 13 e 14, del d.lgs. n. 286/1998 (introdotta dalla l. n. 189/2002), che ha portato da cinque a dieci anni la durata del divieto discendente da una precedente espulsione. Lamenta il ricorrente che il provvedimento impugnato ha fatto applicazione al caso che lo riguarda del sopravvenuto termine, a dispetto di quanto previsto dalla normativa vigente al tempo dell’adozione dell’atto di espulsione, che limitava l’efficacia ostativa dell’espulsione a soli cinque anni.
- TAR Toscana Sentenza del 5 gennaio 2011 n. 8: nel caso il datore di lavoro manifesti la volontà di non instaurare il rapporto di lavoro di cui al contratto di soggiorno si concretizza una circostanza ostativa ai fini del rilascio del titolo di soggiorno con la conseguenza che viene meno il presupposto fondamentale in forza del quale si può procedere alla regolarizzazione
- TAR Puglia Sentenza del 30 dicembre 2010 n° 4351: sull’accertamento della illegittimità del silenzio rifiuto formatosi sulla istanza di rilascio del permesso di soggiorno: l’articolo 2 della legge generale sul procedimento amministrativo ne impone la conclusione mediante provvedimento espresso nel termine di legge, e la legge speciale -l’articolo 5 suddetto- contempla il termine di venti giorni dalla presentazione della istanza per il rilascio o il rinnovo o la conversione del permesso di soggiorno in presenza dei relativi requisiti
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TAR Puglia Sentenza del 28 dicembre 2010 n° 4346: Sanatoria 2009 - la condanna per il reato di cui all'articolo 14, comma 5 ter, prima parte, del T.U. del 98/286 non pregiudica la possibilità di conseguire la regolarizzazione ex D.L. 78/2009 convertito in legge 102/2009
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Consiglio di Stato sentenza del 27 dicembre 2010 n. 9417: in materia del rilascio di atti autorizzatori dell’ingresso e permanenza nel territorio nazionale trova applicazione il principio “tempus regit actum”, con conseguente irrilevanza di sopravvenienze in fatto ed in diritto che avrebbero potuto dar luogo ad un diverso esito del procedimento ove esistenti al momento dell’ adozione dell’ atto terminale
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TAR Lombardia Sentenza del 13 dicembre 2010 n° 7528: Sanatoria 2009 - La mancata presentazione del datore di lavoro presso il SUI , nella procedura di emersione, non può pregiudicare il lavoratore straniero, al quale verrà rilasciato un permesso di soggiorno per attesa occupazione
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Consiglio di Stato sentenza del 9 dicembre 2010 N. 8637: in sede di esame di istanze presentate da cittadini stranieri tendenti al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno, la presenza di una delle condanne previste nel citato articolo 4, comma 3, come sopra novellato – tra le quali sono comprese quelle per il reato di cui all’articolo 73 d.p.r. n. 309/1990, in materia di stupefacenti –, costituisce motivo di per sé ostativo al rilascio o al rinnovo, con conseguente esclusione di qualsiasi margine di discrezionalità dell’amministrazione in ordine alla valutazione della pericolosità sociale dello straniero, costituendo il diniego un atto strettamente vincolato in presenza di quel presupposto.
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- TAR Trento Ordinanza dell'11 -12 novembre 2010 n. 142: "il permesso di soggiorno per motivi di famiglia ex art. 19 T.U.I. è convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro"
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TAR Lombardia Sentenza del 14 ottobre 2010 n. 6938: Sanatoria 2009 - "nessun rilievo può assumere – con specifico riguardo al caso che qui occupa – la circostanza relativa alla sopravvenienza di un provvedimento futuro ed eventuale, qual è quello di riabilitazione e/o di estinzione del reato ex articolo 445 c.p.p., che - allo stato – non risulta neppure richiesto dal ricorrente. Senza contare, poi, che le sopravvenienze rilevanti ai sensi della normativa vigente in subjecta materia sono solo quelle che si verificano, al più tardi, entro la data di adozione del provvedimento amministrativo di diniego."
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Consiglio di Stato Sentenza del 14 settembre - 5 ottobre 2011 n. 7302: si rileva la illegittimità del provvedimento impugnato, atteso che i fatti delittuosi all’origine delle condanne riportate dall’odierno appellante risalgono, rispettivamente, al settembre del 1999 e al maggio del 2001 (ossia, a periodi anteriori a quello dell’entrata in vigore della novella di cui alla l. 189, cit.), con la conseguenza che nei confronti del sig. ***** non potesse essere applicato un meccanismo preclusivo ratione temporis non riferibile alla sua situazione soggettiva
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Consiglio di Stato Sentenza del 29 settembre 2010 n. 7202: revoca permesso di soggiorno – Vizio di violazione dei principi generali in materia di esercizio del potere di autotutela decisoria. Non risulta che l'Amministrazione abbia svolto una valutazione comparativa in ordine alle ragioni che avevano condotto all’autonomo rilascio di un permesso di soggiorno in favore degli stranieri e per non aver considerato la circostanza per cui i titoli fossero stati rinnovati nel corso degli anni.
- Consiglio di Stato sentenza del 29 settembre 2010 n. 7188: mentre in sede di rilascio del permesso di soggiorno occorre applicare rigidamente le previsioni ostative previste dalla pertinente disciplina, al contrario il procedimento di autotutela volto a rimuovere il titolo per vizi di legittimità (ad es.: per essere emerse cause ostative in precedenza non rilevate) ha carattere discrezionale e deve tener conto –inter alia - del disposto di cui al richiamato comma 5 dell’articolo 5, d.lgs. 286 del 1998.
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TAR Lombardia Sentenza del 24 settembre 2010 n° 6463: nell'adottare un diniego di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno per chi ha esercitato il diritto al ricongiungimento familaire si deve tener conto anche della natura dei vincoli familiari dell'interessato.
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TAR Lazio Sentenza del 3 giugno - 16 settembre 2011 n. 32327: negato il rilascio del visto di reingresso a straniero con permesso scaduto. Il ricorso è respinto poiché lo straniero ha trascorso fuori dall'Italia un periodo ininterrotto di tempo superiore a sei mesi e comunque superiore ad oltre la metà del permesso di soggiorno di cui era intestatario
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TAR Sardegna Sentenza del 16 giugno - 9 settembre 2010 n. 2171: deve escludersi che la Questura possa disporre il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno in sostanziale disapplicazione del precedente provvedimento di regolarizzazione della posizione lavorativa, dovendo ogni eventuale riesame dello stesso essere informato alle regole per l'adozione del contrarius actus, con ogni effetto sull'organo competente, sul necessario contraddittorio con l'interessato e sull'attualità dell'interesse pubblico al ritiro del precedente atto di segno positivo
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Consiglio di Stato sentenza del 25 Agosto 2010 n. 5994: respinto il ricorso avverso un’istanza di diniego di concessione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, a causa della mancanza al momento dell’adozione del provvedimento di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero.
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TAR Lazio Sentenza del 25 maggio - 22 luglio 2010 n. 27909: il rinnovo permesso soggiorno non può essere automaticamente negato allo straniero che ha riportato condanna rientrante fra quelle ostative del rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno, quando ha esercitato il diritto di ricongiungimento familiare. Si deve tenere conto anche della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, ovvero dell'esistenza di legami familiari e sociali nel Paese di origine e della durata del soggiorno dello straniero stesso sul territorio nazionale
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Tar Lombardia, ordinanza n. 688 del 7 luglio 2010: va considerata la estinzione del reato di cui all’art 14, comma 5ter per sopravvenuta richiesta di emersione di lavoro domestico ai sensi della L. 102/2009 e pertanto é Illegittima la condanna intervenuta nelle more della convocazione
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Consiglio di Stato Ordinanza del 22 - 23 giugno 2010 n. 2919: "il Collegio ritiene, anche alla luce dell’art. 8 Cedu che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare, di dover privilegiare l’interpretazione secondo cui la legge n. 94/2009 non possa trovare applicazione a coloro che hanno maturato i requisiti per la conversione del permesso di soggiorno anteriormente alla sua entrata in vigore"
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- Consiglio di Stato Sentenza del 18 maggio - 8 giugno 2010 n. 3645:
"risulta dalla documentazione prodotta il rapporto di convivenza con un cittadino italiano intrattenuto dall’appellata, l’assunzione di “responsabilità” di questi quanto al reddito necessario al fabbisogno dell’istante e, in ultimo, la stipulazione di un contratto di collaborazione domestica con l’appellata"
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Tar Lazio Sentenza del 22 aprile - 4 giugno 2010 n. 15340: l'impugnato respingimento alla frontiera e il conseguente diniego di rinnovo del visto di reingresso (nonché il presupposto parere negativo della Questura di Verona) sono illegittimi per l'erronea presupposizione della esistenza di un motivo ostativo al reingresso: erroneamente l’Amministrazione ha ravvisato un’inerzia del ricorrente relativamente alla richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno
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- TAR Sicilia Sentenza del 29 aprile - 12 maggio 2011 n. 6693: l’Amministrazione, pur in presenza dei reati ascritti all’interessato, in applicazione della nuova disciplina normativa, avrebbe dovuto tenere conto anche della natura e della effettività dei vincoli familiari e, quindi, del contrapposto interesse dello stesso ricorrente a permanere nel territorio nazionale
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TAR Puglia Sentenza del 4 marzo - 11 maggio 2010 n. 1115: illegittimo il provvedimento, emanato ai sensi dell'art. 26 comma 7 bis, d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, con il quale si nega il rinnovo del permesso di soggiorno a un cittadino extracomunitario perché condannato per un fatto commesso in data anteriore all'entrata in vigore della disposizione che lo ha previsto come impedimento al suddetto rinnovo
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TAR Umbria Sentenza del 28 aprile - 4 maggio 2010 n. 277: Sanatoria 2009 - "é concessa una tantum e a titolo di eccezione – non già dell’abrogazione della norma incriminatrice - non è manifestamente irragionevole che la legge, a parità di condotta illecita, distingua chi non ha ancora riportato la condanna, da chi è stato già condannato."
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Tar Lazio, Sentenza del 23 aprile 2010 n. 8253: il Consolato Generale d’Italia in Valona deve rilasciare il visto per turismo ai familiari del cittadino straniero regolare in Italia che soddisfano i requisiti previsti dalla normativa .
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un atto di mera liberalità da parte di un terzo, revocabile in qualsiasi momento, non è sufficiente a dimostrare il possesso di mezzi sufficienti per provvedere alle normali necessità durante la permanenza in Italia.
- Consiglio di Stato Sentenza del 7 aprile 2010 n. 1954: Sanatoria 1998 - la valutazione del Questore, secondo cui il richiedente il titolo di soggiorno non abbia prodotto elementi sufficienti a fornire la prova circa la sua presenza in Italia alla prescritta data, si sottrae ad ogni censura di motivazione difettosa e/o irragionevole, con conseguente corretto accertamento del difetto dei presupposti per la permanenza in territorio nazionale ai sensi dell’articolo 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998.
- Tar Lombardia Sentenza del 9 - 22 marzo 2010 n. 685: possibile la conversione del permesso di soggiorno per motivi familiari in altro tipo di permesso (studio, lavoro) se interviene tra i coniugi la separazione, lo scioglimento del matrimonio o la morte del coniuge sempre che esistano i presupposti per il rilascio del nuovo permesso di soggiorno
- TAR Piemonte Sentenza del 17 febbraio - 5 marzo 2010 n. 1429: allorché la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno è corredata da documentazione falsa, essa è addirittura “inammissibile” e, comunque, deve essere respinta, così come accade per la domanda di visto in analoghe condizioni
- TAR Piemonte Sentenza del 17 febbraio - 5 marzo 2010 n. 1427: l’obbligo dell’Amministrazione di valutare eventuali “elementi nuovi sopraggiunti”, previsto dall’art. 5, comma 5 del D. lgs. 286/98 ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, presuppone che detti elementi siano stati sottoposti alla valutazione degli uffici “prima” dell’adozione dell’atto conclusivo del procedimento, mentre nel caso in esame ciò è avvenuto “dopo” tale momento
- TAR Piemonte Sentenza del 3 febbraio - 5 marzo 2010 n. 1424: lo straniero condannato per fatti di droga deve essere espulso anche se ha famiglia ed un lavoro - respinta l'istanza di conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo in permesso di soggiorno per motivi di famiglia
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TAR Puglia Ordinanza depositata il 4 marzo 2010 n. 00281/2010: la previsione del preavviso di rigetto ai sensi dell’art. 10 bis della legge n. 241/1990 va applicata anche nei procedimenti amministrativi instaurati con la domanda di emersione di lavoro domestico irregolare (regolarizzazione lavoro domestico del 2009)
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Consiglio di Stato, decisione del 26 febbraio 2010 n. 1133: di norma, la condanna penale per uno dei reati elencati nell'art. 4 c. 3 del d.lgs. n. 286/98 e successive modifiche, ha un effetto preclusivo automatico ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, ma tale automatismo relativo a pregresse vicende penali deve ritenersi escluso in situazioni eccezionali, suscettibili di essere definite quali "elementi sopravvenuti", passibili di valutazione e capaci di sanare l'ipotesi ostativa ai sensi dell'art. 5 c. 5 del T.U.
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Consiglio di Stato, decisione del 26 febbraio 2010 n. 1123: laddove la norma ammette al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio solo il cittadino straniero il quale abbia sostenuto almeno due esami di profitto nel corso dell’anno, va intesa nel senso di ammettere il rinnovo anche nelle ipotesi in cui – come nel caso di specie – lo straniero non abbia sostenuto alcun esame nel corso di un determinato anno solare, ma vi abbia provveduto prima della conclusione dell’anno accademico – il quale, nel caso di specie, si sarebbe concluso solo nell’aprile dell’anno successivo
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TAR Lombardia, Sentenza depositata il 25 febbraio 2010, n. 459: l'attività di meretricio se esercitata da persona che è anche in possesso di uno stabile lavoro in Italia non è di per sè motivo di diniego del permesso di soggiorno, ma se il sostentamento dell'extracomunitario deriva in via esclusiva da detta attività, che comunque rimane contraria al buon costume anche se non costituisce reato laddove esercitata in certe forme, legittimamente comporta il diniego della possibilità di permanere sul territorio nazionale
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TAR Friuli Venezia Giulia, sentenza 11 febbraio 2010, n.124: in materia di rinnovo dei permessi di soggiorno degli infermieri professionali entrati in Italia fuori dal regime delle quote ex art. 27 comma 1 lett. r bis in forza del solo contratto di soggiorno, senza, contemporaneamente, ottenere la proroga anche del nulla osta al lavoro, se il datore di lavoro intende avvalersi della professionalità della ricorrente, è sufficiente, dato che la stessa può entrare in Italia fuori quota, che chieda un nuovo nulla osta al lavoro a tempo indeterminato, cosa che la legge espressamente consente. in materia di rinnovo dei permessi di soggiorno degli infermieri professionali entrati in Italia fuori dal regime delle quote ex art. 27 comma 1 lett. r bis in forza del solo contratto di soggiorno, senza, contemporaneamente, ottenere la proroga anche del nulla osta al lavoro, se il datore di lavoro intende avvalersi della professionalità della ricorrente, è sufficiente, dato che la stessa può entrare in Italia fuori quota, che chieda un nuovo nulla osta al lavoro a tempo indeterminato, cosa che la legge espressamente consente.
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TAR Sicilia Sentenza del 27 gennaio - 5 febbraio 2010 n. 1553: illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno emesso a norma dell'art. 26, comma 7 bisTUI nei confronti di un cittadino extracomunitario, titolare di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, motivato solo con l'aver questi riportato una condanna penale per violazione delle norme dettate a tutela del diritto d'autore
- TAR Lazio, Sentenza del 2 febbraio 2010 n° 1414: contro il diniego di rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di famiglia, la competenza è del G.O., il quale provvede ai sensi degli artt. 737 e seguenti del codice di procedura civile.
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TAR Sicilia, Sentenza del 27 gennaio 2010 n. 954: illegittimo il silenzio serbato dalla questura in merito alla richiesta di rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di cure mediche, presentata da una irregolare in Italia ed affetta da HIV ed in trattamento con farmaci anti-retrovirali, non disponibili nel Paese di origine.
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TAR Lazio Sentenza del 4 novembre 2009 - 22 gennaio 2010 n. 752: il Questore ha respinto l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, sia in considerazione delle sentenze di condanna del ricorrente per diverse ipotesi di reato (furto aggravato, violenza sessuale e rapina) ostative al conseguimento del beneficio richiesto ai sensi dell’art. 4 co. 3 del d.lvo n. 286/98, sia a causa di un motivato giudizio di pericolosità sociale del soggetto.
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TAR Lazio Sentenza del 22 dicembre 2009 - 21 gennaio 2010 n. 700: l’interessato deve fornire all’amministrazione la prova delle condizioni che giustificano le finalità del soggiorno e, nella fattispecie, trattandosi di visto d’ingresso per turismo caratterizzato da necessaria temporaneità, dei presupposti dai quali si possa ragionevolmente ritenere l’interesse dello straniero a fare rientro nel Paese d’origine onde scongiurare il c.d. “rischio migratorio”
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Consiglio di Stato Sentenza del 15 dicembre 2009 - 19 gennaio 2010 n. 180: " in caso di provvedimento di diniego di rinnovo del permesso per lavoro la richiesta di audizione personale e diretta non è contemplata, invero, dalle norme sul procedimento amministrativo che disciplinano la presente fattispecie; queste garantiscono il contraddittorio dell’interessato a mezzo della comunicazione di avvio del procedimento e, nella specie, l’Amministrazione ha puntualmente ottemperato in tal senso, tanto che l’odierno appellante ha potuto regolarmente e ampiamente svolgere le proprie difese scritte"
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TAR Lazio Sentenza del 2 dicembre 2009 - 18 gennaio 2010 n. 367: si dà atto del mancato inserimento sociale della ricorrente e della propensione della stessa a vivere di proventi illeciti. Pertanto, l'Autorità di Polizia ha rifiutato il permesso di soggiorno legittimamente, poiché l'art. 4,3°, D. Lgs. n. 286/1998, puntualmente richiamato nel provvedimento avversato, inibisce l'ingresso nel territorio dello Stato ai soggetti pericolosi per l'ordine pubblico
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TAR Toscana, sentenza del 10 novembre 2009, n. 1594: la condanna per un reato inerente agli stupefacenti non è di per sè condizione ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno quando l’interessato ha beneficiato del diritto al ricongiungimento familiare. In tali casi, sulla base dell’esplicita previsione del d.lgs. n. 5/2007, attuativo della direttiva europea 2003/86/CE, l’amministrazione è chiamata a ponderare, da un lato, l’interesse pubblico a che sia precluso il soggiorno in Italia allo straniero che si sia reso responsabile di gravi reati e, dall’altro, l’interesse del privato a permanere sul territorio nazionale, in relazione alla natura e effettività dei suoi vincoli familiari e sociali, nonché alla durata del suo soggiorno nel territorio nazionale.
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TAR Sicilia, Sentenza del 23 ottobre 2009 n. 1702 : compete al al giudice ordinario la giurisdizione sul permesso per motivi umanitari: la domanda riguardante il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di una situazione giuridica qualificabile come diritto soggettivo ed appartenente alla categoria dei diritti umani fondamentali, garantiti dall'art. 2 e 10 della Costituzione e dall'art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo.
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Consiglio di Stato, decisione del 14 ottobre 2009 n. 6296: ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, lo straniero deve dimostrare non solo il possesso dei mezzi di sostentamento, ma anche quelli necessari per svolgere l’attività imprenditoriale. Il sostegno finanziario assicurato da altri soggetti è valido solo se proviene da persone obbligate a fornirlo. Non è tale la situazione ove sia il fratello a prestare il sostegno. Solo i lavoratori dipendenti hanno diritto al periodo di disoccupazione tollerata di sei mesi previsto dall’art. 22 del T.U. immigrazione.
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Consiglio di Stato, decisione del 18 settembre 2009 n. 5624: la revoca del permesso di soggiorno e la conseguente espulsione a seguito di condanna definitiva per i reati collegati alla violazione del diritto d’autore ai sensi dell’art. 26 comma 7 bis del d.lgs. n. 286/98, sono legittime soltanto quando l’interessato era titolare di permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo al momento della commissione del reato
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TAR Umbria, sentenza del 23 luglio 2009, n. 443: é illegittimo il diniego al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di cure mediche nei confronti dello straniero non espellibile in ragione di una grave patologia insorta durante il suo soggiorno in Italia. Resta salva la possibilità di non concedere il rilascio qualora sia messa in discussione la natura urgente ed essenziale delle cure mediche che lo straniero deve sostenere, così come l’impossibilità di fruirne nel luogo di origine, ma nel caso in questione la questura non aveva prodotto alcuna valutazione specifica al riguardo.
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TAR Lazio, Sentenza del 20 luglio 2009 n. 7160: la condanna definitiva per uno dei reati ostativi all’ingresso sul territorio nazionale ed elencati nell’art. 4 comma 3, terzo periodo, del T.U., determina il diniego automatico al rinnovo del permesso di soggiorno. Tale diniego ha carattere rigidamente vincolato, senza margini di discrezionalità lasciati all’Amministrazione, tranne nei casi in cui l’interessato abbia beneficiato del diritto al ricongiungimento familiare. Non fa eccezione la situazione in cui l’interessato abbia maturato le condizioni per ottenere la riabilitazione ai sensi dell’art. 178 c.p. senza che questa sia stata pronunciata dal giudice, in quanto l’estinzione degli effetti penali della condanna richiede comunque una formale pronuncia da parte del giudice dell’esecuzione.
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TAR Lazio Sentenza del 1 Luglio 2009 n°6352: violativa dei principi generali in materia di libertà personale, delle norme poste a tutela dei minori nonché dell'art. 20 D.Lgs 196/2003 sul trattamento dei dati personali la norma delle ordinanze presidenziali attuative del decreto del 21 maggio 2008 che prevedeva di identificare i rom, adulti e bambini.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4084: é legittimo il diniego al rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che non possa dimostrare lo svolgimento di attività lavorativa alla scadenza del periodo di tolleranza di sei mesi di iscrizione nelle liste di collocamento di cui all’art. 22 c. 11 del T.U. o comunque prima della scadenza del permesso di soggiorno. Una mera promessa di assunzione, successiva alla scadenza del permesso di soggiorno, non è sufficiente per ottenere il rinnovo del medesimo, ma potrebbe giustificare, unitamente ad altre circostanze, la presentazione di un’istanza di riesame che l’Amministrazione può valutare ai sensi dell’art. 5 c. 5 del T.U.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4075: é ammesso il ricorso tardivo oltre i termini di scadenza, per motivi di errore scusabile, quando nel provvedimento di diniego al rinnovo del permesso di soggiorno non venga indicato con precisione il termine per la proposizione del ricorso, ma si richiami soltanto genericamente la legge n. 1034/71.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4064: il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione di cui all’art. 22 comma 11 del T.U. immigrazione non può essere ottenuto dallo straniero che, dopo avere fatto ingresso in Italia per lavoro subordinato, abbia cessato l’attività lavorativa prima di avere ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno e non abbia effettivamente proceduto all’iscrizione alle liste di collocamento.
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TAR Lazio Sentenza del 29 maggio 2009 n. 5354: é legittimo il provvedimento con il quale una Ambasciata italiana ha respinto la richiesta di visto d’ingresso per turismo presentata da un cittadino straniero nel caso in cui quest’ultimo non abbia fornito prova alcuna del possesso di idonee fonti di reddito tali da palesare la probabilità del suo rientro nel Paese di origine e comunque non sia possibile comprendere le reali finalità del viaggio
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Consiglio di Stato, decisione del 29 aprile 2009 n. 2711: la disposizione di cui all’art. 26 c. 7 bis del d.lgs. n. 286/98 (T.U. immigrazione) che prevede la revoca del permesso di soggiorno e conseguente espulsione dello straniero che abbia subito una condanna definitiva per reati collegati alla tutela del diritto d’autore, può trovare applicazione solo con riferimento al permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo.
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Consiglio di Stato Sentenza del 28 aprile 2009 n. 2560: la revoca del permesso non rappresenta un effetto penale ovvero una sanzione accessoria alla condanna bensì un effetto di natura amministrativa che la legge fa discendere dal fatto storico costituito dall'avere riportato una condanna per determinati reati, quale indice sintomatico della pericolosità sociale dello straniero.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 24 aprile 2009 n. 546: la mancanza dei requisiti richiesti dalla legge costituisce legittimo impedimento alla conclusione del procedimento di regolarizzazione (del 2002) ed elemento ostativo al soggiorno dello straniero nel territorio dello Stato e come tale giustifica il diniego di permesso di soggiorno motivato con espresso richiamo agli ostativi precedenti penali.
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Consiglio di Stato Sentenza del 20 aprile 2009 n. 2342: il riferimento normativo alle condanne per delitti in materia di c.d. “tutela del diritto d’autore”, quale automatico dato preclusivo della possibilità per lo straniero di ottenere/mantenere il titolo abilitativo della propria presenza in Italia è da riferirsi ai titolari di permesso per lavoro autonomo, ed inoltre é illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno fondato su errato giudizio di pericolosità sociale, la quale non sarebbe aprioristicamente presumibile, dovendosi, invece, ponderare caso per caso ed in concreto
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Consiglio di Stato, decisione del 17 aprile 2009 n. 2342: la disposizione di cui all’art. 26 c. 7 bis del d.lgs. n. 286/98 (T.U. immigrazione) che prevede la revoca del permesso di soggiorno e conseguente espulsione dello straniero che abbia subito una condanna definitiva per reati collegati alla tutela del diritto d’autore, può trovare applicazione solo con riferimento al permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 15 aprile 2009 n. 444: non è applicabile, in quanto non previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, l’automatismo previsto dall’art.26, c.7 bis (revoca del titolo di soggiorno in caso di condanna per reati in materia di diritti d'autore)
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TAR Veneto Sentenza del 2 aprile 2009 n. 1064: il soggetto destinatario di un provvedimento di espulsione valido ed efficace, perché non impugnato e/o non revocato, non può soggiornare in Italia e, pertanto, se si trova nella condizione di permanenza irregolare nel nostro territorio, non ha titolo al rilascio del permesso di soggiorno, ovvero al rinnovo dello stesso.
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TAR Veneto Sentenza del del 1° aprile 2009 n. 799: a fronte di una condanna intervenuta successivamente all'entrata in vigore della legge 30 luglio 2002, n. 189, per un reato inerente la cessione di stupefacenti, l’Autorità di pubblica sicurezza non è chiamata a svolgere alcuna valutazione discrezionale in quanto il provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno costituisce un effetto automaticamente conseguente alla condanna riportata e che preclude di per sé la permanenza nel territorio dello Stato.
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TAR Veneto Sentenza del 30 marzo 2009 n. 980: a fondamento del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di giustizia non è una valutazione di pericolosità sociale dello stesso, ma la conclusione del procedimento penale alla pendenza del quale il detto titolo era connesso e la non convertibilità di tale tipologia di titolo legittimante la presenza dello straniero in Italia.
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TAR Veneto Sentenza del 23 marzo 2009 n. 745: l’allegazione, nella domanda di rinnovo, di un rapporto di lavoro che la Questura ritiene di carattere fittizio,non é di per sé automaticamente sufficiente per negare il rinnovo del permesso di soggiorno, se vi sono nuovi elementi sananti sopravvenuti
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T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sentenza del 12 marzo 2009, n. 165: le condanne previste nell’art. 4, comma 3, del D.Lg. n. 286/1998 costituiscono motivo ex se ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno (e ne consentono la revoca), con la conseguenza che l’Amministrazione legittimamente può limitarsi a richiamare la condanna subita per negare il rinnovo del permesso di soggiorno o revocare quello in atto
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Consiglio di Stato Sentenza del 9 marzo 2009 n. 1340: in sede di rinnovo del permesso di soggiorno, la disciplina di cui all'art. 4 comma 1 lett. b) l. 30 giugno 2002 n. 189 - che equipara, agli effetti della preclusione dell'ingresso e della permanenza nello Stato italiano, la sentenza di patteggiamento a quella di condanna con rito ordinario - non trova applicazione nei casi in cui il patteggiamento per i reati ivi contemplati sia concluso anteriormente all'entrata in vigore della l. n. 189 del 2002
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Consiglio di Stato Decisione del 20 gennaio - 2 marzo 2009 n. 1176: inpugnato il provvedimento che aveva rigettato la domanda di rinnovo per incompetenza territoriale (assumendosi che l'appellante, risiedendo in Roma, avrebbe dovuto presentare l'istanza presso gli uffici della Questura capitolina) mentre l'odierno appellante sosteneva di dimorare nella Provincia di Cuneo
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T.A.R. Veneto, Sentenza del 25 febbraio 2009, n. 472: é illegittimo l'ingiustificato ritardo della Questura in caso di silenzio serbato dalla PA nell’ambito di procedimenti di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno, ma il sindacato giurisdizionale non può spingersi fino a valutare la fondatezza dell’istanza.
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T.A.R. Emilia-Romagna Sentenza del 18 febbraio 2009 n. 160: é legittimo il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno in quanto lo straniero é stato condannato, ancorchè con sentenze non ancora passate in giudicato, per reati ritenuti di rilevante allarme sociale, e il giudizio di pericolosità sociale espresso dalla Questura è dunque stato ritenuto legittimo e motivato
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Consiglio di Stato, Sentenza del 18 novembre 2008 - 2 febbraio 2009, n. 552: l’art. 10-bis della legge n. 241/90 è stato introdotto dalla legge n. 15 del 2005 al fine di consentire il contraddittorio tra privato ed amministrazione prima dell’adozione di un provvedimento negativo e allo scopo, quindi, di far interloquire il privato sulle ragioni ritenute dall’amministrazione ostative all’accoglimento dell’istanza: il procedimento per il rinnovo del permesso di soggiorno è un procedimento ad istanza di parte, cui si applica, quindi, la suddetta disposizione.
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Consiglio di Stato Sentenza del 29 gennaio 2009 n. 478: rigettata l’istanza di riesame del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per “attesa occupazione”, non avendo l’interessato prodotto nessuna documentazione attestante un’attività lavorativa in atto prima della scadenza
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 20 gennaio 2009, n. 1681: la indisponibilità del passaporto in seguito a sequestro da parte della Autorità Giudiziaria costituisce un impedimento oggettivo non imputabile al ricorrente, il quale non abbia potuto presentare tempestivamente istanza di rinnovo del permesso di soggiorno e, pertanto, costituisce una causa di forza maggiore che giustifica il ritardo nella presentazione dell'istanza e che rende illegittima l'espulsione ai sensi dell'art. 13, comma 2, lett. b), d.lgs 286/98.
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Consiglio di Stato Sentenza del 20 gennaio 2009 n. 1081: "il giudizio di pericolosità del ricorrente è tratto correttamente da un fatto che, benché unico, risulta essere di particolare gravità ed obiettivamente idoneo a supportare il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno"
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 9 gennaio 2009, n. 1677: nel caso di sentenza di condanna ai sensi dell'art. 444 c.p.p. che sia stata pronunciata in data anteriore all'entrata in vigore della legge 20 luglio 2002, n. 189 (legge che ha sostituito l'art. 4, comma 3 del d.lgs 286/98, prevedendo che il rilascio o il rinnovo del permesso stesso debbano essere denegati anche a seguito delle pronuncia di sentenza ai sensi dell'art. 444 c.p.p.) non vi è alcun automatismo ostativo per la permanenza nel territorio dello Stato, dato che l'art. 4, comma 3, ultimo periodo, del d.lgs 286/98, nel testo anteriore alla novella del 2002, lo prevedeva solo nel caso in cui l'interessato fosse considerato " una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato",
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TAR Lazio Sentenza dell'8 gennaio 2009 n. 62: sono improcedibili i ricorsi dei cittadini neocomunitari contro i passati dinieghi di rilascio del permesso di soggiorno per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che la normativa applicabile ai cittadini comunitari è ben diversa da quella in base alla quale era stato adottato il provvedimento impugnato.
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TAR Veneto Sentenza del 17 dicembre 2008 n. 3870: la mera produzione di documentazione ritenuta falsa (quantunque basti a giustificare la revoca del permesso di soggiorno, laddove l’interessato non sia in grado di dimostrare di aver prodotto – nel periodo di riferimento – adeguato e lecito reddito), non è viceversa sufficiente per denegare - in presenza di determinate condizioni – il rinnovo del permesso di soggiorno
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 17 dicembre 2008, n. 896: la condanna per i reati in materia di diritto d'autore, ai sensi dell'art. 26, comma 7 bis, d.lgs 286/98, comporta la sola revoca del permesso di soggiorno rilasciato allo straniero per motivi di lavoro, dovendosi invece escludere analoghi effetti rispetto al rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, in quanto nella previsione di cui all'art. 9 del d.lgs 286/98 non vi è menzione alcuna di un simile automatismo
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TAR Veneto Sentenza del 3 dicembre 2008 n. 3734: non basta per negare il rinnovo del permesso di soggiorno che la produzione di documentazione relativa a un rapporto di lavoro rivelatosi fittizio, se l’interessato è in grado di dimostrare di essere in possesso, al momento dell'adozione del provvedimento negativo da parte della Questura, di un reddito e di un lavoro
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TAR Veneto Sentenza del 18 novembre 2008 n. 3586: é illegittimo il diniego del rinnovo del permesso a causa di pregresso rapporto di lavoro fittizio, se l’interessato è in grado di dimostrare di essere in possesso, al momento dell'adozione del provvedimento negativo da parte della Questura, di un reddito e di un lavoro non fittizio
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TAR Liguria Sentenza del 13 novembre 2008 n°1975: é illegittimo il diniego del rinnovo in caso di mancato aggiornamento del permesso di soggiorno, ossia per omessa comunicazione di variazione del proprio domicilio abituale, in violazione dell’art. 6 comma 8 D. Lgs. n. 286/1998
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TAR Lazio Sentenza del 30 ottobre 2008 n. 9439: lo straniero che richiede il visto d’ingresso per turismo non deve solo dimostrare la disponibilità dei mezzi necessari ad assicurarne la sussistenza per la durata del soggiorno ed il ritorno in patria ma, più in generale, deve esibire quegli atti indispensabili a comprovare “lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto” (art. 5 del trattato di Schengen e art. 4 comma 3 d. lgs. n. 286/98)
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TAR Lazio Sentenza 8 ottobre 2008 n. 8831: il diniego di rilascio del permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico, non consegue automaticamente al mancato riconoscimento dello status di rifugiato politico, dovendo il Questore verificare la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell’art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 286/1998
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TAR Liguria Sentenza del 3 ottobre 2008 n. 1728: legittimo il diniego del rinnovo del del permesso di soggiorno per residenza elettiva, stante l’insufficienza reddituale della ricorrente e l’inconsistenza delle ulteriori presunte ulteriori fonti reddituali
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Consiglio di Stato - Decisione 23 settembre 2008 n. 4580: l'amministrazione, nell'esame di una domanda di rinnovo di permesso di soggiorno presentata da uno straniero che sia stato condannato per reati inerenti al traffico di stupefacenti (reati espressamente ritenuti ostativi al rinnovo del permesso di soggiorno dalla L. n. 189/2002), deve valutare la complessiva pericolosità sociale dell'interessato quando la sentenza di condanna sia stata pronunciata ai sensi dell'art. 444 c.p.p. prima dell'entrata in vigore della medesima legge n. 189 del 2002
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TAR Veneto Sentenza del 16 settembre n. 2876: illegittimo il silenzio tenuto dalla Questura sulla domanda di rilascio del permesso di soggiorno, con conseguente condanna al risarcimento del danno per la reiterata inadempienza
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TAR Veneto Sentenza del 23 Aprile -3 settembre 2008 n. 2648: la revoca del permesso di soggiorno della ricorrente, disposta all’atto della domanda di rinnovo, è illegittima per non avere l’amministrazione tenuto conto delle ragioni di impossibilità sopravvenuta in ordine all’instaurazione del rapporto di lavoro che aveva determinato il rilascio del nullaosta al lavoro con il Decreto flussi.
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TAR Veneto Sentenza del 21 agosto 2008 n. 2574: é legittimo il diniego rinnovo permesso di soggiorno per mancata dimostrazione della disponibilità dei mezzi di sussistenza e per la presentazione, unitamente all’istanza di rinnovo, di documentazione falsa.
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TAR Liguria Sentenza del 20 agosto 2008 n. 1582 : é illegittimo il decreto di revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in relazione ai “flussi”, se manca la assunzione da parte di chi aveva ottenuto il nullaosta al lavoro, ma vi sia stata una successiva regolare assunzione da parte di altro datore di lavoro
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TAR Veneto Sentenza del 22 maggio - 18 agosto 2008 n. 2426: illegittimo il diniego del rinnovo del permesso se il giudizio di pericolosità si fonda un presupposto erroneo, poiché la condanna per detenzione e spaccio di stupefacenti, risalente al 1996 e attribuita al ricorrente, riguarda, in realtà, persona diversa
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Consiglio di Stato Sentenza n. 3902 dell'8 agosto 2008: alla riabilitazione può equipararsi l’automatica estinzione della condanna inflitta in sede di “patteggiamento”, ai sensi dell’art. 445 cpp, e pertanto non vi é in tali ipotesi presenza di motivi astativi al rinnovo del permesso
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Consiglio di Stato Sentenza n. 3885 del 5 agosto 2008: le condanne riconducibili a violazione delle norme dettate a protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi ai sensi dell'art. 26, comma 7 del D.Lgs. n. 286/1998, sono ostative al rinnovo del permesso di soggiorno solo qualora si tratti di permesso per lavoro autonomo, e non di permesso per lavoro subordinato
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TAR Lazio Sentenza del 5 agosto 2008 n. 7819 : la mancata instaurazione del rapporto di lavoro per cui lo straniero aveva ottenuto il visto di ingresso nel 2004 (Decreto Flussi) non leggittima di per sè il diniego del rinnovo del permesso per lavoro, se, successivamente, e trascorso oltre un anno dalla rilevata mancata conclusione del contratto di lavoro, lo straniero ha intrapreso una nuova attività lavorativa alle dipendenze di altro datore di lavoro
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Consiglio di Stato Decisione del 29 luglio 2008 n. 3793: il requisito del possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero e del di lui nucleo familiare costituisce un requisito soggettivo non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno, perché attiene alla sostenibilità dell’ingresso dello straniero nella comunità nazionale per ragioni di lavoro subordinato.
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TAR Veneto Sentenza del 22 luglio 2008 n. 2023: é legittimo il diniego del del rinnovo del permesso di soggiorno a chi non abbia dimostrato di svolgere attività lavorativa al momento della pronuncia dell'autorità, avendo, lo stesso prodotto documentazione fittizia ed insufficiente all'accoglimento della domanda
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TAR Lombardia - sezione di Brescia, Sentenza 19 luglio 2008 n. 821: un consistente ritardo (2 anni) nella presentazione della domanda di rinnovo del permesso deve essere in qualche modo giustificato, dovendosi altrimenti desumere che nel lasso di tempo intercorso il titolare del permesso abbia perduto ogni interesse a rimanere in Italia, e lo abbia riacquistato solo in seguito
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Consiglio di Stato, Sentenza del 17 luglio 2008 n. 3588: la Questura non ha legittimamente (ed ai sensi del richiamato art. 13, d.P.R. 394 del 1999) negato il rinnovo del permesso di soggiorno sulla base della mera circostanza per cui i redditi del richiedente derivavano “almeno in parte da fonti illecite”
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Consiglio di Stato Sentenza 28 marzo - 7 Luglio 2008 n. 3350: é legittimo il diniego del permesso di soggiorno se dagli accertamenti era emerso, senza ombra di dubbio, che l’interessato non aveva potuto dimostrare di possedere redditi adeguati, in assenza di ogni specifico riferimento ad attendibili mezzi di sussistenza.
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TAR Lombardia, sez. Brescia - sentenza del 4 luglio 2008 n. 794: ai fini del giudizio di pericolosità sociale, rilevante in tema di rinnovo del permesso di soggiorno, non è necessaria una condanna passata in giudicato ma sono sufficienti elementi indiziari tali da fare ritenere, con sufficiente approssimazione, che il soggetto possa costituire una minaccia per l'ordine pubblico.
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TAR Veneto 3 Sentenza del luglio 2008 n. 2872: il provvedimento finale sull’istanza di rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno deve essere necessariamente attualizzato con l’acquisizione di nuovi elementi istruttori allorquando, tra la formazione dell’atto ove si è cristallizzata la valutazione dell’autorità amministrativa relativa ad elementi di carattere variabile e la notifica del provvedimento, sia intercorso, come nel caso di specie, un lungo lasso di tempo, in quanto la determinazione dell’autorità amministrativa non può restare insensibile alle modificazioni della situazione di fatto o di diritto intervenute prima della notifica
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Consiglio di Stato Sentenza del 1 luglio 2008 n. 3266: su rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo e il criterio della condizione di reciprocità
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 30 giugno 2008, n. 3141: il parametro dell'assegno sociale, mentre non può assumere valenza di soglia rigida e vincolante ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, può invece senz'altro rappresentare un termine di raffronto utile e ragionevole in base al quale valutare il dato dell'adeguatezza reddituale, assieme alle concrete prospettive lavorative, come pure la durata della sua permanenza in Italia e il grado di inserimento sociale, documentato ad esempio dal percorso lavorativo pregresso e dall'esistenza di vincoli familiari.
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Consiglio di Stato Sentenza del 29 aprile - 25 giugno 2008 n. 3239: é illegittimo il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato nel caso di causa di un infortunio subito dallo straniero, con conseguente temporanea impossibilità di svolgimento di attività lavorativa, senza però che fossero totalmente venuti meno legittimi mezzi di sostentamento, e con successiva ripresa del lavoro
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TAR Toscana Sentenza del 7 maggio - 23 giugno 2008, n. 1649: gli elementi relativi alla situazione reddituale devono comunque essere prodotti, in sede amministrativa, prima della data di emissione del provvedimento e l’amministrazione, in tal caso, è obbligata a tenerne conto, anche ai sensi dell’art. 5, comma 5, d. lgs. n. 286/98.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 5 - 19 giugno 2008, n. 2697: irrilevanza della concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena, allorché la condanna riportata dallo straniero sia, per l’appunto, di natura ostativa ex art. 4, comma 3 T.U. n. 286/1998, al rinnovo del permesso di soggiorno
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TAR Piemonte, Sentenza del 16 giugno 2008 n. 1378: è del tutto infondata la tesi secondo la quale il ricorrente non ha rinnovato il permesso a causa dello stato detentivo, atteso che l’amministrazione, dopo la scarcerazione, lo ha posto in condizione di regolarizzare la propria posizione, ma egli ha preferito non attivarsi in tale senso.
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TAR Lazio Sentenza dell'11 Giugno 2008 n. 6317: é illegittimo il decreto di revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in relazione ai “flussi” dell’anno 2005, nonostante manchi la assunzione da parte di chi aveva ottenuto il nullaosta al lavoro, ma vi sia stata una successiva regolare assunzione
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 Giugno 2008 n. 2342: in merito alla situazione familiare va inoltre rilevato che non può costituire ragione valida di diniego la sua separazione dal marito e la cessazione della convivenza, atteso che si tratta di condizioni del tutto ininfluenti sulla situazione lavorativa, alloggiativa della ricorrente.
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TAR Veneto - sentenza del 5 giugno 2008 n. 1664: l'amministrazione procedente è tenuta, ai fini della valutazione della sussistenza dei requisiti prescritti dalla legge, a valutare anche gli elementi sopraggiunti ex art. 5 comma 5 del T.U. del 98/286
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TAR Veneto - sentenza del 5 giugno 2008 n. 1663: l'eventuale produzione di documentazione fondante la richiesta per il rinnovo del permesso di soggiorno relativa a rapporti di lavoro rivelatisi fittizi, ove non risulti emessa alcuna sentenza di condanna, non comporta, per ciò stesso il diniego o la revoca del provvedimento
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TAR Sicilia Sentenza 7 maggio - 4 giugno 2008 n. 739: l’art.5 del D.Lgs.vo n.286/1998 al comma 5 non contempla anche il riesame in autotutela delle situazioni già in precedenza valutate positivamente, sicchè il permesso di soggiorno concesso non può essere successivamente revocato.
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TAR Emilia-Romagna Sentenza del 29 maggio 2008 n. 2087: deve ritenersi devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario anche l’impugnazione della revoca del permesso di soggiorno qualora la ricorrente, come nel caso in esame, invochi l’applicazione in proprio favore delle norme e dei principi in tema di ricongiungimento familiare
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TAR Marche Sentenza del 6 febbraio - 29 maggio 2008 n. 414: legittima la revoca del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato ad un cittadino straniero, essendo stato lo stesso destinatario di una precedente espulsione con accompagnamento alla fontiera e senza richiesta di revoca della medesima.
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TAR Puglia Sentenza del 26 marzo - 17 maggio 2008, n. 1387: é illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno basato unicamente sulla constatazione della revoca dell’autorizzazione al lavoro, a seguito di rinuncia del datore di lavoro, senza che venisse effettuata un’istruttoria in merito alla sussistenza di sopravvenienze che, se valutate, avrebbero consentito il rilascio dell'atto richiesto
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TAR Veneto Sentenza del 22 aprile - 12 maggio 2008 n. 1289: é infondato il ricorso avverso il diniego di rinnovo del proprio permesso di soggiorno, essendo accertata in maniera inequivocabile la sua pericolosità sociale del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina commesso dal ricorrente
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TAR Campania sentenza del 7 maggio 2008 n. 5093: l’accertamento in via amministrativa della fittizietà del rapporto di lavoro, stante la valenza endoprocedimentale delle risultanze di detto accertamento, costituisce comunque elemento idoneo a determinare il rigetto dell’istanza, a prescindere dall’esito del procedimento penale circa la falsità dei documenti sottesi al rapporto di lavoro mai concretizzatosi.
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Consiglio di stato decisione del 26 febbraio - 6 maggio 2008 n. 1990: illegittimità del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno basato solo su un'istruttoria che abbia scrutinato solo il periodo antecedente la scadenza del permesso, senza considerare le sopravvenienze che, se valutate. avrebbero consentito il rilascio dell'atto richiesto.
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TAR Lazio Sentenza del 23 aprile 2008 n. 3507: poiché al momento dell’adozione del provvedimento impugnato la posizione del ricorrente era mutata – non trattandosi più di studente, ma di lavoratore autonomo (come dimostra la documentazione prodotta in giudizio) – l’Amministrazione, nell’esaminare l’istanza di rinnovo, avrebbe dovuto tener conto dell’attuale situazione di fatto del richiedente, ben diversa da quella originaria.
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TAR Puglia sentenza del 17 - 22 aprile 2008 n. 965: per avvalersi del disposto, di cui all'art. 22 comma 9 del d.lgs. n. 286/1998, dettato in favore di coloro che, già destinatari di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, abbiano perduto il posto di lavoro, l’istante ha l’onere di dimostrare di aver posseduto una stabile occupazione legittimante il rilascio del titolo richiesto.
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Consiglio di Stato - Decisione 29 gennaio - 22 aprile 2008 n. 1840: ai fini della concessione del rinnovo del permesso di soggiorno, l’esistenza di un passivo di impresa, invero, non coincide con l’omessa retribuzione del lavoro prestato nell’ambito della medesima società, anche da parte dei soci. La temporanea passività dell’impresa, inoltre, non determina necessariamente lo stato di insolvenza dell’imprenditore, né l’incapacità di quest’ultimo di sostenersi e di contribuire al bilancio familiare
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TAR Toscana Sentenza dell'11 aprile 2008, n. 1028: l’amministrazione affronta la questione del bilanciamento fra l’interesse del ricorrente alla conservazione della propria situazione personale e familiare e l’interesse pubblico all’allontanamento di un soggetto resosi responsabile di un delitto di particolare gravità, ed assegna prevalenza al secondo sulla base di una valutazione discrezionale di per sé certamente non illogica
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TAR Lazio Sentenza del 3 aprile 2008 n. 2844: é illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno in quanto sentenza di condanna su cui si basa il diniego, poiché pronunciata anteriormente all’entrata in vigore delle modificazioni introdotte dalla legge 30.7.2002, n. 189, non potrebbe costituire automatica preclusione al rilascio del richiesto rinnovo e ciò in applicazione del principio della irretroattività della legge.
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TAR Emilia Romagna sentenza del 3 Aprile 2008 n. 1248 : é legittimo il il rinnovo del permesso, già rilasciato a titolo umanitario (nel caso di specie ai sensi dell'art. 18 comma 5 d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286), anche per altri diversi motivi, compreso quello di svolgimento di attività lavorativa.
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Consiglio di Stato sentenza 11 marzo 2008 n. 1031: la condanna inflitta in sede penale (nel caso di specie, ex artt. 444 e seguenti c.p.p.) non dovrebbe dare luogo ad una presunzione assoluta di pericolosità sociale, indipendentemente dalla situazione complessiva del soggetto interessato e dall’eventuale insorgenza di nuovi elementi di valutazione: la condotta sanzionata (furto di tre capi di abbigliamento di scarso valore in un grande magazzino) si é successivamente rivelata – secondo la documentazione depositata in atti – manifestazione di una patologia (bulimia nervosa e cleptomania), regredita dopo un periodo di ricovero presso una casa di cura
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TAR Toscana sentenza del 20 marzo 2008 n. 426: é illegittimo negare il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato perchè il richiedente non ha conseguito, in passato, un reddito annuo quantomeno pari all'importo dell'assegno sociale; ciò che conta è verificare se al momento della presentazione dell'istanza di rinnovo il richiedente è titolare di un contratto di soggiorno (anzi, più correttamente, tale verifica va operata al momento della decisione sull'istanza stessa, secondo l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione)
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TAR Emilia Romagna sentenza del 14 Febbraio 2008 n. 212: l’art.32 del D.lgs. n. 286/1998 consente che al cittadino straniero divenuto maggiorenne può essere rilasciato il permesso di soggiorno per motivi di accesso al lavoro o per subordinato o autonomo. Quando si parla di “minori affidati” si fa riferimento (secondo la Corte Costituzionale con sentenza n. 184/1983) non solo a quelli sottoposti ad affidamento amministrativo o giudiziario ma anche a quelli sottoposti a tutela ai sensi degli articoli art. 343 e seguenti del Codice Civile
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TAR Umbria Sentenza del 23 gennaio - 7 febbraio 2008 n. 51: illegittimo il silenzio serbato, per un periodo di oltre un anno, dalla Questura in merito all'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno presentata da un cittadino straniero. Silenzio peraltro protrattosi anche dopo la notifica di apposita diffida a provvedere, e di successivo atto di ricorso al TAR volto ad ottenere l'annullamento del c.d. "silenzio-rifiuto"
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TAR Puglia Sentenza del 6 febbraio 2008 n. 361: illegittimo, per contradditorietà tra provvedimenti, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno motivato sulla base dell'esistenza di un decreto di espulsione risalente a data antecedente il rilascio del permesso da rinnovare
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TAR Campania - sentenza del gennaio 2008 n. 178: é legittimo il diniego del rinnovo del permesso richiesto con conversione per lavoro autonomo se al momento della presentazione della domanda non si ha ancora la licenza per l'esercizio della attività.indicata
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TAR Sicilia Sentenza del gennaio 2008 n. 82: una condanna riportata dal richiedente il rinnovo del permesso per lavoro autonomo non può considerarsi automaticamente ostativa al soggiorno in Italia, se ha beneficiato della sospensione condizionale della pena per la condanna ed è stato ammesso alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
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TAR Campania Sentenza del 9 gennaio 2008 n. 745: non tutte le ipotesi di furto aggravato costituiscono impedimento al rinnovo del permesso di soggiorno, atteso che ai sensi dell'art. 4 comma 3, terzo periodo, del D.Lgs. n. 286/98, come modificato dalla L. n. 189/02, sono di ostacolo all'ingresso o alla permanenza in Italia le condanne, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p., per reati previsti dall'art. 380, commi 1 e 2 del codice di procedura penale, oltre ad altri reati espressamente individuati dalla norma
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TAR Toscana sentenza 4 luglio – 1 ottobre 2007 n. 2918: la condanna penale pronunciata secondo il rito regolato dagli artt. 444 e segg. del c.p.p. per i reati specifici menzionati dall’art. 26 del Testo Unico non é equiparabile, ai fini del diniego del rinnovo del permesso per lavoro autonomo, a quella emessa a seguito di dibattimento
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Consiglio di Stato - Decisione del 3 Marzo 2007 n. 1024: qualora la cittadina extracomunitaria eserciti un’attività diversa da quella prevista nel permesso di soggiorno e tale attività non sia un’attività lecita, la Pubblica Autorità è legittimata ad emettere un decreto di espulsione.
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Consiglio di Stato Decisione 17 ottobre-14 novembre 2006 n. 6697: il semplice ritardo nel proporre la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno - nella specie di circa quattro mesi - non determinava automaticamente l’espulsione dello straniero cui era scaduto detto permesso, dovendosi procedere preventivamente, da parte dell’Autorità di polizia, alla disamina della sua istanza di rinnovo per accertare l’eventuale venir meno dei presupposti del rinnovo medesimo.
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TAR Friuli Venezia Giulia - Sentenza 18 ottobre 2006 n. 645: annullato il provvedimento adottato dal Sindaco che ordinava di adeguarsi alle norme che fanno divieto di comparire mascherati in luogo pubblico, espressamente includendo tra i “mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona” anche “il velo che copre il volto”.
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Consiglio di Stato Decisione 31 marzo-11 settembre 2006, n. 5240: il termine indicato nell’articolo 5, comma 4, D.Lgs 286/98 per la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, non essendo contemplata alcuna conseguenza sanzionatoria per l’ipotesi di una sua inosservanza, non assume natura perentoria, bensì ordinatoria o acceleratoria, al fine di consentire il tempestivo disbrigo della relativa procedura ed evitare che lo straniero possa trovarsi in situazioni di irregolarità rispetto alla normativa che ne consente il soggiorno in Italia.
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TAR Piemonte Sentenza del 31 marzo 2006 n. 1588: é illgittimo il diniego del rinnovo del permesso se il provvedimento impugnato appare privo di adeguata motivazione circa l’autorità tedesca che ha provveduto alla segnalazione del nome del ricorrente nel S.I.S.
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TAR Friuli Sentenza 8 - 22 Marzo 2006 n. 199: mentre la legge (articolo 4 D.L.vo n. 286/90) e il regolamento (articolo 13, comma 2, DPR n. 394/99) fanno generico riferimento alla necessità di disponibilità di mezzi di sostentamento, che ovviamente non si identificano solamente in un reddito proprio, non è dato comprendere come la P.A. possa sostenere che gli atti posti ad integrazione dell’istanza ( e cioè l’essere la ricorrente con la propria figlia a carico del compagno convivente) “non sono pertinenti al procedimento amministrativo”, e cioè non sarebbero rilevanti nella fattispecie.
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COSTITUZIONALE
In questa Sezione sono contenuti i principali provvedimenti in materia ad opera della Corte Costituzionale, suddivisi in base alle principali tematiche trattate ed inordine cronologico, scaricabili digitando sul titolo del documento.
PROVVEDIMENTI DI ALLONTANAMENTO E DIRITTO ALLA DIFESA LEGALE
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Sentenza del 13 - 17 Dicembre 2010 n. 359: illegittimità costituzionale dell’ articolo 14, comma 5- quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall’ articolo 1, comma 22, lettera m), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui non dispone che l’inottemperanza all’ordine di allontanamento, secondo quanto già previsto per la condotta di cui al precedente comma 5-ter, sia punita nel solo caso che abbia luogo «senza giustificato motivo».
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Sentenza del 21-24 giugno 2010 n. 227: illeggittima la parte della legge italiana di attuazione della decisione quadro in cui non prevede il rifiuto di consegna anche del cittadino di un altro Paese membro dell’Unione europea che abbia residenza o dimora nel territorio italiano.
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Ordinanza n. 277 del 29 ottobre 2009: inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai giudici penali di Livorno, Latina e Ferrara con riferimento alla circostanza aggravante «dello status di soggetto illegalmente presente nello Stato» di cui dell'art. 61, numero 11-bis, del codice penale, come introdotto dall'art. 1, lettera f), del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica). Le modifiche legislative nel frattempo intervenute in materia di contrasto penale all’immigrazione clandestina con l’entrata in vigore della legge n. 94/2009 rendono necessaria una nuova valutazione da parte dei giudici rimettenti circa la rilevanza e la non manifesta infondatezza delle questioni sollevate .
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Sentenza 16 luglio 2008, n. 278: legittimo l’utilizzo del servizio postale per la proposizione diretta, da parte dello straniero, del ricorso avverso il decreto prefettizio di espulsione, quando sia stata accertata l’identità del ricorrente in applicazione della normativa vigente.
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 21 dicembre 2007 n. 455: sulla possibilità di attribuire al Tribunale per i minorenni il potere di sospendere il decreto di espulsione emesso nei confronti dei genitori del minore oggetto del giudizio di accertamento dello stato di abbandono e, dall'altro, di escludere il trattenimento in un centro di permanenza temporanea per la madre di prole di età inferiore ai tre anni con lei convivente o, in subordine, per la madre nel primo anno di vita del figlio
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 23 novembre 2007 n. 397: questione di legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 2, lettera d), Testo Unico Immigrazione, straniero), «nella parte in cui non estende al padre naturale, cittadino extracomunitario, il beneficio della sospensione del provvedimento di espulsione in ipotesi di convivente in stato di gravidanza ovvero in presenza di prole dall’età infrasemestrale»
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Sentenza della Corte Costituzionale del 22 giugno 2006 n. 240: questione di legittimità costituzionale dell'art. 26, comma 7-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 il quale stabilisce la revoca del permesso di soggiorno per lavoro autonomo e l'espulsione del medesimo con accompagnamento alla frontiera in caso di condanna per reati in materia di diritto d’autore
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 5-14 aprile 2006 n. 158: sulla possibilità di riconoscere il divieto di espulsione ai sensi dell'art. 19 comma 2 lett. c) del Testo Unico Immigrazione anche per i familiari stranieri irregolari già conviventi in Italia con il coniuge straniero, in regola con il permesso di soggiorno (ed eventualmente con i figli), con i quali potrebbero essere ricongiunti ai sensi della stessa legge in materia di immigrazione
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Sentenza della Corte Costituzionale del: 17 luglio 2001 n. 252: sulla legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nella parte in cui non prevede il divieto di espulsione dello straniero che, entrato clandestinamente nel territorio dello Stato, vi permanga al solo scopo di terminare un trattamento terapeutico essenziale.
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Sentenza della Corte Costituzionale del 13 luglio 2000 n. 376: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 2, lett. d) del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico disciplina immigrazione), nella parte in cui non estende il divieto di espulsione al marito convivente della donna in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio.
DIRITTI CIVILI E SOCIALI
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Sentenza della Corte Costituzionale del 20 - 25 luglio 2011 n. 245: illegittimità costituzionale dell’articolo 116, primo comma, del codice civile, come modificato dall’art. 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole «nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano».
- Ordinanza della Corte Costituzionale del 2 novembre 2009 n. 285: si estende implicitamente a tutti gli stranieri extracomunitari regolarmente soggiornanti anche l'indennità di frequenza prevista dalla legge 11 ottobre 1990, n. 289 a favore dei minori che presentano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età
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Sentenza della Corte Costituzionale del 29-30 luglio 2008 n. 306: illegittima la norma che nega l'indennità di accompagnamento allo straniero, stabilmente e regolarmente in Italia, che non ha carta di soggiorno perché le sue condizioni di salute lo rendono totalmente inidoneo al lavoro e gli impediscono di produrre un reddito sufficiente per mantenere se stesso e i suoi familiari
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FAMIGLIA E MINORI
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Sentenza della Corte Costituzionela del 20 - 25 luglio 2011 n. 245: illegittimità costituzionale dell’articolo 116, primo comma, del codice civile, come modificato dall’art. 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole «nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano».
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 14-18 aprile 2008 n. 107: su asserita disparità di trattamento del cittadino italiano rispetto al cittadino di altri Stati membri dell'Unione europea, cui sarebbe applicabile l'art. 3 del d.P.R. 18 gennaio 2002, n. 54 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea – Testo A)
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 21 dicembre 2007 n. 455: sulla possibilità di attribuire al Tribunale per i minorenni il potere di sospendere il decreto di espulsione emesso nei confronti dei genitori del minore oggetto del giudizio di accertamento dello stato di abbandono e, dall'altro, di escludere il trattenimento in un centro di permanenza temporanea per la madre di prole di età inferiore ai tre anni con lei convivente o, in subordine, per la madre nel primo anno di vita del figlio
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 23 novembre 2007 n. 397: questione di legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 2, lettera d), Testo Unico Immigrazione, straniero), «nella parte in cui non estende al padre naturale, cittadino extracomunitario, il beneficio della sospensione del provvedimento di espulsione in ipotesi di convivente in stato di gravidanza ovvero in presenza di prole dall’età infrasemestrale»
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 23 novembre 2006 n. 395: questione di legittimità riguardante i requisiti per ottenere il ricongiungimento familiare, in particolare la previsione secondo la quale l’alloggio nella disponibilità dello straniero deve rientrare nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 25 ottobre - 9 novembre 2006 n. 368: sulla questione del ricongiungimento familiare con entrambi i genitori nel caso in cui solo uno di questi sia ultrasessantacinquenne ed il ricorrente abbia dimostrato che gli altri figli – che pure vivono nel Paese di origine o di provenienza – siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute
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Sentenza della Corte Costituzionale del 21 giugno - 4 luglio 2006 n. 254: questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli articoli 3, primo comma, e 29, secondo comma, della Costituzione, dell'art. 19, comma primo, delle disposizioni preliminari al codice civile, nella parte in cui, in caso di «mancanza di legge nazionale comune […], stabilisce che i rapporti patrimoniali tra i coniugi sono regolati dalla legge nazionale del marito al tempo della celebrazione del matrimonio».
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Ordinanza della Corte Costituzionale del 5-14 aprile 2006 n. 158: sulla possibilità di riconoscere il divieto di espulsione ai sensi dell'art. 19 comma 2 lett. c) del Testo Unico Immigrazione anche per i familiari stranieri irregolari già conviventi in Italia con il coniuge straniero, in regola con il permesso di soggiorno (ed eventualmente con i figli), con i quali potrebbero essere ricongiunti ai sensi della stessa legge in materia di immigrazione
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SOGGIORNO
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Sentenza della Corte Costituzionale del: 17 luglio 2001 n. 252: sulla legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nella parte in cui non prevede il divieto di espulsione dello straniero che, entrato clandestinamente nel territorio dello Stato, vi permanga al solo scopo di terminare un trattamento terapeutico essenziale.
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Sentenza della Corte Costituzionale del 13 luglio 2000 n. 376: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 2, lett. d) del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico disciplina immigrazione), nella parte in cui non estende il divieto di espulsione al marito convivente della donna in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio.
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PENALE
In questa sezione le principali pronunce dei Giudici di Pace, Tribunali e Cassazione in materia penale, suddivise in base alle principali tematiche prese in esame e in ordine cronologico. Per aprire e leggere l'intero documento basta cliccare sul titolo del provvedimento.
DIRITTO ALLA ASSISTENZA E ALLA DIFESA LEGALE
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Cassazione penale, Sentenza dell'11 marzo 2009 n. 10752: l’espulsione di cui all’art. 16, V° comma del d.lgs. n. 286/98 quale sanzione sostituiva alla detenzione, prevista su richiesta dello straniero detenuto che debba scontare una pena detentiva, anche residua, non superiore a due anni, in relazione ad una condanna per uno o più delitti con esclusione di quelli previsti dall’art. 407 , comma 2 del c.p.p., costituisce un diritto dello straniero ed esclude pertanto un potere discrezionale del giudice, nonché ugualmente un potere inibitorio del Pubblico Ministero
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"Simboli religiosi ed esclusione della configurabilità del reato di porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere".
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Tribunale di Roma, sezione distaccata di Ostia, sentenza 3 dicembre 2008: v assolto lo straniero imputato di detenzione e commercio di cd e dvd privi del contrassegno SIAE perché il fatto non costituisce reato. Ciò alla luce dell’interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia Europea con la sentenza dd. 08.11.2007 (causa C-20/05) per cui l’apposizione del contrassegno SIAE in vista della commercializzazione del prodotto costituisce una regola “tecnica” suscettibile di notifica da parte dello Stato membro alla Commissione Europea ai sensi della direttiva n. 98/34/CE. Tale obbligo è stato disatteso dallo Stato italiano, rendendo di conseguenza non opponibile al privato la normativa che prevede l’obbligo del contrassegno
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REATI CONNESSI AL SOGGIORNO IRREGOLARE
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Corte di Cassazione sentenza del 13 marzo - 2 aprile 2012 n. 12220: il rientro in Italia senza autorizzazione, trascorsi 5 anni, non è più previsto dalla legge come reato Divieto di ingresso non supera i cinque anni per diretta efficacia nell'ordinamento interno italiano della Direttiva Comunitaria in materia di immigrazione n. 115/2008
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Corte di Cassazione Sentenza del 27 ottobre 2011, depositata il 13 gennaio 2012, n. 977: aggravante della clandestinità - attribuita al giudice dell’esecuzione il potere di dichiarare la non eseguibilità della parte di pena riferibile all’aggravante costituzionalmente illegittima
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 10 gennaio 2012 n. 251: il reato di cui all’art. 600 cod. pen è adeguatamente integrato dall’approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica e non richiede la totale eliminazione della libertà di autodeterminazione del soggetto passivo. Quest’ultimo requisito era nella specie ravvisabile nella posizione di lavoratori extracomunitari indigenti e pertanto costretti ad accettare condizioni di lavoro di sfruttamento in mancanza di legittime alternative di vita
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 21 dicembre 2011 n. 47761: il reato di favoreggiamento aggravato sussiste ogni volta che si compiano azioni per favorire l'ingresso nel territorio di cittadini extracomunitari anche mediante quelle condotte immediatamente successive intese a garantire il buon esito dell'operazione
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 2 novembre 2011 n. 39550: non è possibile procedere al sequestro dell’immobile se il canone di locazione è ragionevole
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Tribunale di Siracusa Sentenza del 24 ottobre 2011: la sanzione penale ex art. 14 co 5 ter d.lgs 286/1998 relativa alla mancata ottemperanza all'ordine di allontanamento contrasta con la ratio e le finalità Direttiva 2008/115/CE ed è pertanto incompatibile con essa, per cui si assolve ***** dal reato ascrittogli, perché il fatto ora non è previsto dalla legge come reato
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 18 ottobre 2011 n. 37703: ai fini della configurabilità del reato di assunzione di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno va tenuto presente che il D.L. n. 42 del 2008 ha trasformato tale reato da colposo in doloso. E questa stessa Sezione della Corte ha precisato che il principio, ai sensi dell'art. 2, comma secondo, cod. pen., deve considerarsi valido anche in riferimento ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della menzionata modifica legislativa
- Tribunale di Pisa Sentenza depositata in data 11 ottobre 2011:
si revoca la sentenza di applicazione pena n. ****/2010 limitatamente al reato di cui all'art. 14 comma 5-ter D. Lgs 286/1998, accertato in Pisa il 13.6.2010, non essendo il fatto più previsto dalla legge come reato.
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 10 ottobre 2011 n. 36446: la nuova formulazione del D.Lgs. n. 286/1998, art. 14, co. 5-ter, non si pone in continuità normativa con la precedente disposizione - da luogo invece ad una nuova incriminazione, applicabile in quanto tale solo ai fatti verificatisi dopo l'entrata in vigore della normativa sopra citata
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Corte di Cassazione Sentenza del 1 settembre 2011 n. 32981: affinché possano essere utilizzate le dichiarazioni rese dai lavoratori clandestini in nero contro il proprio datore di lavoro, gli stessi devono essere reperibili.
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Corte di Cassazione Sentenza 18 aprile - 10 agosto 2011: "la misura cautelare applicata al ricorrente è stata disposta in relazione al reato di cui all'art. 14 comma 5 quater g. lgs/1998 e al momento della presente decisione risulta pendente dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione una questione di pregiudizialità relativa al possibile contrasto con la Direttiva 2008/115/CE con la norma incriminatrice di cui trattasi che ove accolta, potrebbe comportare la non previsione come reato del fatto contestato in via cautelare al ricorrente, sicchè si impone l'annullamento dell'ordinanza impugnata affinchè il giudice del merito proceda ad un nuovo esame dell'appello anche alla luce della considerazione che precede"
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Tribunale di Roma Ordinanza del 25 luglio 2011: nuova normativa espulsioni - revoca della condanna (art 14, co 5 ter) precedente il 24/12/2010 - si é ritenuto applicabile la norma comunitariain virtù del generale principio stabilito dall’art. 2 comma 2 c.p. (“nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato”) in quanto più favorevole.
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Corte di Cassazione Sentenza del 27 giugno 2011 n. 25615: qualora in un'azienda venga accertata l'assunzione di lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno, la responsabilità penale che ne consegue è riconducibile alla figura dell'amministratore unico anche se ad occuparsi delle assunzioni è stato, per specifico incarico, un dipendente.
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Tribunale di Milano Sentenza del 3 aprile - 19 maggio 2011 n. 5082: “per la sussistenza del reato previsto dall'art. 12, comma quinto bis, D.Lgs n. 286/1998, come novellato del D.L. n. 92 del 2008 convertito con modifiche dalla L. 125 del 2008, è richiesto il fine di trarre un ingiusto profitto dalla locazione di ul alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno, che può essere desunto da condizioni contrattuali comunque gravose rispetto ai valori di mercato”
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Corte di Cassazione Sentenza del 30 dicembre 2010 n. 45667: la nozione di “residenza” che viene in considerazione per la applicazione dei regimi di consegna previsti dalla Legge n. 69 del 2005 presuppone l’esistenza di un radicamenti reale e non estemporaneo dello straniero nello stato, tra cui indici concorrenti vanno indicati la legalità della sua presenza in Italia, l’apprezzabile continuità temporale e stabilità della stessa, la distanza temporale tra quest’ultima e la commissione del reato e la condanna conseguita all’estero
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Cassazione sentenza dell'8 luglio 2010 n. 259900: per il reato di assunzione di clandestino basta il dolo generico. La norma non prevede neppure che il soggetto attivo persegua finalità di ingiusto profitto e solamente la regolare presenza in Italia dello straniero, che è onere del datore di lavoro verificare indipendentemente dalle asserzioni e aspettative di colui al quale viene data occupazione ( esclude la sussistenza del reato contravvenzionale di cui si tratta
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Cassazione penale Sentenza del 2 Febbraio 2010 n. 4406: la circostanza aggravante di cui all'art. 61, n. 11 bis c.p. ha una natura esclusivamente soggettiva, riguardante la condizione personale del reo, quale persona illegalemente presente sul territorio nazionale, senza che abbia rilevanza se vi sia un nesso o meno tra il reato e lo stato di illegale presenza dell'agente al tempo in cui si è commesso il reato.
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Cassazione penale Sentenza 10 dicembre 2008 - 9 gennaio 2009 n. 394: L'ordine di lasciare il territorio nazionale, entro il termine di cinque giorni, emesso dalla Questura ai sensi del comma 5-bis dell'art. 14 D.Lgs. n. 286/1998 a seguito di decreto di espulsione, deve essere adeguatamente, benchè succintamente, motivato. Diversamente non sussiste il reato previsto e punito dal successivo comma 5-ter, per essersi lo straniero trattenuto sul territorio dello Stato in violazione di suddetto ordine.
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Cassazione penale - Sentenza 5 Agosto - 11 settembre 2008 n. 35112: l'art. 22, comma 10, T.U. Immigrazione (il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno), si riferisce a qualsiasi attività di lavoro svolto alle dipendenze, anche quello a termine, giornaliero e pure occasionale, purchè vi sia concreta occupazione lavorativa come rapporto subordinato.
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Cassazione penale - Sentenza del 25 luglio 2008 n. 31377: l'espulsione disposta nei confronti del condannato è una misura di sicurezza e non una misura alternativa alla detenzione per cui i suoi presupposti sono l'attualità del giudizio di pericolosità, già effettuato al momento della sua applicazione con la sentenza di condanna.
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Cassazione penale - Sentenza del 31 gennaio 2008 n. 6398 : definisce il favoreggiamento dell'immigrazione come “reato di pericolo", a nulla rilevando né la durata di tale ingresso, né la destinazione finale del trasferimento".
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Cassazione penale - Sentenza del 18 gennaio 2008 n. 2907: costituisce giustificato motivo della mancata ottemperanza dell’ordine di espulsione di un immigrato extracomunitario, l’appartenenza ad uno stato nazionale nel quale la condizione personale dell’immigrato omosessuale è penalmente sanzionata. Tale esimente, però, non può essere ricavanta in via automatica, ma richiede un accertamento in concreto, in particolare valutando se la legislazione penale del paese d’origine sanzioni penalmente proprio l'omosessualità come pratica personale o soltanto la manifestazione esteriore di "impudicizia sessuale"
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Cassazione penale, Sezioni Unite, sentenza 27 settembre 2007 – 16 gennaio 2008 n 2451: anche se la Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea con la conseguenza che i rumeni non sono più stranieri, non è possibile estendere il principio di retroattività della legge favorevole anche in questo caso: le norme modificatrici dello status dei cittadini rumeni “non possono considerarsi integratrici della norma penale, né possono operare retroattivamente”.
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Cassazione penale - sentenza 18 maggio-14 giugno 2006 n. 20374: il Questore non può emanare più di un decreto di espulsione nei confronti degli immigrati clandestini, e ciò al fine di evitare che gli immigrati, che non abbiano ottemperato ad un precedente ordine di allontanamento dal territorio italiano, siano processati e condannati più volte per lo stesso reato.
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- Tribunale di Rovigo - Sezione distaccata di Adria Ordinanza del 15 luglio 2011: reato di ingresso e soggiorno irregolare nel territorio dello Stato - palese contrasto con le finalità e gli scopi della direttiva 2008/115/CE – rinvio alla Corte di giustizia
REATI DI INGIURIE E DISCRIMINAZIONI AGGRAVATE DA RAZZISMO E XENOFOBIA
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CIVILE
In questa sezione le principali pronunce dei Giudici di Pace, Tribunali e Cassazione in materia civile, suddivise in base alle principali tematiche trattate ed inordine cronologico, Per aprire e leggere l'intero documento basta cliccare sul titolo del provvedimento.
ASILO E RIFUGIATI
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Tribunale di Roma Sentenza del 30 aprile - 8 maggio 2012: "può essere concessa, nel caso di specie, la protezione sussidiaria, in quanto la vicenda posta a fondamento della domanda ed il timore conseguente appaiono rientrare nella nozione di "danno grave" (art. 14 lett. c del D. Lgs. 251/2007) (si ringrazia l'Avv. Ballerini per la segnalazione)"
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Tribunale di Torino Ordinanza del 10 aprile 2012 n. 3309: “la Legge impone di considerare veritieri gli elementi delle dichiarazioni del richiedente la protezione internazionale non suffragati da prove, allorché egli abbia compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda e le sue dichiarazioni siano coerenti e plausibili e non in contraddizione con le informazioni generali e specifiche pertinenti al suo caso di cui si dispone"
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Tribunale di Torino Ordinanza del 12 febbraio 2012: “i motivi umanitari non devono necessariamente trovare un preciso riscontro in disposizioni costituzionali o internazionali, ma possono anche rispondere all'esigenza di tutela del diritti umani Imposta in via generale dall'art. 2 della Costituzione. L'istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari costituisce quindi una sorta di clausola di salvaguardia del sistema che consente l'autorizzazione al soggiorno in tutte quelle fattispecie concrete che non trovano una compiuta corrispondenza in fattispecie astratte”.
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Corte d'Appello di Roma Sentenza del 17 gennaio 2012 n. 57083: "si reputa che l'appartenenza del ricorrente al partito di opposizione, unitamente allo svolgimento di attività professionale (fotografo reporter) che lo espone pubblicamente, siano circostanze idonee a fondare il rischio, in caso di rientro nel Paese di origine (Gambia), di subire violenze o trattamenti degradanti, e quindi sussistano circostanze rilevanti ai fini e per gli effetti del riconoscimento della protezione internazionale"
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Corte di Cassazione Ordinanza del 30 giugno - 11 ottobre 2011: ammissibile il riconoscimento dello status di asilo politico per le persecuzioni subite a mezzo di atti di violenza fisica e psichica e di provvedimenti amministrativi e giudiziari messi in atto da organi dello Stato del Togo a causa della sua appartenenza al partito di opposizione e dell'essere figlio di un esponente influente di tale partito che per tale motivo era stato incarcerato e presumibilmente ucciso in carcere.
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Tribunale di Roma Sentenza del 21 giugno 2011 n. 5944: "rilevato che esistono fondati elementi che inducono a ritenere che il rientro nel paese di origine esporrebbe la ricorrente a situazioni di grave rischio, stante il perdurare ed il diffondersi di numerosi conflitti locali, a sfondo politico, etnico e religioso, e di un clima generale di violenza, in un contesto di assoluta carenza delle condizioni minime di sicurezza, soprattutto in relazione alla condizione femminile (...) si riconosce alla signora (...) nata in Nigeria (...) la protezione sussidiaria di cui all’art. 14 del d.lgs. 19 novembre 2007, n. 251, richiamato dall’art. 2, lett. F) del d.lgs. 28 gennaio 2008 n. 25"
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Tribunale di Verona Decreto del 9 giugno 2011: protezione umanitaria in ragione dell'orientamento sessuale del richiedente. Annullato il provvedimento di diniego al rilascio di un permesso di soggiorno ex art. 5, c.6 D.Lgs.286/98.
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Corte di Cassazione Civile Sentenza del 23 dicembre 2010 n. 26056: al fine della concessione o negazione dello status di rifugiato, è doverosa ampia indagine, acquisendo completa documentazione anche officiosa e di complessiva valutazione anche della situazione reale del Paese di provenienza, doveri imposti dal D.Lgs. n. 25 del 2008. Secondo detta norma, ciascuna domanda deve essere esaminata alla luce di informazioni aggiornate sulla situazione del Paese di origine del richiedente asilo, informazioni che la Commissione Nazionale fornisce agli organi giurisdizionali chiamati a pronunciarsi su impugnazioni di decisioni negative.
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Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza del 21 aprile 2009, depositata il 19 maggio 2009, n. 11535: le Commissioni territoriali competenti a decidere delle domande di asilo devono, nei casi in cui non accolgano la domanda di protezione umanitaria, trasmettere gli atti al Questore per l'eventuale rilascio del permesso di soggiorno, quando ricorrano gravi motivi di carattere umanitario, e sussiste la giurisdizione del giudice ordinario su un provvedimento del Questore di diniego di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, richiesto ai sensi dell'art. 5, sesto comma del d.lgs n. 286 del 1998.
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Corte di Cassazione - Sentenza del 2 febbraio 2005 n. 2091: non spetta il riconoscimento dello status di rifugiato a qualunque soggetto che si allontani da un paese nel quale, notoriamente, sussista grave e diffusa compressione dei diritti civili, spettando lo status solo a colui che versi nel fondato timore di essere personalmente perseguitato inragione delle proprie idee o della propria condizione.
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CITTADINANZA ITALIANA E APOLIDIA
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Tribunale di Roma Sentenza del 23 dicembre 2011 - 10 gennaio 2012 n. 133: sussistono tutti i presupposti per l'accoglimento della domanda di riconoscimento dello status di apolide, per non essere la ricorrente riconosciuta da alcuno Stato (Stato di nascita ovvero con il quale ha intrattenuto rapporti rilevanti tali da dar vita ad un collegamento) come cittadina alla stregua della sua legislazione
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Tribunale di Lecce sentenza del 5 Marzo 2010: va equiparata all'apolide una cittadina cubana che ha acquisito rispetto all'ordinamento di detto Paese la qualifica di emigrante e perciò perduto diritti e prestazioni essenziali, costituenti l’in se della cittadinanza cubana
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Corte di Appello di Salerno, Decreto del 20 agosto 2009, n. 32: il figlio minore, nato dal matrimonio tra cittadini stranieri, che in seguito a separazione giudiziale, viene affidato ad uno di essi, ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana anche nel caso in cui l’altro genitore, non affidatario, diventa cittadino italiano dopo la separazione. Per la Corte quello che è importante che si mantenga un rapporto tale da assicurare “la continuità di uno stabile rapporto familiare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continua ad esercitare la sua potestà nelle forme di legge, così da poter assicurare l’effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio”
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Corte d'Appello di Firenze, sentenza dell'8 maggio 2009, n. 138: in materia di riconoscimento giudiziario dello status di apolidia, al pari degli altri procedimenti riguardanti lo stato delle persone, si deve adottare il rito camerale, in base al quale la competenza territoriale del giudice si radica nel luogo di domicilio o di residenza del soggetto che chiede l'accertamento dello status, e non in quello dell'Amministrazione convenuta.
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Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
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Corte di Cassazione - Sentenza 11 aprile – 22 novembre 2007 n. 24312: l'effetto preclusivo dell'acquisto della cittadinanza, previsto dall'art. 6 della legge n. 91 del 1992, dipende non tanto dalla mera irrogazione della sanzione penale, quanto dall'accertamento della responsabilità e dal giudizio di colpevolezza e pertanto non può derivare dalla pronuncia della sentenza di applicazione su richiesta ma richiede una vera e propria sentenza di condanna.
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DISCRIMINAZIONE
- Tribunale di Brescia Ordinanza dell'11 aprile 2012 n. 488: riconosciuta la natura discriminatoria dell’ordinanza del Sindaco di Chiari del 26 settembre 2011, con la quale veniva disposto il requisito del possesso del titolo di soggiorno (permesso di soggiorno o carta di soggiorno) ai fini della pubblicazione di matrimonio del cittadino straniero
- Tribunale di Milano (sez. lavoro) Ordinanza del 22 marzo 2012: condanna per molestie razziali al datore di lavoro che si rivolge con epiteti razzisti al lavoratore (in applicazione dell’ articolo 2 comma 3 del decreto legislativo 215 del 2003)
- Tribunale di Trieste decreto del 17 marzo 2012: illegittima l'esclusione degli infermieri extracomunitari dai concorsi pubblici
- Tribunale di Perugia Sentenza del 15 - 16 marzo 2012 n. 196: lo straniero disabile ha diritto all’assegno di invalidità dalla data della domanda e non dal rilascio del permesso UE per lungo soggiornanti
- Corte di Cassazione Sentenza del 14 marzo 2012 n. 4110: manifesta infondatezza della pretesa dell’INPS di richiedere il requisito del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti ai fini dell'accesso alle prestazioni di assistenza sociale che costituiscono diritti soggettivi alla luce della legislazione introdotta dall'art. 80 c. 19 della legge n. 388/2000
- Corte di Cassazione Sentenza del 1° dicembre 2011 - 2 febbraio 2012 n. 1453: non può essere esclusa per mancanza della condizione di reciprocità la domanda di risarcimento del danno patrimoniale e non avanzata dai parenti tunisini della vittima di un incidente stradale perché l’art. 16 delle preleggi deve essere interpretato in modo costituzionalmente orientato, ai sensi dell’art. 2 Cost., che assicura la tutela integrale dei diritti inviolabili della persona in quanto tale, e non in quanto appartenente alla comunità politica.
- Tribunale di Brindisi Sentenza del 24 gennaio 2012 n. 295: in base all’art. 3 l. 8/8/1995 n. 335 le prestazioni sociali devono essere garantite, oltre che ai possessori di Permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo, anche a tutti i cittadini non comunitari regolarmente residenti.
- Tribunale di Milano, sez. lavoro, Ordinanza depositata il 12 gennaio 2012 n. 15243/2011 RG: dichiarato illegittimo in quanto avente carattere discriminatorio l’art. 3 del Bando nazionale per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero (il c.d. Servizio Civile Nazionale), nella parte in cui ha previsto il requisito della cittadinanza italiana.
- Tribunale di Milano Sentenza del 20 dicembre 2011 n. 6287: illegittimità dell’esclusione degli infermieri extracomunitari dai concorsi pubblici e dalle procedure di stabilizzazione del personale nella Pubblica Amministrazione.
- Tribunale di Perugia Sentenza del 27 - 28 ottobre 2011 n. 825: il ricorrente ha diritto alla pensione di invalidità civile a decorrere dal 1 marzo 2008
- Corte di Cassazione Sentenza del 1° settembre 2011 n. 17966: il cittadino marocchino in possesso del permesso di soggiorno ma non della carta di soggiorno può ottenere le prestazioni di cui alla legge n. 118 del 1971
- Tribunale di Genova, ordinanza del 16 agosto 2011: discriminatoria l’esclusione dei cittadini di Paesi terzi non membri dell’UE dalle selezioni per gli incarichi di rilevatori comunali nel censimento generale della popolazione
- Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, sentenza del 12 agosto 2011: Censimento generale della popolazione - I Comuni non possono escludere i cittadini extracomunitari dalle selezioni per il reclutamento dei rilevatori addetti al censimento
- Tribunale di Firenze, Ordinanza depositata il 9 agosto n. 2940/2011 R.G: l’assegno di maternità comunale va riconosciuto anche alle donne apolidi
- Tribunale di Trieste ordinanza del il 5 agosto 2011 n. 479/2011: il requisito di anzianità di residenza costituisce una discriminazione indiretta o dissimulata vietata dall'ordinamento dell'Unione europea, in quanto contrario al principio di libertà di circolazione dei cittadini di altri Paesi membri dell'UE e a quello di parità di trattamento previsto a favore non solo dei cittadini comunitari, ma anche di altre categorie di cittadini stranieri di Paesi terzi non membri dell'UE, ma ugualmente protetti da specifiche norme di diritto europeo (i titolari del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti e i rifugiati e i titolari della protezione sussidiaria)
- Tribunale di Milano ordinanza depositata il 13 luglio 2011: discriminatorio il comportamento del Ministero dell’Interno che impedisce agli stranieri esclusi illegittimamente dalla procedura di emersione per effetto dell’applicazione dell’art. 14 c. 5 ter d.lgs. n. 286/98 di poter chiedere la riapertura del procedimento, rendendo così impossibile la fruizione della parità di trattamento spettante ai lavoratori regolari.
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- Tribunale di Monza ordinanza depositata il 10 giugno 2010 n. 36: discriminatoria la condotta del Comune che non concede ai lungo soggiornanti l’assegno INPS per i nuclei familiari numerosi
- Tribunale di Vicenza ordinanza depositata il 31 maggio 2011 n. 1684: discriminatoria la condotta del Comune che aumenta arbitrariamente i parametri per il rilascio dei certificati di idoneità abitativa degli alloggi in uso agli stranieri
- Tribunale di Milano, ordinanza depositata il 2 maggio 2011: “l’Amministratore pubblico che invita pubblicamente la cittadinanza a non affittare agli stranieri commette un atto di discriminazione”
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Tribunale di Brescia ordinanza del 31 marzo 2011 n. 588: discriminatoria l'ordinanza del Comune di Calcinato che chiedeva agli stranieri un reddito minimo e l'idoneità dell'alloggio ai fini dell'iscrizione anagrafica e subordinava l'ospitalità di cittadini stranieri all'idoneità abitativa
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Tribunale di Bologna Sentenza depositata l'8 marzo 2011 n. 528/2010: sulla base di quanto previsto dal diritto comunitario e, specificatamente, dall'art. 39 del TCE, così come interpretato dalla Corte di Giustizia europea, i posti di lavoro della Pubblica Amministrazione possono essere messi a disposizione esclusivamente dei cittadini dello Stato solo ove gli stessi comportino un esercizio del potere di imperio con funzioni caratterizzate da definitività, continuità e abitualità. Nel caso in esame , trattandosi di contratti a tempo determinato, l'Amministrazione non poteva certo avvalersi della deroga prevista dalla normativa europea.
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Tribunale di Lodi Ordinanza del 18 febbraio 2011 RG 371/11: la situazione soggettiva della ricorrente doveva godere di particolare protezione in quanto titolare di carta di soggiorno ai sensi della normativa di recepimento della direttiva comunitaria n. 109/2003, la quale prevede espressamente una clausola di parità di trattamento nell'accesso alle attività lavorative subordinate o autonome, purchè non implichino, nemmeno in via occasionale la partecipazione all'esercizio di pubblici poteri (art. 11 comma 1).
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Corte di Cassazione, ordinanza del 15 febbraio 2011 n. 3670: respinto il ricorso per regolamento di giurisdizione presentato dall’amministrazione comunale di Brescia contro i provvedimenti che avevano costretto il Comune ad elargire il bonus bebé anche ai residenti non aventi la cittadinanza italiana o comunitaria. La competenza rimane al giudice ordinario
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Tribunale di Biella, Ordinanza del 23 luglio 2010 n. 345: discriminatoria la decisione dell'Azienda Sanitaria, che aveva negato la partecipazione ad un concorso pubblico per collaboratori sanitari ad una candidata in quanto priva della cittadinanza italiana o di un altro Paese dell'Unione europea, in quanto in contrasto con il principio di parità di trattamento in materia di occupazione tra lavoratori migranti e lavoratori nazionali imposto dalla legge di ratifica della Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975
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Tribunale di Roma, ordinanza del 27 maggio 2010: non è discriminatorio il comportamento di un direttore responsabile di un periodico nel quale vengono pubblicati annunci economici che contengono forme di discriminazione su base etnico-razziale o religiosa.
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Tribunale Civile di Brescia, Ordinanza del 19 Gennaio 2010 n. 4536/09: riconopsciuta la discriminazione collettiva contenuta nella delibera del comune di Chiari che aveva promosso un bando per l'assegnazione di borse di studio a favore di studenti di scuole secondarie ed universitari riservato esclusivamente ai cittadini italiani residenti. Conseguentemente, il giudice di Brescia ha ordinato al Comune di modificare la delibera, escludendo la clausola discriminatoria di cittadinanza, e di fissare nuovi termini di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso.
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Tribunale Civile di Milano Ordinanza dell'11 gennaio 2010 n. 9083: è discriminatoria la norma di cui al D.M. n. 56/2009 che riserva l'accesso alle graduatorie per i lettori di lingua straniera ai soli cittadini italiani o dei Paesi membri dell'Unione europea, con una possibilità limitata e residuale per i cittadini di altri Paesi qualora debba essere insegnata una lingua che sia ufficiale esclusivamente in Paesi non comunitari e ove non siano reperibili candidati in possesso della cittadinanza comunitaria.
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Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009: discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
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Tribunale di Bolzano, ordinanza del 16 giugno 2009 n. 379: discriminatorio il bando della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen che assegna ai soli cittadini dell’Unione europea finanziamenti finalizzati all’apprendimento di lingue straniere, escludendo i cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti.
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Tribunale di Parma Ordinanza del 13 Maggio 2009: il requisito della cittadinanza é irragionevole e discriminatorio ai fini dell’accesso al lavoro allorché si tratti di attività semplici realizzate dal p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza può essere invece validamente richiesto solo in quanto riferito allo svolgimento di attività comportanti l’esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale
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Cassazione Civile, Sentenza del 7 maggio 2009 n. 10504: i familiari superstiti del cittadino extracomunitario deceduto in un incidente stradale hanno diritto ad accedere al risarcimento del danno a prescindere dalla cittadinanza e senza la verifica della condizione di reciprocità.
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Tribunale di Brescia ordinanza del 20 febbraio 2009: il Bonus bebè previsto dal Comune di Brescia come da destinarsi ai soli nuclei familiari di cittadini italiani ovvero in cui almeno uno dei genitori sia cittadino italiano è illegittimo in quanto discriminatorio.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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- Corte di Cassazione - Sezione lavoro - sentenza 19 ottobre-13 novembre 2006, n. 24170: stranieri disabili, iscrizione a liste collocamento speciali e ipotesi di discriminazione
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ESPULSIONI
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Corte di cassazione ordinanza del 22 marzo 2012 n. 4636: allontanamento di cittadini comunitari - la possibilità di prendere in considerazione anche le sentente pronunciate ai sensi dell'art. 444 c.p.p. è espressamente contemplata dal medesimo art. 20, comma 3. 4.2. del D. Lgs 30/2007 e successive modifiche
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Corte di Cassazione Ordinanza del 7 marzo 2012 n. 3568: l'obbligo di ricorrere alla cd. procura consolare non è nè generale nè presumibile, correlativamente potendosi predicare la nullità di una procura con sottoscrizione autenticata dal difensore soltanto ove sia affermato che all'atto del rilascio lo straniero era all'estero
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Corte di Cassazione Ordinanza del 6 marzo 2012 n. 3489: "non sono ammessi equipollenti all'adempimento del minimo requisito dì legalità dell'atto amministrativo di espulsione (quello della attestazione di conformità della copia consegnata all'originale sottoscritto dal Prefetto o da delegato/sostituto) sì che la motivazione addotta dal GdP sulla sufficienza del mero atto di consegna appare affatto illegittima "
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- Corte di Cassazione Ordinanza dell'8 settembre 2011 n. 18480:
"appare manifesta la fondatezza del ricorso che denunzia l'indebita valutazione di non rinnovabilità fatta dai GdP quale ostacolo a ritenere intempestivo e quindi invalido il decreto di espulsione de quo che appare al proposito di rilievo richiamare, sulla rilevanza "esterna" del lavoro stagionale anche ai fini del tramutamento "per conversione" del titolo di soggiorno stagionale, quanto affermato da questa Corte"
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Tribunale di Varese Decreto del 30 maggio 2011: si disapplica per contrasto con l’art. 7 n. 1 della Direttiva 2008/115/CE e si annulla l’espulsione amministrativa ex art. 13 d.lgs. 286/1998 in quanto non prescrive la concessione di un termine per la partenza volontaria, compreso tra i sette e i trenta giorni
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Giudice di Pace di Alessandria Sentenza del 6 maggio 2011: "l'art. 7 § 1. primo periodo, direttiva n. 115/2008/CE è norma dotata di effetto diretto, contenendo obbligazioni gravanti sugli Stati membri espresse in termini non equivoci, non soggette ad alcuna condizione e non subordinate - quanto all'effettività – da alcun atto di ulteriore attuazione da parte delle Istituzioni europee o degli Stati membri. Ne consegue che una decisione di rimpatrio deve indicare un termine -appropriato a ciascuna situazione- del quale può disporre il cittadino di Paese terzo per fare ritorno al proprio Paese; termine che non può essere inferiore a sette giorni (fatta eccezione per i casi di cui all'art. 7 § 4 della direttiva) e non superiore a trenta, a meno che le circostanze specifiche del caso non rendano necessario un prolungamento di tale termine."
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Corte di Cassazione Sentenza del 3 febbraio 2011 n. 2647: può rimanere in Italia l’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede di non essere rimpatriato per non compromettere il benessere psico-fisico del proprio figlio piccolo nato nel nostro Paese da una madre straniera ma residente regolarmente in Italia per ragioni di lavoro. L'articolo 31 TUI non postula necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obbiettivamente grave
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Corte di Cassazione Sentenza del 12 ottobre 2010 n. 21060: per il detentore del visto uniforme Schengen non è esigibile altro onere all'atto dell'ingresso che non sia quello della disponibilità del predetto visto di ingresso, potendosi poi fondare su prove documentali ed orali la valutazione della data di ingresso nello Stato ai fini del tempo decorso per la richiesta del titolo di soggiorno.
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Tribunale di Torino, decisione del 6 luglio 2009 (R.G. n. 6353/2008 V.G.): L’aver compiuto reati minori di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali e percosse, oramai risalenti nel tempo, unitamente a denunce più recenti per contrabbando di tabacchi e porto abusivo d’armi non possono fondare, di per sé soltanto, un giudizio di pericolosità sociale del cittadino comunitario tale da giustificare l’adozione di un provvedimento espulsivo per motivi di pubblica sicurezza. Ugualmente, la mancata disponibilità di fonti lecite di reddito non può essere motivo di allontanamento per ragioni di sicurezza pubblica, in quanto la normativa comunitaria esclude che provvedimenti di allontanamento possano essere motivati da ragioni di ordine economico o di prevenzione generale. Nel caso specifico, inoltre, non si sono tenuti in debita considerazione i legami sociali e familiari dell’interessato con il territorio nazionale, derivanti dalla presenza in Italia della convivente e della loro figlia di anni tre. Per tali ragioni, il provvedimento di espulsione emanato dal Prefetto è illegittimo e deve essere annullato.
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Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
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Corte di Cassazione - Sentenza 10 dicembre 2008 - 9 gennaio 2009, n. 394: nel provvedimento di invito ad allontanarsi emesso dal Questore a seguito di espulsione prefettizia sussiste l'obbligo di motivazione che non può essere soddisfatto attraverso il mero richiamo al provvedimento prefettizio di espulsione perché diversi sono i presupposti dell’uno e dell’altro provvedimento e diverso ne è l’oggetto.
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Corte di Cassazione - Ordinanza del 29 gennaio - 4 luglio 2008, n. 18518: la spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l'espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale
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Corte di Cassazione - Sentenza 29 febbraio 2008 n 5714: su espulsioni cumulative o collettive
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Giudice di Pace di Treviso - verbale di udienza del 20 Febbraio 2008: in materia di accoglimento di ricorso contro espulsione a causa "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”, come ora previsto con il Decreto legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
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Corte di Cassazione - Sentenza n. 1649/2007: l’immigrato senza permesso che chiede di essere messo in regola (nel caso in questione con la sanatoria 2002) non può essere espulso se la procedura non si è ancora conclusa
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Corte di Cassazione – Sentenza 11 maggio 2007 n. 10922: in tema di espulsione dello straniero non è configurabile un ulteriore limite derivante dal rispetto di un supposto principio di proporzionalità tra sanzione espulsiva ed interessi familiari dell'espellendo, dato che la materia è esaustivamente regolata dalla normativa vigente
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Cassazione civile - sentenza 9 gennaio - 20 marzo 2007, n. 6590: il possesso del visto Schengen da parte dell'extracomunitario presente nel territorio italiano lascia presumere, salvo specifica prova del suo ingresso clandestino o con falsificazione dei documenti, che lo straniero abbia fatto legittimo ingresso nello Stato, rimanendo peraltro aperto l'ulteriore problema della mancanza di un titolo di soggiorno
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FAMIGLIA E MINORI
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Corte di Cassazione Ordinanza del 19 aprile 2012 n. 6186: "la sopravvenienza della nuova previsione restrittiva di cui all'art. 19 c. 2 lett. C del T.U. indotta dalla entrata in vigore dell'art. 1 comma 22 lett. P della legge 94 del 2009 ha indiscutibile efficacia immediata in ordine alla verifica giurisdizionale della sussistenza del diritto al permesso per coesione familiare, non essendosi maturato, al di la della domanda (3.8.2009), alcun accertamento della situazione fonte del diritto ed essendo la nuova previsione (entrata in vigore il 9.8.2009) dei requisiti di insorgenza del diritto indiscutibilmente applicabile, da parte dell'Amministrazione ed in difetto di alcuna previsione di riserva intertemporale, a tutte le situazioni ancora in via di accertamento in sede amministrativa."
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Tribunale di Brescia Ordinanza dell'11 aprile 2012 n. 488: riconosciuta la natura discriminatoria dell’ordinanza del Sindaco di Chiari del 26 settembre 2011, con la quale veniva disposto il requisito del possesso del titolo di soggiorno (permesso di soggiorno o carta di soggiorno) ai fini della pubblicazione di matrimonio del cittadino straniero
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Corte di Cassazione Ordinanza del 7 marzo 2012 n. 3566: dichiarato inammissibile il ricorso sul rilievo per il quale era stato evocato in giudizio il Questore di Roma, anche presso l'Avvocatura Generale dello Stato, in luogo dell'unico legittimato nel procedimento ex art. 30, comma 6 del T.U., ossia il Ministero dell'Interno
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Tribunale di Forlì Decreto del 23 - 27 febbraio 2012 n. 424: si afferma l’unità familiare come un diritto soggettivo a seguito del recepimento della Direttiva 2003/86/CE del 22.09.2003 da parte del D.Lgs. 5/2007 e si sottolinea l’obbligo di un’istruttoria in termini di attualità e concretezza che tenga conto di tutti i profili evidenziati dalla norma
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Tribunale per i Minorenni di Genova Sentenza del 28 dicembre 2011 depositata il 27 gennaio 2012 n. 231: "emerge la necessità che il nucleo familiare, radicato e inserito in Italia da molti anni, non venga gravemente turbato dall'allontanamento della figura paterna che ha dimostrato, attraverso un percorso di recupero e riabilitazione portato avanti, di aver superato le proprie problematiche e di esser diventato per i figli un indispensabile punto di riferimento materiale, educativo ed affettivo" (si ringrazia l'Avv. Ballerini per la segnalazione )
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Tribunale per i Minorenni di Catania Decreto del 14 - 23 dicembre 2011 n. 3338: art. 31 co. 3 TUI - "nel caso di specie, vanno senz'altro considerati sussistenti i "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico" del minore, il quale, come emergente dalla documentazione prodotta, oltre alla necessità di proseguire le cure già avviate presso l'ospedale Vittorio Emanuele di Catania, dove è stato ricoverato dal 28.09.2011 al 12.10.2011, a seguito di diagnostica TBC, risulta perfettamente inserito, sebbene in tenera età, nel contesto socio-ambientale in cui è nato, insieme ai genitori, i quali lavoravano come braccianti agricoli, attività che la madre del minore, proprio per la necessità di prendersi cura del figlio, ha momentaneamente sospeso"
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 7 ottobre 2011 n. 20719: limiti alla espulsione ed al favor per la concessione del p.d.s. per ragioni familiari di cui agli artt. 19 c. 2 lett. C del decr. legis. 286/98 e 28 c. 1 lett. B del dPR 394/99 (avendo infatti lo straniero goduto di p.d.s. perché convivente con la madre cittadina italiana): la Corte di Appello ha erroneamente posto le varie situazioni ostative (o di contro impositive della espulsione o dell’allontanamento) sullo stesso piano, in tal guisa valutando che i precedenti penali dello straniero, peraltro antecedenti al rilascio del p.d.s. del 2004, e la indebita frequentazione di persone 'poco raccomandabili', potessero giustificare il rigetto della istanza di rinnovo
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 23 settembre 2011 n. 14964: rilevanza giuridica alle manifestazioni di volontà del minore relativamente alle decisioni che riguardano la sua vita affettiva o relazionale, nella specie la volontà di instaurare e mantenere la convivenza con il parente straniero è stata manifestata non solo dal minore ma anche da entrambi i genitori e pertanto deve ritenersi integrata pienamente la fattispecie di cui all’art. 19, 2 comma lettera c) del d. lgs. n. 286 del 1998
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Tribunale di Treviso Sentenza del 9 maggio 2011 n. 185: rifiuto espresso dall'ufficiale dello stato civile avverso la richiesta di trascrizione di copia di atto di accertamento di sussistenza dei vincoli coniugali – il Tribunale in accoglimento del ricorso ordina all'ufficiale dello stato civile di procedere alla trascrizione dell'atto
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Tribunale di Piacenza Decreto del 5 maggio 2011: non aver potuto ottenere il nulla osta previsto dall'art. 116 c.c., poiché l'Algeria subordina il rilascio del documento di nulla osta allo “attestato di conversione all'Islam” proveniente dal nubendo non musulmano (e, nel caso in esame, il signor ... non intende aderire alla religione musulmana) non impedisce la richiesta di pubblicazioni e il successivo matrimonio civile
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Corte di Cassazione Sentenza del 3 febbraio 2011 n. 2647: può rimanere in Italia l’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede di non essere rimpatriato per non compromettere il benessere psico-fisico del proprio figlio piccolo nato nel nostro Paese da una madre straniera ma residente regolarmente in Italia per ragioni di lavoro. L'articolo 31 TUI non postula necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obbiettivamente grave
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Corte di Cassazione Sentenza dell'11 gennaio 2011 n. 450: pari tutela ai familiari di vittime di incidenti stradali, siano essi italiani o immigrati che vivono nel luogo d'origine. I familiari di extracomunitari vittima di incidenti della strada nel nostro Paese devono, infatti, essere risarciti anche se vivono nel luogo d'origine.
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Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
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Tribunale di Firenze, Decreto del 23 ottobre 2009: illegittima la revoca del nulla osta al ricongiungimento familiare precedentemente rilasciato a favore del padre della ricorrente, motivato con riferimento alla circostanza che il genitore fosse già presente sul territorio nazionale. Il precario stato di salute dell’interessato ha costituito infatti una causa di incolpevole impossibilità di attuare il presupposto dell'assenza del territorio nazionale, per cui il provvedimento dell’amministrazione deve essere annullato.
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Corte d'Appello di Firenze, Ordinanza del 12 giugno 2009: il rilascio del visto è solo un’azione consequenziale al rilascio del nulla osta e la rappresentanza diplomatica non ha alcun potere discrezionale, e pertanto l’autorità consolare non ha alcuna discrezionalità circa la valutazione della sussistenza dei requisiti.
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Tribunale di Forlì, Decreto 8 Giugno 2009: in materia di ricongiungimenti familiari "allorquando il procedimento amministrativo consti di varie fasi distinte, ciascun atto della serie trova la sua disciplina, in mancanza di disposizioni particolari in senso diverso, nelle norme del tempo del suo venire in essere".
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Tribunale di Torino - Ordinanza del 29 maggio 2009: il d.lgs. 160/08, entrato in vigore il 5 novembre 2008, che ha modificato l'art. 29, comma 1, lett. d), del d.lgs. 286/98 nel senso di permettere allo straniero di richiedere il ricongiungimento con i genitori a carico solo ove questi non abbiano altri figli nel Paese di origine, non può incidere sui procedimenti di ricongiungimento familiare iniziati prima di tale data e ricadenti sotto la disciplina previgente, nel caso in cui lo Sportello Unico abbia già provveduto a rilasciare il nulla osta dandone comunicazione all'autorità consolare.
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Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009: un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
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Corte di Cassazione - Sentenza 29 aprile - 14 novembre 2008, n. 27224: é ritenuto illegittimo il diniego di ingresso in Italia per ricongiungimento familiare del cittadino extracomunitario coniugato con cittadino/a italiana, per il solo fatto che abbia pendente nei suoi confronti un provvedimento di espulsione con la relativa segnalazione nell’area Schengen.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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Giudice di Pace di Treviso - verbale di udienza del 20 Febbraio 2008: in materia di accoglimento di ricorso contro espulsione a causa "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”, come ora previsto con il Decreto legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
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Corte di Cassazione a Sezioni Unite - Sentenza 24 luglio 2007, n. 16301: il permesso di soggiorno emesso dal questore in conseguenza del provvedimento, con cui il tribunale dei minorenni autorizza un familiare extracomunitario del bambino a restare sul territorio italiano per soddisfare le esigenze primarie del piccolo, è un atto dovuto e non discrezionale. Ne deriva che la giurisdizione sulle relative controversie compete al giudice ordinario e non a quello amministrativo
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- Corte di Cassazione Sentenza del 7 settembre 2011 n. 18384: accolto il ricorso proposto da cittadina italiana tendente ad ottenere il rilascio del visto di ingresso per ricongiungimento familiare in favore del fratello affetto da malattia cronica invalidante.
LAVORO
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Tribunale di Milano ordinanza depositata il 13 luglio 2011: discriminatorio il comportamento del Ministero dell’Interno che impedisce agli stranieri esclusi illegittimamente dalla procedura di emersione per effetto dell’applicazione dell’art. 14 c. 5 ter d.lgs. n. 286/98 di poter chiedere la riapertura del procedimento, rendendo così impossibile la fruizione della parità di trattamento spettante ai lavoratori regolari.
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Corte di Cassazione Sentenza del 21 Dicembre 2010 n. 25859: lo scambio di prestazioni di lavoro domestico, rese da una straniera estranea alla famiglia, contro vitto, alloggio e retribuzione pecuniaria sia pur modesta, dà luogo a rapporto di lavoro subordinato, ove non risultino tutti gli elementi del rapporto cosiddetto alla pari, richiesti dalla legge 18 maggio 1973, n. 304
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Tribunale di Biella, Ordinanza del 23 luglio 2010 n. 345: discriminatoria la decisione dell'Azienda Sanitaria, che aveva negato la partecipazione ad un concorso pubblico per collaboratori sanitari ad una candidata in quanto priva della cittadinanza italiana o di un altro Paese dell'Unione europea, in quanto in contrasto con il principio di parità di trattamento in materia di occupazione tra lavoratori migranti e lavoratori nazionali imposto dalla legge di ratifica della Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975
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Corte di Cassazione, sentenza del 26 marzo 2010 n. 7380: l'obbligo contributivo è una conseguenza automatica dell'obbligo retribuitivo che sussiste anche quanto lo straniero impiegato è irregolarmente presente sul territorio nazionale. Questo in virtù della lettura congiunta dell'art. 2126 del c.c. unitamente all'art. 22 del d.lgs. n. 286/98. Il fatto che il datore di lavoro sia stato già sanzionato penalmente per l'impiego di manodopera irregolare con la somministrazione di un'ammenda è ininfluente
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Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009: discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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Corte di Cassazione Sentenza 7 maggio - 7 agosto 2008 n. 21365: é presumibile che chi dà una mano con le faccende di casa sia un lavoratore dipendente, e quindi gli vanno riconosciuti stipendio e contributi. Per dimostrare che lo fa gratuitamente, per motivi affettivi simili a quelli che legano dei familiari, ci vogliono “prove rigorose”.
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Tribunale di Padova, sentenza del 19 ottobre 2007 n. 737: il rapporto di lavoro del lavoratore non comunitario "clandestino" o irregolare, vale a dire non munito del permesso di soggiorno, non comporta la soppressione dei diritti patrimoniali maturati in conseguenza dello svolgimento della prestazione lavorativa
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LAVORO IN PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
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Tribunale Civile di Milano Ordinanza dell'11 gennaio 2010 n. 9083: è discriminatoria la norma di cui al D.M. n. 56/2009 che riserva l'accesso alle graduatorie per i lettori di lingua straniera ai soli cittadini italiani o dei Paesi membri dell'Unione europea, con una possibilità limitata e residuale per i cittadini di altri Paesi qualora debba essere insegnata una lingua che sia ufficiale esclusivamente in Paesi non comunitari e ove non siano reperibili candidati in possesso della cittadinanza comunitaria.
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Tribunale di Parma Ordinanza del 13 Maggio 2009: il requisito della cittadinanza é irragionevole e discriminatorio ai fini dell’accesso al lavoro allorché si tratti di attività semplici realizzate dal p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza può essere invece validamente richiesto solo in quanto riferito allo svolgimento di attività comportanti l’esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale
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SOGGIORNO
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Tribunale di Roma, Ordinanza del 18 novembre 2011: accolto il ricorso di un cittadino egiziano transessuale contro la decisione del Questore di Milano che gli negava, nonostante il positivo parere della competente Commissione territoriale, il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
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Corte di Cassazione Ordinanza dell'8 settembre 2011 n. 18480: "ai fini della conversione del permesso di soggiorno per ragioni di lavoro in permesso di soggiorno per motivi familiari, il requisito della regolare permanenza in Italia da almeno un anno non implica necessariamente io svolgimento continuativo dell'attività di lavoro nell'ambito di un unico rapporto a tempo indeterminato"
- Corte di Cassazione Sentenza dell'11 gennaio 2011 n. 450:
pari tutela ai familiari di vittime di incidenti stradali, siano essi italiani o immigrati che vivono nel luogo d'origine. I familiari di extracomunitari vittima di incidenti della strada nel nostro Paese devono, infatti, essere risarciti anche se vivono nel luogo d'origine.
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Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
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Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009: un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
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Corte di Cassazione - Ordinanza del 29 gennaio - 4 luglio 2008, n. 18518: la spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l'espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale
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Cassazione civile - sentenza 9 gennaio - 20 marzo 2007, n. 6590: il possesso del visto Schengen da parte dell'extracomunitario presente nel territorio italiano lascia presumere, salvo specifica prova del suo ingresso clandestino o con falsificazione dei documenti, che lo straniero abbia fatto legittimo ingresso nello Stato, rimanendo peraltro aperto l'ulteriore problema della mancanza di un titolo di soggiorno
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