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AMMINISTRATIVA
In questa Sezione sono raccolte le principali pronuncie dei TAR e del Consiglio di Stato suddivise in ordine cronologico e in base alle pricipali tematiche trattate nelle stesse
ASILO E RIFUGIATI
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TAR Sicilia, Sentenza del 23 ottobre 2009n . 1703: compete al al giudice ordinario la giurisdizione sul permesso per motivi umanitari: la domanda riguardante il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di una situazione giuridica qualificabile come diritto soggettivo ed appartenente alla categoria dei diritti umani fondamentali, garantiti dall'art. 2 e 10 della Costituzione e dall'art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo.
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Consiglio di Stato, Decisione del 18 settembre 2009 n. 5619: il respingimento della richiesta di permesso di soggiorno per asilo politico da parte del questore sul presupposto della decisione negativa emessa dalla competente Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato è un atto dovuto e consequenziale . In mancanza di un’istanza di parte volta a richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno ad altro titolo, ad es. per motivi umanitari, il questore non può indagare d’ufficio ai fini di verificare l’eventuale sussistenza di motivi umanitari ai fini della permanenza dello straniero in Italia. Questo soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’art. 17 del d.lgs. n. 251/07, in base al quale la verifica dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato, ovvero della protezione sussidiaria ovvero la possibilità di segnalare i motivi umanitari, sono di competenza della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.
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TAR Lazio, ordinanza di sospensiva del 15 Luglio 2009 n.03428/2009: sospeso il trasferimento in Grecia di un richiedente asilo. Le lacune nel sistema d’asilo in Grecia impongono al Ministero dell’Interno di compiere un’approfondita valutazione prima di decidere in merito all’eventuale trasferimento in Grecia dei richiedenti asilo in base alla clausola del primo paese d’asilo ovvero di applicare il criterio derogatorio di competenza a pronunciarsi sulla domanda di asilo di cui al “Regolamento Dublino” (n. 343/2003/CE)
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Consiglio di Stato, Sentenza del 17 marzo 2009 n. 1402: 1) sussistenza di giurisdizione del giudice ordinario, in materia di riconoscimento dello status di rifugiato, quale figura giuridica riconducibile – al pari di quella dei richiedenti asilo – a diritti soggettivi, 2) anche la sussistenza di gravi e conosciuti conflitti interni (non necessariamente implicanti vera e propria guerra civile) possono costituire presupposto per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, quando la situazione socio-politica del Paese, pur a regime democratico, renda plausibile il rappresentato pericolo per l’incolumità del singolo cittadino.
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 9 gennaio 2009, n. 1402: in materia di riconoscimento dello status di rifugiato politico, il Consiglio di Stato (la causa era stata introdotta prima dell'entrata in vigore della legge 6.3.1998, n. 40 in base al quale si è attribuita la giurisdizione del giudice ordinario) ha ribadito che, anche in mancanza di azioni persecutorie riconducibili al Governo di un Paese, la sussistenza di gravi e conosciuti conflitti interni (non necessariamente implicanti vera e propria guerra civile) possono di per sè costituire presupposto per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, quando la situazione socio-politica del Paese pur a regime democratico, renda plausibile il rappresentato pericolo per l'incolumità del singolo cittadino
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TAR Lazio Sentenza del 5 novembre 2008 n° 9723: il mancato riconoscimento dello status di rifugiato da parte della Commissione Territoriale non esclude l'onere del Questore di verificare, ai sensi dell'articolo 19 del T.U. del 98/286 e dell'articolo 28 comma 1 lettera d) del D.P.R. del 99/394, la possibilità di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
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TAR Lazio Sentenza 8 ottobre 2008 n. 8831: il diniego di rilascio del permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico, non consegue automaticamente al mancato riconoscimento dello status di rifugiato politico, dovendo il Questore verificare la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell’art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 286/1998
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TAR Puglia Sentenza del 19 maggio 2008 nr. 1398: l’impugnazione del diniego di riconoscimento dello status di rifugiato, in quanto controversia che involge diritti soggettivi, va proposta davanti al Tribunale ordinario anzichè quello Amministrativo
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TAR Lombardia - Sentenza del 17 Gennaio 2008 n. 420: in merito al provvedimento di trasferimento dell’interessato in altro per l’esame della domanda di asilo politico, ossia alla nazione che aveva riconosciuto la propria competenza in materia a seguito di una precedente richiesta
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TAR Friuli - Sentenza del 28 settembre 2006 n. 608: é competente a conoscere delle domande presentate dai richiedenti asilo presenti nei centri di identificazione o nei centri di permanenza temporanea o assistenza la commissione territoriale nella cui circoscrizione territoriale è collocato il centro. Negli altri casi è competente la commissione nella cui circoscrizione è presentata la domanda
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CARTA DI SOGGIORNO / PERMESSO CE PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO
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TAR Campania, Ordinanza del 28 luglio 2010 n°1614: non sono ostative al rilascio del pse di lungo periodo le condanne per reati di ricettazione e violazione delle norme sul diritto di autore, ma occorre valutare la concreta pericolosità sociale dell'istante.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 3 luglio 2009 n. 1030: la condanna definitiva per il reato di spaccio di stupefacenti comporta automaticamente la revoca del permesso di soggiorno. Un’eventuale istanza per il rilascio del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti non può produrre l’obbligo per l’Amministrazione di valutare in concreto la pericolosità sociale dell’interessato, nonché la durata del suo soggiorno ed il grado di inserimento socio-lavorativo in Italia, per cui il diniego del permesso di soggiorno CE è consequenziale alla revoca del permesso di soggiorno.
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TAR Umbria Sentenza del 28 maggio 2009 n. 263: il familiare del cittadino extracomunitario titolare del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti può avere accesso al medesimo titolo di soggiorno anche qualora non abbia maturato personalmente il periodo di soggiorno quinquennale sul territorio dello Stato. La verifica di tale requisito va fatta soltanto con riferimento al richiedente principale e non anche ai suoi familiari.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 15 aprile 2009 n. 444: non è applicabile, in quanto non previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, l’automatismo previsto dall’art.26, c.7 bis (revoca del titolo di soggiorno in caso di condanna per reati in materia di diritti d'autore)
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 17 dicembre 2008, n. 896: la condanna per i reati in materia di diritto d'autore, ai sensi dell'art. 26, comma 7 bis, d.lgs 286/98, comporta la sola revoca del permesso di soggiorno rilasciato allo straniero per motivi di lavoro, dovendosi invece escludere analoghi effetti rispetto al rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, in quanto nella previsione di cui all'art. 9 del d.lgs 286/98 non vi è menzione alcuna di un simile automatismo
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TAR Piemonte - sentenza del 20 giuno 2008 n. 1400: la Questura, ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, deve valutare anche la durata del soggiorno nel territorio italiano, dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo del cittadino staniero ai sensi dell'articolo 9 comma 5 del D.Lgs. 3/2007.
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TAR Emilia-Romagna Sentenza 22 maggio - 6 giugno 2008 n. 2340: al cittadino straniero può essere rilasciato il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9 del TU citato, in considerazione della durata del soggiorno, dell’inserimento sociale, familiare e lavorativo, e nonostante le pregresse vicende anche di rilievo penale.
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TAR Umbria sentenza del 21 maggio 2008 n. 167: é legittimo il diniego di rilascio della carta di soggiorno e il contestuale diniego di rinnovo del permesso di soggiorno al cittadino straniero condannato con sentenza patteggiata per reati inerenti lo spaccio di stupefacenti.
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Consiglio di Stato decisione del 1° - 14 aprile 2008 n. 1596: nel negare lo status di soggiornante di lungo periodo per ragioni di ordine pubblico o pubblica sicurezza, si deve tener conto della gravità o del tipo di reato contro l'ordine pubblico o la sicurezza pubblica o del pericolo rappresentato dalla persona in questione, prendendo altresì nella dovuta considerazione la durata del soggiorno e l'esistenza di legami con il paese di soggiorno
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TAR Emilia Romagna 6 Dicembre 2007: i cinque anni di soggiorno necessari per la domanda del Permesso Ce soggiornanti lungo periodo possono comprendere anche il periodo della regolarizzazione 2002
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TAR Veneto Sentenza n 449/2006: per ottenere la carta di soggiorno per stranieri (ora Permesso soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) è necessario avere un permesso valido rinnovabile un indeterminato numero di volte e reddito sufficiente, senza che questo sia necessariamente legato ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
CITTADINANZA ITALIANA E APOLIDIA
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TAR Lazio, Sentenza depositata il 26 novembre 2009, n 11771: ai fini della concessione della cittadinanza per residenza decennale è da ritenersi legittimo il giuziio dell'Amministrazione in merito all’inserimento dello straniero nella comunità nazionale allorquando l’amministrazione ritenga che quest’ultimo possieda ogni requisito atto ad inserirsi in modo duraturo nella comunità, mediante un giudizio prognostico che escluda che il richiedente possa successivamente creare inconvenienti o, addirittura, commettere fatti di rilievo penale.
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Consiglio di Stato, Decisione del 19 giugno 2009 n. 4080: é illegittimo il provvedimento di diniego della concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione al cittadino iraniano, se fondato soltanto sull’esistenza di rapporti con una persona sospettata di attività spionistiche e dai frequenti viaggi del ricorrente nel suo paese di origine per ragioni non accertate.
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TAR Lombardia Sentenza del 4 giugno 2009 n. 1186: legittimo il provvedimento con il quale si é negato il conferimento della cittadinanza italiana, in ragione di una sentenza di condanna divenuta irrevocabile a carico del richiedente con altro nominativo (falso)
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TAR Lombardia Sentenza del 5 maggio 2009 n. 913: cittadinanza italiana per residenza in 730 giorni: "il termine per la definizione dei procedimenti di cui al D.P.R. n. 362/1994 è di settecentotrenta giorni dalla data di presentazione della domanda è ordinatorio nel senso che l’amministrazione conserva il potere di decidere anche dopo la scadenza – in quanto il silenzio non ha un valore legale tipico – ma la circostanza che il provvedimento tardivo sia legittimo non elide l’illegittimità del ritardo stesso ”
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Consiglio di Stato Sentenza del 25 marzo 2009 n. 1788: a fronte dell’istanza volta alla concessione della cittadinanza, l’Amministrazione dell’Interno gode di un’amplissima discrezionalità potendo valutare con rilevanti margini di apprezzamento la sussistenza di uno specifico interesse pubblico al rilascio della concessione.
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TAR Lazio Sentenza del 4 marzo 2009 n. 2238: il Il Ministero dell’Interno non può adottare un provvedimento di diniego alla concessione della cittadinanza italiana per matrimonio per ragioni di sicurezza nazionale trascorso il termine di due anni dalla data di presentazione dell’istanza; termine che la legislazione prevede come inderogabile. Se lo fa, il provvedimento è illegittimo.
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TAR Lazio, Sentenza del 4 marzo 2009 n. 2236: l'acquisto della cittadinanza deve ritenersi precluso quando emerge la sussistenza di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica. Rientra certamente, tra tali motivi, l'ipotesi in cui vi siano ragionevoli e comprovati elementi tali da indurre a ritenere che il richiedente abbia contatti con appartenenti ad organizzazioni estremistiche o criminali.
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Consiglio di Stato Decisione del 2 marzo 2009 n. 1175: nella valutazione dei requisiti reddittuali ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana per naturalizzazione, occorre considerare il reddito prodotto dall’intero nucleo familiare e non solo quello dell’istante
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Consiglio di Stato Decisione del 2 marzo 2009 n. 1173: il provvedimento con il quale viene negato l’acquisto della cittadinanza italiana per naturalizzazione non è carente di motivazione anche quanto si limiti a richiamare un precedente atto della P.A., ad es. nota dell’autorità di P.S., purchè tale atto venga messo a disposizione nel corso del giudizio, ad istanza di parte. La frequentazione di persone e l’allacciamento di rapporti con associazioni politiche estremistiche nei Paesi di origine (ad es. Hezbollah in Libano) ovvero la sussistenza di ragionevoli sospetti di appartenenza dell’interessato ad organizzazioni estremiste mediorientali giustificano l’adozione di provvedimenti ostativi alla naturalizzazione italiana.
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TAR Lazio, Sentenza n. 1245 del 6 febbraio 2009: é legittimo il provvedimento di diniego all’acquisto della cittadinanza italiana per naturalizzazione adottato nei confronti di una cittadina straniera che non abbia prodotto copia delle dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni, giustificandosi con il fatto che l’attività di lavoro domestico da lei esercitata non prevede detta dichiarazione, quando l’interessata non è in grado nemmeno di attestare l’iscrizione nella categoria Inps relativa alla suddetta attività lavorativa
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TAR Veneto Sentenza del 6 ottobre 2008 n. 3125: per configurare il presupposto della “residenza legale ultradecennale” richiesto dall’art. 9 della legge, non è sufficiente il mantenimento di un’ininterrotta situazione fattuale di residenza, ma è necessario che la stessa sia stata accertata in conformità alla disciplina interna in materia di anagrafe
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TAR Marche Sentenza del 10 settembre 2008 n. 1550: nel caso di acquisto della cittadinanza per matrimonio con un cittadino italiano, l’art 8, comma 2 della legge n. 91 del 1992, assegna alla competente Autorità amministrativa un termine perentorio di due anni per pronunciarsi sulla relativa istanza, con la precisazione che, una volta decorso tale termine, resta preclusa all’Amministrazione l’emanazione del decreto di rigetto della domanda di cittadinanza, venendo ad operare nel caso di specie una sorta di silenzio assenso sulla relativa istanza
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TAR Veneto Sentenza del 7 luglio 2008.n. 1958: nell'applicazione della normativa in materia di cittadinanza trovano ingresso i principi generali regolanti l'attività della pubblica amministrazione, tra cui quello relativo all'obbligo della motivazione dell'atto amministrativo, e questo non significa che a tal fine basti una motivazione per relationem o sinteticamente richiamante conferenti pronunce giurisprudenziali
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Tar Lazio, Sentenza del 30 aprile - 30 maggio 2008 n. 5360: Illegittimità del diniego alla concessione della cittadinanza in ragione di precedenti penali per furto, in relazione ai quali sia intervenuto un successivo provvedimento di riabilitazione. Necessità di applicazione della legge n. 241/90 nel procedimento amministrativo di naturalizzazione
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TAR Lazio, Sentenza del 28 maggio 2008 n. 5212: é illegittimo il provvedimento che ha dichiarato inammissibile la richiesta di cittadinanza italiana per difetto d’istruttoria e motivazione, in quanto l’amministrazione aveva interrotto e concluso il procedimento in mancanza di un’identificazione certa del richiedente, il tutto sulla base di una nota della Questura.
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Tar Lazio, Sentenza del 7 maggio 2008 n. 4316: appartiene al giudice ordinario la giurisdizione inerente una questione riguardante la spettanza della cittadinanza italiana per nascita (o jure sanguinis), in relazione alla quale gli organi competenti possono assumere solo atti a carattere dichiarativo e non costitutivo
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TAR Campania - sentenza del gennaio 2008 n. 176: per il conferimento della cittadinanza italiana si presuppone un interesse pubblico, da valutarsi anche in relazione ai fini propri della società nazionale e non già solo sul semplice riferimento all'interesse privato
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TAR Lazio - sentenza del gennaio 2008 n. 886: è stato ritenuto corretto l’operato del Ministero dell'Interno per aver considerato la sussistenza del decreto penale di condanna per guida in stato di ebbrezza come indice della mancanza di un interesse pubblico al riconoscimento della cittadinanza
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DECRETI FLUSSI
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TAR Veneto, ordinanza del 18 giugno 2009 n. 635: qualora il ritardo nella formalizzazione del rapporto di lavoro con il lavoratore straniero entrato ai sensi del Decreto flussi non dipenda dal lavoratore medesimo, ma dal datore di lavoro, prima di negare il rilascio del permesso di soggiorno al lavoratore straniero, l’Amministrazione è tenuta a verificare se la disponibilità del datore di lavoro a formalizzare il rapporto di lavoro non sia venuta meno e conseguentemente la Questura è tenuta a riesaminare entro 30 giorni l’ istanza di rilascio.
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TAR Lazio, Ordinanza del 14 gennaio 2009 n. 206: sospesa provvisoriamente e parzialmente l'efficacia del c.d "decreto flussi 2008", nell parte dove s limit l'accoglibilità delle richieste di nullaosta al lavoro domestico solo da parte di stranieri titolari di carta di soggiorno o permesso CE per soggiornanti di lungo periodo
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TAR Veneto Sentenza del 10 dicembre 2008 n. 3772: é legittimo il diniego del nulla osta al lavoro per carenza di reddito: la la cumulabilità dei redditi dei parenti di primo grado o, in mancanza, di altri soggetti tenuti legalmente all’assistenza, richiede la presentazione di un’autocertificazione dei medesimi.
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TAR Veneto Sentenza del 23 Aprile - 3 settembre 2008 n. 2648: la revoca del permesso di soggiorno della ricorrente, disposta all’atto della domanda di rinnovo, è illegittima per non avere l’amministrazione tenuto conto delle ragioni di impossibilità sopravvenuta in ordine all’instaurazione del rapporto di lavoro che aveva determinato il rilascio del nullaosta al lavoro con il Decreto flussi.
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TAR Lazio Sentenza del 5 agosto 2008 n. 7819 : la mancata instaurazione del rapporto di lavoro per cui lo straniero aveva ottenuto il visto di ingresso nel 2004 (Decreto Flussi) non leggittima di per sè il diniego del rinnovo del permesso per lavoro, se, successivamente, e trascorso oltre un anno dalla rilevata mancata conclusione del contratto di lavoro, lo streaniero ha intrapreso una nuova attività lavorativa alle dipendenze di altro datore di lavoro
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TAR Lazio Sentenza dell'11 Giugno 2008 n. 6317: é illegittimo il decreto di revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in relazione ai “flussi” dell’anno 2005, nonostante manchi la assunzione da parte di chi aveva ottenuto il nullaosta al lavoro, vi é stata una successiva regolare assunzione
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Consiglio di Stato - Decisione n.1846/2008: la mancata instaurazione del rapporto di lavoro fra la persona straniera e la ditta, che aveva formulato l’originaria proposta di assunzione con un Decreto Flussi, dipesa da indisponibilità della ditta stessa o da mancata presentazione del lavoratore, non é automatico motivo di revoca del permesso più volte rinnovato dal lavoratore stesso che aveva trovato altre occupazioni
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TAR Puglia Sentenza del 26 marzo - 17 maggio 2008, n. 1387: é illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno basato unicamente sulla constatazione della revoca dell’autorizzazione al lavoro, a seguito di rinuncia del datore di lavoro, senza che venisse effettuata un’istruttoria in merito alla sussistenza di sopravvenienze che, se valutate, avrebbero consentito il rilascio dell'atto richiesto
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TAR Puglia, sentenza n. 539 del 20 febbraio 2007: sussistenza di tutti i requisiti per ottenere, nella specifica fattispecie, un permesso di soggiorno in attesa occupazione, essendosi “risolto” non per colpa della ricorrente il rapporto di lavoro che si sarebbe dovuto instaurare con il primo datore di lavoro, che l’aveva chiamata in Italia con autorizzazione nominativa.
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TAR Veneto Ordinanza del 5 settembre 2006 n.689: la possibilità di conversione da studio a lavoro non é consentita unicamente a cittadini stranieri provenienti da paesi diversi da quelli elencati all’art.5 del D.P.C.M. del 15 febbraio 2006, vale a dire beneficiari di quote riservate
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FAMIGLIA E MINORI
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TAR Lazio, Sentenza del 2 febbraio 2010 n° 1414: contro il diniego di rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di famiglia, la competenza è del G.O., il quale provvede ai sensi degli artt. 737 e seguenti del codice di procedura civile.
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TAR Lazio, Sentenza del 20 luglio 2009 n. 7160: la condanna definitiva per uno dei reati ostativi all’ingresso sul territorio nazionale ed elencati nell’art. 4 comma 3, terzo periodo, del T.U., determina il diniego automatico al rinnovo del permesso di soggiorno. Tale diniego ha carattere rigidamente vincolato, senza margini di discrezionalità lasciati all’Amministrazione, tranne nei casi in cui l’interessato abbia beneficiato del diritto al ricongiungimento familiare. Non fa eccezione la situazione in cui l’interessato abbia maturato le condizioni per ottenere la riabilitazione ai sensi dell’art. 178 c.p. senza che questa sia stata pronunciata dal giudice, in quanto l’estinzione degli effetti penali della condanna richiede comunque una formale pronuncia da parte del giudice dell’esecuzione.
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TAR Lazio Sentenza del 1 Luglio 2009 n°6352: violativa dei principi generali in materia di libertà personale, delle norme poste a tutela dei minori nonché dell'art. 20 D.Lgs 196/2003 sul trattamento dei dati personali la norma delle ordinanze presidenziali attuative del decreto del 21 maggio 2008 che prevedeva di identificare i rom, adulti e bambini.
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Consiglio di Stato Decisione del 29 luglio 2008 n. 3793: il requisito del possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero e del di lui nucleo familiare costituisce un requisito soggettivo non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno, perché attiene alla sostenibilità dell’ingresso dello straniero nella comunità nazionale per ragioni di lavoro subordinato.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 Giugno 2008 n. 2342: in merito alla situazione familiare va inoltre rilevato che non può costituire ragione valida di diniego la sua separazione dal marito e la cessazione della convivenza, atteso che si tratta di condizioni del tutto ininfluenti sulla situazione lavorativa, alloggiativa della ricorrente.
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TAR Emilia-Romagna Sentenza del 29 maggio 2008 n. 2087: deve ritenersi devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario anche l’impugnazione della revoca del permesso di soggiorno qualora la ricorrente, come nel caso in esame, invochi l’applicazione in proprio favore delle norme e dei principi in tema di ricongiungimento familiare
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TAR Toscana Sentenza dell'11 aprile 2008, n. 1028: l’amministrazione affronta la questione del bilanciamento fra l’interesse del ricorrente alla conservazione della propria situazione personale e familiare e l’interesse pubblico all’allontanamento di un soggetto resosi responsabile di un delitto di particolare gravità, ed assegna prevalenza al secondo sulla base di una valutazione discrezionale di per sé certamente non illogica
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TAR Veneto sentenza 5 Marzo 2008 n. 533: in merito ai requisiti necessari per la conversione del permesso di soggiorno, rilasciato ai cittadini extracomunitari minori di età ai sensi dell'art. 32 Testo Unico Immigrazione, in permesso di soggiorno ad altro titolo, al raggiungimento della maggiore età, qui ritenuti alternativi (e non cumulativi)
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TAR Trentino Alto Adige Sentenza del 19 Febbraio 2008 n. 42: l’art. 30, comma 6, del D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 prevede che contro il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonché contro gli altri provvedimenti dell'autorità amministrativa in materia di diritto all'unità familiare, l'interessato possa presentare ricorso al pretore del luogo in cui risiede (oggi al Tribunale ordinario), il quale provvede, sentito l'interessato, nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile.
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TAR Veneto sentenza del gennaio 2008 n. 140; su diniego del rinnovo del titolo di soggiorno per motivi familiari - matrimonio ritenuto "di comodo" con cittadina italiana -, e su differenze tra permessi ex art. 30/1 ed ex art. 19/C TUI, che impediscono di estendere, alla fattispecie di cui all’art. 19, nel caso di cessazione della convivenza, la norma di favore di cui all’art. 30 comma 5
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TAR Lazio - Sentenza 7 maggio 2007 n. 4025: il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, al compimento della maggiore età, riguarda non soltanto gli stranieri che da minori abbiano subito provvedimenti di affidamento, ma anche quelli sottoposti a tutela
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TAR Veneto sentenza del 17 gennaio 2007 n. 385: la situazione di “minore comunque affidato” a tenore della L. 4.5.93 n. 184 risulta, ex se, sufficiente a legittimare la richiesta di conversione del permesso di soggiorno ottenuto durante il periodo della minore età in permesso ad altro titolo.
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LAVORO
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TAR Friuli Venezia Giulia, sentenza 11 febbraio 2010, n.124: in materia di rinnovo dei permessi di soggiorno degli infermieri professionali entrati in Italia fuori dal regime delle quote ex art. 27 comma 1 lett. r bis in forza del solo contratto di soggiorno, senza, contemporaneamente, ottenere la proroga anche del nulla osta al lavoro, se il datore di lavoro intende avvalersi della professionalità della ricorrente, è sufficiente, dato che la stessa può entrare in Italia fuori quota, che chieda un nuovo nulla osta al lavoro a tempo indeterminato, cosa che la legge espressamente consente.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4064: il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione di cui all’art. 22 comma 11 del T.U. immigrazione non può essere ottenuto dallo straniero che, dopo avere fatto ingresso in Italia per lavoro subordinato, abbia cessato l’attività lavorativa prima di avere ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno e non abbia effettivamente proceduto all’iscrizione alle liste di collocamento.
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TAR Veneto Sentenza del 9 aprile 2008 n. 906: é illegittima la revoca e il contestuale rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno se il lavoro documentato é falso per fatto del datore di lavoro ed il lavoratore ha comunque altri redditi leciti
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TAR Lazio 3 ottobre 2007: é illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione qualora sopraggiungono, nelle more del procedimento, nuovi elementi che legittimano il rilascio del permesso di soggiorno.
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TAR Veneto sentenza del 16 marzo 2006 n. 606: diritto del lavoratore disoccupato di conservare il permesso di soggiorno, se nel periodo indicato ha percepito sussidi diversi da quelli derivanti dalla normale prestazione lavorativa, quali possono essere sussidi di disoccupazione, e se poi ha avuto occupazione lavorativa nelle more del rinnovo
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INGRESSO, SOGGIORNO E RINNOVO DEL TITOLO DI SOGGIORNO
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Tar Lombardia, ordinanza n. 688 del 7 luglio 2010: va considerata la estinzione del reato di cui all’art 14, comma 5ter per sopravvenuta richiesta di emersione di lavoro domestico ai sensi della L. 102/2009 e pertanto é Illegittima la condanna intervenuta nelle more della convocazione
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Tar Lazio, Sentenza del 23 aprile 2010 n. 8253: il Consolato Generale d’Italia in Valona deve rilasciare il visto per turismo ai familiari del cittadino straniero regolare in Italia che soddisfano i requisiti previsti dalla normativa .
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TAR Puglia Ordinanza depositata il 4 marzo 2010 n. 00281/2010: la previsione del preavviso di rigetto ai sensi dell’art. 10 bis della legge n. 241/1990 va applicata anche nei procedimenti amministrativi instaurati con la domanda di emersione di lavoro domestico irregolare (regolarizzazione lavoro domestico del 2009)
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Consiglio di Stato, decisione del 26 febbraio 2010 n. 1133: di norma, la condanna penale per uno dei reati elencati nell'art. 4 c. 3 del d.lgs. n. 286/98 e successive modifiche, ha un effetto preclusivo automatico ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, ma tale automatismo relativo a pregresse vicende penali deve ritenersi escluso in situazioni eccezionali, suscettibili di essere definite quali "elementi sopravvenuti", passibili di valutazione e capaci di sanare l'ipotesi ostativa ai sensi dell'art. 5 c. 5 del T.U.
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TAR Lombardia, Sentenza depositata il 25 febbraio 2010, n. 459: l'attività di meretricio se esercitata da persona che è anche in possesso di uno stabile lavoro in Italia non è di per sè motivo di diniego del permesso di soggiorno, ma se il sostentamento dell'extracomunitario deriva in via esclusiva da detta attività, che comunque rimane contraria al buon costume anche se non costituisce reato laddove esercitata in certe forme, legittimamente comporta il diniego della possibilità di permanere sul territorio nazionale
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TAR Friuli Venezia Giulia, sentenza 11 febbraio 2010, n.124: in materia di rinnovo dei permessi di soggiorno degli infermieri professionali entrati in Italia fuori dal regime delle quote ex art. 27 comma 1 lett. r bis in forza del solo contratto di soggiorno, senza, contemporaneamente, ottenere la proroga anche del nulla osta al lavoro, se il datore di lavoro intende avvalersi della professionalità della ricorrente, è sufficiente, dato che la stessa può entrare in Italia fuori quota, che chieda un nuovo nulla osta al lavoro a tempo indeterminato, cosa che la legge espressamente consente. in materia di rinnovo dei permessi di soggiorno degli infermieri professionali entrati in Italia fuori dal regime delle quote ex art. 27 comma 1 lett. r bis in forza del solo contratto di soggiorno, senza, contemporaneamente, ottenere la proroga anche del nulla osta al lavoro, se il datore di lavoro intende avvalersi della professionalità della ricorrente, è sufficiente, dato che la stessa può entrare in Italia fuori quota, che chieda un nuovo nulla osta al lavoro a tempo indeterminato, cosa che la legge espressamente consente.
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TAR Lazio, Sentenza del 2 febbraio 2010 n° 1414: contro il diniego di rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di famiglia, la competenza è del G.O., il quale provvede ai sensi degli artt. 737 e seguenti del codice di procedura civile.
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TAR Sicilia, Sentenza del 27 gennaio 2010 n. 954: illegittimo il silenzio serbato dalla questura in merito alla richiesta di rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di cure mediche, presentata da una irregolare in Italia ed affetta da HIV ed in trattamento con farmaci anti-retrovirali, non disponibili nel Paese di origine.
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TAR Toscana, sentenza del 10 novembre 2009, n. 1594: la condanna per un reato inerente agli stupefacenti non è di per sè condizione ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno quando l’interessato ha beneficiato del diritto al ricongiungimento familiare. In tali casi, sulla base dell’esplicita previsione del d.lgs. n. 5/2007, attuativo della direttiva europea 2003/86/CE, l’amministrazione è chiamata a ponderare, da un lato, l’interesse pubblico a che sia precluso il soggiorno in Italia allo straniero che si sia reso responsabile di gravi reati e, dall’altro, l’interesse del privato a permanere sul territorio nazionale, in relazione alla natura e effettività dei suoi vincoli familiari e sociali, nonché alla durata del suo soggiorno nel territorio nazionale.
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TAR Sicilia, Sentenza del 23 ottobre 2009 n. 1702 : compete al al giudice ordinario la giurisdizione sul permesso per motivi umanitari: la domanda riguardante il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di una situazione giuridica qualificabile come diritto soggettivo ed appartenente alla categoria dei diritti umani fondamentali, garantiti dall'art. 2 e 10 della Costituzione e dall'art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo.
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Consiglio di Stato, decisione del 14 ottobre 2009 n. 6296: ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, lo straniero deve dimostrare non solo il possesso dei mezzi di sostentamento, ma anche quelli necessari per svolgere l’attività imprenditoriale. Il sostegno finanziario assicurato da altri soggetti è valido solo se proviene da persone obbligate a fornirlo. Non è tale la situazione ove sia il fratello a prestare il sostegno. Solo i lavoratori dipendenti hanno diritto al periodo di disoccupazione tollerata di sei mesi previsto dall’art. 22 del T.U. immigrazione.
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Consiglio di Stato, decisione del 18 settembre 2009 n. 5624: la revoca del permesso di soggiorno e la conseguente espulsione a seguito di condanna definitiva per i reati collegati alla violazione del diritto d’autore ai sensi dell’art. 26 comma 7 bis del d.lgs. n. 286/98, sono legittime soltanto quando l’interessato era titolare di permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo al momento della commissione del reato
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TAR Umbria, sentenza del 23 luglio 2009, n. 443: é illegittimo il diniego al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di cure mediche nei confronti dello straniero non espellibile in ragione di una grave patologia insorta durante il suo soggiorno in Italia. Resta salva la possibilità di non concedere il rilascio qualora sia messa in discussione la natura urgente ed essenziale delle cure mediche che lo straniero deve sostenere, così come l’impossibilità di fruirne nel luogo di origine, ma nel caso in questione la questura non aveva prodotto alcuna valutazione specifica al riguardo.
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TAR Lazio, Sentenza del 20 luglio 2009 n. 7160: la condanna definitiva per uno dei reati ostativi all’ingresso sul territorio nazionale ed elencati nell’art. 4 comma 3, terzo periodo, del T.U., determina il diniego automatico al rinnovo del permesso di soggiorno. Tale diniego ha carattere rigidamente vincolato, senza margini di discrezionalità lasciati all’Amministrazione, tranne nei casi in cui l’interessato abbia beneficiato del diritto al ricongiungimento familiare. Non fa eccezione la situazione in cui l’interessato abbia maturato le condizioni per ottenere la riabilitazione ai sensi dell’art. 178 c.p. senza che questa sia stata pronunciata dal giudice, in quanto l’estinzione degli effetti penali della condanna richiede comunque una formale pronuncia da parte del giudice dell’esecuzione.
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TAR Lazio Sentenza del 1 Luglio 2009 n°6352: violativa dei principi generali in materia di libertà personale, delle norme poste a tutela dei minori nonché dell'art. 20 D.Lgs 196/2003 sul trattamento dei dati personali la norma delle ordinanze presidenziali attuative del decreto del 21 maggio 2008 che prevedeva di identificare i rom, adulti e bambini.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4084: é legittimo il diniego al rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che non possa dimostrare lo svolgimento di attività lavorativa alla scadenza del periodo di tolleranza di sei mesi di iscrizione nelle liste di collocamento di cui all’art. 22 c. 11 del T.U. o comunque prima della scadenza del permesso di soggiorno. Una mera promessa di assunzione, successiva alla scadenza del permesso di soggiorno, non è sufficiente per ottenere il rinnovo del medesimo, ma potrebbe giustificare, unitamente ad altre circostanze, la presentazione di un’istanza di riesame che l’Amministrazione può valutare ai sensi dell’art. 5 c. 5 del T.U.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4075: é ammesso il ricorso tardivo oltre i termini di scadenza, per motivi di errore scusabile, quando nel provvedimento di diniego al rinnovo del permesso di soggiorno non venga indicato con precisione il termine per la proposizione del ricorso, ma si richiami soltanto genericamente la legge n. 1034/71.
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Consiglio di Stato, decisione del 19 giugno 2009 n. 4064: il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione di cui all’art. 22 comma 11 del T.U. immigrazione non può essere ottenuto dallo straniero che, dopo avere fatto ingresso in Italia per lavoro subordinato, abbia cessato l’attività lavorativa prima di avere ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno e non abbia effettivamente proceduto all’iscrizione alle liste di collocamento.
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TAR Lazio Sentenza del 29 maggio 2009 n. 5354: é legittimo il provvedimento con il quale una Ambasciata italiana ha respinto la richiesta di visto d’ingresso per turismo presentata da un cittadino straniero nel caso in cui quest’ultimo non abbia fornito prova alcuna del possesso di idonee fonti di reddito tali da palesare la probabilità del suo rientro nel Paese di origine e comunque non sia possibile comprendere le reali finalità del viaggio
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Consiglio di Stato, decisione del 29 aprile 2009 n. 2711: la disposizione di cui all’art. 26 c. 7 bis del d.lgs. n. 286/98 (T.U. immigrazione) che prevede la revoca del permesso di soggiorno e conseguente espulsione dello straniero che abbia subito una condanna definitiva per reati collegati alla tutela del diritto d’autore, può trovare applicazione solo con riferimento al permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo.
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Consiglio di Stato Sentenza del 28 aprile 2009 n. 2560: la revoca del permesso non rappresenta un effetto penale ovvero una sanzione accessoria alla condanna bensì un effetto di natura amministrativa che la legge fa discendere dal fatto storico costituito dall'avere riportato una condanna per determinati reati, quale indice sintomatico della pericolosità sociale dello straniero.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 24 aprile 2009 n. 546: la mancanza dei requisiti richiesti dalla legge costituisce legittimo impedimento alla conclusione del procedimento di regolarizzazione (del 2002) ed elemento ostativo al soggiorno dello straniero nel territorio dello Stato e come tale giustifica il diniego di permesso di soggiorno motivato con espresso richiamo agli ostativi precedenti penali.
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Consiglio di Stato Sentenza del 20 aprile 2009 n. 2342: il riferimento normativo alle condanne per delitti in materia di c.d. “tutela del diritto d’autore”, quale automatico dato preclusivo della possibilità per lo straniero di ottenere/mantenere il titolo abilitativo della propria presenza in Italia è da riferirsi ai titolari di permesso per lavoro autonomo, ed inoltre é illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno fondato su errato giudizio di pericolosità sociale, la quale non sarebbe aprioristicamente presumibile, dovendosi, invece, ponderare caso per caso ed in concreto
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Consiglio di Stato, decisione del 17 aprile 2009 n. 2342: la disposizione di cui all’art. 26 c. 7 bis del d.lgs. n. 286/98 (T.U. immigrazione) che prevede la revoca del permesso di soggiorno e conseguente espulsione dello straniero che abbia subito una condanna definitiva per reati collegati alla tutela del diritto d’autore, può trovare applicazione solo con riferimento al permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 15 aprile 2009 n. 444: non è applicabile, in quanto non previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, l’automatismo previsto dall’art.26, c.7 bis (revoca del titolo di soggiorno in caso di condanna per reati in materia di diritti d'autore)
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TAR Veneto Sentenza del 2 aprile 2009 n. 1064: il soggetto destinatario di un provvedimento di espulsione valido ed efficace, perché non impugnato e/o non revocato, non può soggiornare in Italia e, pertanto, se si trova nella condizione di permanenza irregolare nel nostro territorio, non ha titolo al rilascio del permesso di soggiorno, ovvero al rinnovo dello stesso.
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TAR Veneto Sentenza del del 1° aprile 2009 n. 799: a fronte di una condanna intervenuta successivamente all'entrata in vigore della legge 30 luglio 2002, n. 189, per un reato inerente la cessione di stupefacenti, l’Autorità di pubblica sicurezza non è chiamata a svolgere alcuna valutazione discrezionale in quanto il provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno costituisce un effetto automaticamente conseguente alla condanna riportata e che preclude di per sé la permanenza nel territorio dello Stato.
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TAR Veneto Sentenza del 30 marzo 2009 n. 980: a fondamento del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di giustizia non è una valutazione di pericolosità sociale dello stesso, ma la conclusione del procedimento penale alla pendenza del quale il detto titolo era connesso e la non convertibilità di tale tipologia di titolo legittimante la presenza dello straniero in Italia.
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TAR Veneto Sentenza del 23 marzo 2009 n. 745: l’allegazione, nella domanda di rinnovo, di un rapporto di lavoro che la Questura ritiene di carattere fittizio,non é di per sé automaticamente sufficiente per negare il rinnovo del permesso di soggiorno, se vi sono nuovi elementi sananti sopravvenuti
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T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sentenza del 12 marzo 2009, n. 165: le condanne previste nell’art. 4, comma 3, del D.Lg. n. 286/1998 costituiscono motivo ex se ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno (e ne consentono la revoca), con la conseguenza che l’Amministrazione legittimamente può limitarsi a richiamare la condanna subita per negare il rinnovo del permesso di soggiorno o revocare quello in atto
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Consiglio di Stato Sentenza del 9 marzo 2009 n. 1340: in sede di rinnovo del permesso di soggiorno, la disciplina di cui all'art. 4 comma 1 lett. b) l. 30 giugno 2002 n. 189 - che equipara, agli effetti della preclusione dell'ingresso e della permanenza nello Stato italiano, la sentenza di patteggiamento a quella di condanna con rito ordinario - non trova applicazione nei casi in cui il patteggiamento per i reati ivi contemplati sia concluso anteriormente all'entrata in vigore della l. n. 189 del 2002
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T.A.R. Veneto, Sentenza del 25 febbraio 2009, n. 472: é illegittimo l'ingiustificato ritardo della Questura in caso di silenzio serbato dalla PA nell’ambito di procedimenti di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno, ma il sindacato giurisdizionale non può spingersi fino a valutare la fondatezza dell’istanza.
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T.A.R. Emilia-Romagna Sentenza del 18 febbraio 2009 n. 160: é legittimo il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno in quanto lo straniero é stato condannato, ancorchè con sentenze non ancora passate in giudicato, per reati ritenuti di rilevante allarme sociale, e il giudizio di pericolosità sociale espresso dalla Questura è dunque stato ritenuto legittimo e motivato
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Consiglio di Stato, Sentenza del 18 novembre 2008 - 2 febbraio 2009, n. 552: l’art. 10-bis della legge n. 241/90 è stato introdotto dalla legge n. 15 del 2005 al fine di consentire il contraddittorio tra privato ed amministrazione prima dell’adozione di un provvedimento negativo e allo scopo, quindi, di far interloquire il privato sulle ragioni ritenute dall’amministrazione ostative all’accoglimento dell’istanza: il procedimento per il rinnovo del permesso di soggiorno è un procedimento ad istanza di parte, cui si applica, quindi, la suddetta disposizione.
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Consiglio di Stato Sentenza del 29 gennaio 2009 n. 478: rigettata l’istanza di riesame del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per “attesa occupazione”, non avendo l’interessato prodotto nessuna documentazione attestante un’attività lavorativa in atto prima della scadenza
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 20 gennaio 2009, n. 1681: la indisponibilità del passaporto in seguito a sequestro da parte della Autorità Giudiziaria costituisce un impedimento oggettivo non imputabile al ricorrente, il quale non abbia potuto presentare tempestivamente istanza di rinnovo del permesso di soggiorno e, pertanto, costituisce una causa di forza maggiore che giustifica il ritardo nella presentazione dell'istanza e che rende illegittima l'espulsione ai sensi dell'art. 13, comma 2, lett. b), d.lgs 286/98.
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 9 gennaio 2009, n. 1677: nel caso di sentenza di condanna ai sensi dell'art. 444 c.p.p. che sia stata pronunciata in data anteriore all'entrata in vigore della legge 20 luglio 2002, n. 189 (legge che ha sostituito l'art. 4, comma 3 del d.lgs 286/98, prevedendo che il rilascio o il rinnovo del permesso stesso debbano essere denegati anche a seguito delle pronuncia di sentenza ai sensi dell'art. 444 c.p.p.) non vi è alcun automatismo ostativo per la permanenza nel territorio dello Stato, dato che l'art. 4, comma 3, ultimo periodo, del d.lgs 286/98, nel testo anteriore alla novella del 2002, lo prevedeva solo nel caso in cui l'interessato fosse considerato " una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato",
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TAR Lazio Sentenza dell'8 gennaio 2009 n. 62: sono improcedibili i ricorsi dei cittadini neocomunitari contro i passati dinieghi di rilascio del permesso di soggiorno per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che la normativa applicabile ai cittadini comunitari è ben diversa da quella in base alla quale era stato adottato il provvedimento impugnato.
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TAR Veneto Sentenza del 17 dicembre 2008 n. 3870: la mera produzione di documentazione ritenuta falsa (quantunque basti a giustificare la revoca del permesso di soggiorno, laddove l’interessato non sia in grado di dimostrare di aver prodotto – nel periodo di riferimento – adeguato e lecito reddito), non è viceversa sufficiente per denegare - in presenza di determinate condizioni – il rinnovo del permesso di soggiorno
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Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 17 dicembre 2008, n. 896: la condanna per i reati in materia di diritto d'autore, ai sensi dell'art. 26, comma 7 bis, d.lgs 286/98, comporta la sola revoca del permesso di soggiorno rilasciato allo straniero per motivi di lavoro, dovendosi invece escludere analoghi effetti rispetto al rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, in quanto nella previsione di cui all'art. 9 del d.lgs 286/98 non vi è menzione alcuna di un simile automatismo
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TAR Veneto Sentenza del 3 dicembre 2008 n. 3734: non basta per negare il rinnovo del permesso di soggiorno che la produzione di documentazione relativa a un rapporto di lavoro rivelatosi fittizio, se l’interessato è in grado di dimostrare di essere in possesso, al momento dell'adozione del provvedimento negativo da parte della Questura, di un reddito e di un lavoro
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TAR Veneto Sentenza del 18 novembre 2008 n. 3586: é illegittimo il diniego del rinnovo del permesso a causa di pregresso rapporto di lavoro fittizio, se l’interessato è in grado di dimostrare di essere in possesso, al momento dell'adozione del provvedimento negativo da parte della Questura, di un reddito e di un lavoro non fittizio
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TAR Liguria Sentenza del 13 novembre 2008 n°1975: é illegittimo il diniego del rinnovo in caso di mancato aggiornamento del permesso di soggiorno, ossia per omessa comunicazione di variazione del proprio domicilio abituale, in violazione dell’art. 6 comma 8 D. Lgs. n. 286/1998
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TAR Lazio Sentenza del 30 ottobre 2008 n. 9439: lo straniero che richiede il visto d’ingresso per turismo non deve solo dimostrare la disponibilità dei mezzi necessari ad assicurarne la sussistenza per la durata del soggiorno ed il ritorno in patria ma, più in generale, deve esibire quegli atti indispensabili a comprovare “lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto” (art. 5 del trattato di Schengen e art. 4 comma 3 d. lgs. n. 286/98)
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TAR Lazio Sentenza 8 ottobre 2008 n. 8831: il diniego di rilascio del permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico, non consegue automaticamente al mancato riconoscimento dello status di rifugiato politico, dovendo il Questore verificare la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell’art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 286/1998
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TAR Liguria Sentenza del 3 ottobre 2008 n. 1728: legittimo il diniego del rinnovo del del permesso di soggiorno per residenza elettiva, stante l’insufficienza reddituale della ricorrente e l’inconsistenza delle ulteriori presunte ulteriori fonti reddituali
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Consiglio di Stato - Decisione 23 settembre 2008 n. 4580: l'amministrazione, nell'esame di una domanda di rinnovo di permesso di soggiorno presentata da uno straniero che sia stato condannato per reati inerenti al traffico di stupefacenti (reati espressamente ritenuti ostativi al rinnovo del permesso di soggiorno dalla L. n. 189/2002), deve valutare la complessiva pericolosità sociale dell'interessato quando la sentenza di condanna sia stata pronunciata ai sensi dell'art. 444 c.p.p. prima dell'entrata in vigore della medesima legge n. 189 del 2002
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TAR Veneto Sentenza del 16 settembre n. 2876: illegittimo il silenzio tenuto dalla Questura sulla domanda di rilascio del permesso di soggiorno, con conseguente condanna al risarcimento del danno per la reiterata inadempienza
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TAR Veneto Sentenza del 23 Aprile -3 settembre 2008 n. 2648: la revoca del permesso di soggiorno della ricorrente, disposta all’atto della domanda di rinnovo, è illegittima per non avere l’amministrazione tenuto conto delle ragioni di impossibilità sopravvenuta in ordine all’instaurazione del rapporto di lavoro che aveva determinato il rilascio del nullaosta al lavoro con il Decreto flussi.
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TAR Veneto Sentenza del 21 agosto 2008 n. 2574: é legittimo il diniego rinnovo permesso di soggiorno per mancata dimostrazione della disponibilità dei mezzi di sussistenza e per la presentazione, unitamente all’istanza di rinnovo, di documentazione falsa.
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TAR Liguria Sentenza del 20 agosto 2008 n. 1582 : é illegittimo il decreto di revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in relazione ai “flussi”, se manca la assunzione da parte di chi aveva ottenuto il nullaosta al lavoro, ma vi sia stata una successiva regolare assunzione da parte di altro datore di lavoro
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TAR Veneto Sentenza del 22 maggio - 18 agosto 2008 n. 2426: illegittimo il diniego del rinnovo del permesso se il giudizio di pericolosità si fonda un presupposto erroneo, poiché la condanna per detenzione e spaccio di stupefacenti, risalente al 1996 e attribuita al ricorrente, riguarda, in realtà, persona diversa
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Consiglio di Stato Sentenza n. 3902 dell'8 agosto 2008: alla riabilitazione può equipararsi l’automatica estinzione della condanna inflitta in sede di “patteggiamento”, ai sensi dell’art. 445 cpp, e pertanto non vi é in tali ipotesi presenza di motivi astativi al rinnovo del permesso
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Consiglio di Stato Sentenza n. 3885 del 5 agosto 2008: le condanne riconducibili a violazione delle norme dettate a protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi ai sensi dell'art. 26, comma 7 del D.Lgs. n. 286/1998, sono ostative al rinnovo del permesso di soggiorno solo qualora si tratti di permesso per lavoro autonomo, e non di permesso per lavoro subordinato
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TAR Lazio Sentenza del 5 agosto 2008 n. 7819 : la mancata instaurazione del rapporto di lavoro per cui lo straniero aveva ottenuto il visto di ingresso nel 2004 (Decreto Flussi) non leggittima di per sè il diniego del rinnovo del permesso per lavoro, se, successivamente, e trascorso oltre un anno dalla rilevata mancata conclusione del contratto di lavoro, lo straniero ha intrapreso una nuova attività lavorativa alle dipendenze di altro datore di lavoro
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Consiglio di Stato Decisione del 29 luglio 2008 n. 3793: il requisito del possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero e del di lui nucleo familiare costituisce un requisito soggettivo non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno, perché attiene alla sostenibilità dell’ingresso dello straniero nella comunità nazionale per ragioni di lavoro subordinato.
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TAR Veneto Sentenza del 22 luglio 2008 n. 2023: é legittimo il diniego del del rinnovo del permesso di soggiorno a chi non abbia dimostrato di svolgere attività lavorativa al momento della pronuncia dell'autorità, avendo, lo stesso prodotto documentazione fittizia ed insufficiente all'accoglimento della domanda
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TAR Lombardia - sezione di Brescia, Sentenza 19 luglio 2008 n. 821: un consistente ritardo (2 anni) nella presentazione della domanda di rinnovo del permesso deve essere in qualche modo giustificato, dovendosi altrimenti desumere che nel lasso di tempo intercorso il titolare del permesso abbia perduto ogni interesse a rimanere in Italia, e lo abbia riacquistato solo in seguito
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Consiglio di Stato, Sentenza del 17 luglio 2008 n. 3588: la Questura non ha legittimamente (ed ai sensi del richiamato art. 13, d.P.R. 394 del 1999) negato il rinnovo del permesso di soggiorno sulla base della mera circostanza per cui i redditi del richiedente derivavano “almeno in parte da fonti illecite”
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Consiglio di Stato Sentenza 28 marzo - 7 Luglio 2008 n. 3350: é legittimo il diniego del permesso di soggiorno se dagli accertamenti era emerso, senza ombra di dubbio, che l’interessato non aveva potuto dimostrare di possedere redditi adeguati, in assenza di ogni specifico riferimento ad attendibili mezzi di sussistenza.
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TAR Lombardia, sez. Brescia - sentenza del 4 luglio 2008 n. 794: ai fini del giudizio di pericolosità sociale, rilevante in tema di rinnovo del permesso di soggiorno, non è necessaria una condanna passata in giudicato ma sono sufficienti elementi indiziari tali da fare ritenere, con sufficiente approssimazione, che il soggetto possa costituire una minaccia per l'ordine pubblico.
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TAR Veneto 3 Sentenza del luglio 2008 n. 2872: il provvedimento finale sull’istanza di rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno deve essere necessariamente attualizzato con l’acquisizione di nuovi elementi istruttori allorquando, tra la formazione dell’atto ove si è cristallizzata la valutazione dell’autorità amministrativa relativa ad elementi di carattere variabile e la notifica del provvedimento, sia intercorso, come nel caso di specie, un lungo lasso di tempo, in quanto la determinazione dell’autorità amministrativa non può restare insensibile alle modificazioni della situazione di fatto o di diritto intervenute prima della notifica
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Consiglio di Stato Sentenza del 1 luglio 2008 n. 3266: su rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo e il criterio della condizione di reciprocità
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 30 giugno 2008, n. 3141: il parametro dell'assegno sociale, mentre non può assumere valenza di soglia rigida e vincolante ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, può invece senz'altro rappresentare un termine di raffronto utile e ragionevole in base al quale valutare il dato dell'adeguatezza reddituale, assieme alle concrete prospettive lavorative, come pure la durata della sua permanenza in Italia e il grado di inserimento sociale, documentato ad esempio dal percorso lavorativo pregresso e dall'esistenza di vincoli familiari.
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Consiglio di Stato Sentenza del 29 aprile - 25 giugno 2008 n. 3239: é illegittimo il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato nel caso di causa di un infortunio subito dallo straniero, con conseguente temporanea impossibilità di svolgimento di attività lavorativa, senza però che fossero totalmente venuti meno legittimi mezzi di sostentamento, e con successiva ripresa del lavoro
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TAR Toscana Sentenza del 7 maggio - 23 giugno 2008, n. 1649: gli elementi relativi alla situazione reddituale devono comunque essere prodotti, in sede amministrativa, prima della data di emissione del provvedimento e l’amministrazione, in tal caso, è obbligata a tenerne conto, anche ai sensi dell’art. 5, comma 5, d. lgs. n. 286/98.
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 5 - 19 giugno 2008, n. 2697: irrilevanza della concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena, allorché la condanna riportata dallo straniero sia, per l’appunto, di natura ostativa ex art. 4, comma 3 T.U. n. 286/1998, al rinnovo del permesso di soggiorno
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TAR Piemonte, Sentenza del 16 giugno 2008 n. 1378: è del tutto infondata la tesi secondo la quale il ricorrente non ha rinnovato il permesso a causa dello stato detentivo, atteso che l’amministrazione, dopo la scarcerazione, lo ha posto in condizione di regolarizzare la propria posizione, ma egli ha preferito non attivarsi in tale senso.
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TAR Lazio Sentenza dell'11 Giugno 2008 n. 6317: é illegittimo il decreto di revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in relazione ai “flussi” dell’anno 2005, nonostante manchi la assunzione da parte di chi aveva ottenuto il nullaosta al lavoro, ma vi sia stata una successiva regolare assunzione
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TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 Giugno 2008 n. 2342: in merito alla situazione familiare va inoltre rilevato che non può costituire ragione valida di diniego la sua separazione dal marito e la cessazione della convivenza, atteso che si tratta di condizioni del tutto ininfluenti sulla situazione lavorativa, alloggiativa della ricorrente.
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TAR Veneto - sentenza del 5 giugno 2008 n. 1664: l'amministrazione procedente è tenuta, ai fini della valutazione della sussistenza dei requisiti prescritti dalla legge, a valutare anche gli elementi sopraggiunti ex art. 5 comma 5 del T.U. del 98/286
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TAR Veneto - sentenza del 5 giugno 2008 n. 1663: l'eventuale produzione di documentazione fondante la richiesta per il rinnovo del permesso di soggiorno relativa a rapporti di lavoro rivelatisi fittizi, ove non risulti emessa alcuna sentenza di condanna, non comporta, per ciò stesso il diniego o la revoca del provvedimento
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TAR Sicilia Sentenza 7 maggio - 4 giugno 2008 n. 739: l’art.5 del D.Lgs.vo n.286/1998 al comma 5 non contempla anche il riesame in autotutela delle situazioni già in precedenza valutate positivamente, sicchè il permesso di soggiorno concesso non può essere successivamente revocato.
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TAR Emilia-Romagna Sentenza del 29 maggio 2008 n. 2087: deve ritenersi devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario anche l’impugnazione della revoca del permesso di soggiorno qualora la ricorrente, come nel caso in esame, invochi l’applicazione in proprio favore delle norme e dei principi in tema di ricongiungimento familiare
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TAR Marche Sentenza del 6 febbraio - 29 maggio 2008 n. 414: legittima la revoca del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato ad un cittadino straniero, essendo stato lo stesso destinatario di una precedente espulsione con accompagnamento alla fontiera e senza richiesta di revoca della medesima.
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TAR Puglia Sentenza del 26 marzo - 17 maggio 2008, n. 1387: é illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno basato unicamente sulla constatazione della revoca dell’autorizzazione al lavoro, a seguito di rinuncia del datore di lavoro, senza che venisse effettuata un’istruttoria in merito alla sussistenza di sopravvenienze che, se valutate, avrebbero consentito il rilascio dell'atto richiesto
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TAR Veneto Sentenza del 22 aprile - 12 maggio 2008 n. 1289: é infondato il ricorso avverso il diniego di rinnovo del proprio permesso di soggiorno, essendo accertata in maniera inequivocabile la sua pericolosità sociale del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina commesso dal ricorrente
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TAR Campania sentenza del 7 maggio 2008 n. 5093: l’accertamento in via amministrativa della fittizietà del rapporto di lavoro, stante la valenza endoprocedimentale delle risultanze di detto accertamento, costituisce comunque elemento idoneo a determinare il rigetto dell’istanza, a prescindere dall’esito del procedimento penale circa la falsità dei documenti sottesi al rapporto di lavoro mai concretizzatosi.
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Consiglio di stato decisione del 26 febbraio - 6 maggio 2008 n. 1990: illegittimità del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno basato solo su un'istruttoria che abbia scrutinato solo il periodo antecedente la scadenza del permesso, senza considerare le sopravvenienze che, se valutate. avrebbero consentito il rilascio dell'atto richiesto.
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TAR Lazio Sentenza del 23 aprile 2008 n. 3507: poiché al momento dell’adozione del provvedimento impugnato la posizione del ricorrente era mutata – non trattandosi più di studente, ma di lavoratore autonomo (come dimostra la documentazione prodotta in giudizio) – l’Amministrazione, nell’esaminare l’istanza di rinnovo, avrebbe dovuto tener conto dell’attuale situazione di fatto del richiedente, ben diversa da quella originaria.
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TAR Puglia sentenza del 17 - 22 aprile 2008 n. 965: per avvalersi del disposto, di cui all'art. 22 comma 9 del d.lgs. n. 286/1998, dettato in favore di coloro che, già destinatari di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, abbiano perduto il posto di lavoro, l’istante ha l’onere di dimostrare di aver posseduto una stabile occupazione legittimante il rilascio del titolo richiesto.
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Consiglio di Stato - Decisione 29 gennaio - 22 aprile 2008 n. 1840: ai fini della concessione del rinnovo del permesso di soggiorno, l’esistenza di un passivo di impresa, invero, non coincide con l’omessa retribuzione del lavoro prestato nell’ambito della medesima società, anche da parte dei soci. La temporanea passività dell’impresa, inoltre, non determina necessariamente lo stato di insolvenza dell’imprenditore, né l’incapacità di quest’ultimo di sostenersi e di contribuire al bilancio familiare
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TAR Toscana Sentenza dell'11 aprile 2008, n. 1028: l’amministrazione affronta la questione del bilanciamento fra l’interesse del ricorrente alla conservazione della propria situazione personale e familiare e l’interesse pubblico all’allontanamento di un soggetto resosi responsabile di un delitto di particolare gravità, ed assegna prevalenza al secondo sulla base di una valutazione discrezionale di per sé certamente non illogica
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TAR Lazio Sentenza del 3 aprile 2008 n. 2844: é illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno in quanto sentenza di condanna su cui si basa il diniego, poiché pronunciata anteriormente all’entrata in vigore delle modificazioni introdotte dalla legge 30.7.2002, n. 189, non potrebbe costituire automatica preclusione al rilascio del richiesto rinnovo e ciò in applicazione del principio della irretroattività della legge.
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TAR Emilia Romagna sentenza del 3 Aprile 2008 n. 1248 : é legittimo il il rinnovo del permesso, già rilasciato a titolo umanitario (nel caso di specie ai sensi dell'art. 18 comma 5 d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286), anche per altri diversi motivi, compreso quello di svolgimento di attività lavorativa.
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Consiglio di Stato sentenza 11 marzo 2008 n. 1031: la condanna inflitta in sede penale (nel caso di specie, ex artt. 444 e seguenti c.p.p.) non dovrebbe dare luogo ad una presunzione assoluta di pericolosità sociale, indipendentemente dalla situazione complessiva del soggetto interessato e dall’eventuale insorgenza di nuovi elementi di valutazione: la condotta sanzionata (furto di tre capi di abbigliamento di scarso valore in un grande magazzino) si é successivamente rivelata – secondo la documentazione depositata in atti – manifestazione di una patologia (bulimia nervosa e cleptomania), regredita dopo un periodo di ricovero presso una casa di cura
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TAR Toscana sentenza del 20 marzo 2008 n. 426: é illegittimo negare il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato perchè il richiedente non ha conseguito, in passato, un reddito annuo quantomeno pari all'importo dell'assegno sociale; ciò che conta è verificare se al momento della presentazione dell'istanza di rinnovo il richiedente è titolare di un contratto di soggiorno (anzi, più correttamente, tale verifica va operata al momento della decisione sull'istanza stessa, secondo l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione)
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TAR Emilia Romagna sentenza del 14 Febbraio 2008 n. 212: l’art.32 del D.lgs. n. 286/1998 consente che al cittadino straniero divenuto maggiorenne può essere rilasciato il permesso di soggiorno per motivi di accesso al lavoro o per subordinato o autonomo. Quando si parla di “minori affidati” si fa riferimento (secondo la Corte Costituzionale con sentenza n. 184/1983) non solo a quelli sottoposti ad affidamento amministrativo o giudiziario ma anche a quelli sottoposti a tutela ai sensi degli articoli art. 343 e seguenti del Codice Civile
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TAR Umbria Sentenza del 23 gennaio - 7 febbraio 2008 n. 51: illegittimo il silenzio serbato, per un periodo di oltre un anno, dalla Questura in merito all'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno presentata da un cittadino straniero. Silenzio peraltro protrattosi anche dopo la notifica di apposita diffida a provvedere, e di successivo atto di ricorso al TAR volto ad ottenere l'annullamento del c.d. "silenzio-rifiuto"
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TAR Puglia Sentenza del 6 febbraio 2008 n. 361: illegittimo, per contradditorietà tra provvedimenti, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno motivato sulla base dell'esistenza di un decreto di espulsione risalente a data antecedente il rilascio del permesso da rinnovare
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TAR Campania - sentenza del gennaio 2008 n. 178: é legittimo il diniego del rinnovo del permesso richiesto con conversione per lavoro autonomo se al momento della presentazione della domanda non si ha ancora la licenza per l'esercizio della attività.indicata
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TAR Sicilia Sentenza del gennaio 2008 n. 82: una condanna riportata dal richiedente il rinnovo del permesso per lavoro autonomo non può considerarsi automaticamente ostativa al soggiorno in Italia, se ha beneficiato della sospensione condizionale della pena per la condanna ed è stato ammesso alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
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TAR Campania Sentenza del 9 gennaio 2008 n. 745: non tutte le ipotesi di furto aggravato costituiscono impedimento al rinnovo del permesso di soggiorno, atteso che ai sensi dell'art. 4 comma 3, terzo periodo, del D.Lgs. n. 286/98, come modificato dalla L. n. 189/02, sono di ostacolo all'ingresso o alla permanenza in Italia le condanne, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p., per reati previsti dall'art. 380, commi 1 e 2 del codice di procedura penale, oltre ad altri reati espressamente individuati dalla norma
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TAR Toscana sentenza 4 luglio – 1 ottobre 2007 n. 2918: la condanna penale pronunciata secondo il rito regolato dagli artt. 444 e segg. del c.p.p. per i reati specifici menzionati dall’art. 26 del Testo Unico non é equiparabile, ai fini del diniego del rinnovo del permesso per lavoro autonomo, a quella emessa a seguito di dibattimento
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Consiglio di Stato - Decisione del 3 Marzo 2007 n. 1024: qualora la cittadina extracomunitaria eserciti un’attività diversa da quella prevista nel permesso di soggiorno e tale attività non sia un’attività lecita, la Pubblica Autorità è legittimata ad emettere un decreto di espulsione.
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Consiglio di Stato Decisione 17 ottobre-14 novembre 2006 n. 6697: il semplice ritardo nel proporre la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno - nella specie di circa quattro mesi - non determinava automaticamente l’espulsione dello straniero cui era scaduto detto permesso, dovendosi procedere preventivamente, da parte dell’Autorità di polizia, alla disamina della sua istanza di rinnovo per accertare l’eventuale venir meno dei presupposti del rinnovo medesimo.
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TAR Friuli Venezia Giulia - Sentenza 18 ottobre 2006 n. 645: annullato il provvedimento adottato dal Sindaco che ordinava di adeguarsi alle norme che fanno divieto di comparire mascherati in luogo pubblico, espressamente includendo tra i “mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona” anche “il velo che copre il volto”.
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Consiglio di Stato Decisione 31 marzo-11 settembre 2006, n. 5240: il termine indicato nell’articolo 5, comma 4, D.Lgs 286/98 per la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, non essendo contemplata alcuna conseguenza sanzionatoria per l’ipotesi di una sua inosservanza, non assume natura perentoria, bensì ordinatoria o acceleratoria, al fine di consentire il tempestivo disbrigo della relativa procedura ed evitare che lo straniero possa trovarsi in situazioni di irregolarità rispetto alla normativa che ne consente il soggiorno in Italia.
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TAR Piemonte Sentenza del 31 marzo 2006 n. 1588: é illgittimo il diniego del rinnovo del permesso se il provvedimento impugnato appare privo di adeguata motivazione circa l’autorità tedesca che ha provveduto alla segnalazione del nome del ricorrente nel S.I.S.
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TAR Friuli Sentenza 8 - 22 Marzo 2006 n. 199: mentre la legge (articolo 4 D.L.vo n. 286/90) e il regolamento (articolo 13, comma 2, DPR n. 394/99) fanno generico riferimento alla necessità di disponibilità di mezzi di sostentamento, che ovviamente non si identificano solamente in un reddito proprio, non è dato comprendere come la P.A. possa sostenere che gli atti posti ad integrazione dell’istanza ( e cioè l’essere la ricorrente con la propria figlia a carico del compagno convivente) “non sono pertinenti al procedimento amministrativo”, e cioè non sarebbero rilevanti nella fattispecie.
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