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CIVILE
In questa sezione le principali pronunce dei Giudici di Pace, Tribunali e Cassazione in materia civile, suddivise in base alle principali tematiche trattate ed inordine cronologico, Per aprire e leggere l'intero documento basta cliccare sul titolo del provvedimento.
ASILO E RIFUGIATI
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Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza del 21 aprile 2009, depositata il 19 maggio 2009, n. 11535: le Commissioni territoriali competenti a decidere delle domande di asilo devono, nei casi in cui non accolgano la domanda di protezione umanitaria, trasmettere gli atti al Questore per l'eventuale rilascio del permesso di soggiorno, quando ricorrano gravi motivi di carattere umanitario, e sussiste la giurisdizione del giudice ordinario su un provvedimento del Questore di diniego di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, richiesto ai sensi dell'art. 5, sesto comma del d.lgs n. 286 del 1998.
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Corte di Cassazione - Sentenza del 2 febbraio 2005 n. 2091: non spetta il riconoscimento dello status di rifugiato a qualunque soggetto che si allontani da un paese nel quale, notoriamente, sussista grave e diffusa compressione dei diritti civili, spettando lo status solo a colui che versi nel fondato timore di essere personalmente perseguitato inragione delle proprie idee o della propria condizione.
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CITTADINANZA ITALIANA E APOLIDIA
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Tribunale di Lecce sentenza del 5 Marzo 2010: va equiparata all'apolide una cittadina cubana che ha acquisito rispetto all'ordinamento di detto Paese la qualifica di emigrante e perciò perduto diritti e prestazioni essenziali, costituenti l’in se della cittadinanza cubana
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Corte di Appello di Salerno, Decreto del 20 agosto 2009, n. 32: il figlio minore, nato dal matrimonio tra cittadini stranieri, che in seguito a separazione giudiziale, viene affidato ad uno di essi, ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana anche nel caso in cui l’altro genitore, non affidatario, diventa cittadino italiano dopo la separazione. Per la Corte quello che è importante che si mantenga un rapporto tale da assicurare “la continuità di uno stabile rapporto familiare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continua ad esercitare la sua potestà nelle forme di legge, così da poter assicurare l’effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio”
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Corte d'Appello di Firenze, sentenza dell'8 maggio 2009, n. 138: in materia di riconoscimento giudiziario dello status di apolidia, al pari degli altri procedimenti riguardanti lo stato delle persone, si deve adottare il rito camerale, in base al quale la competenza territoriale del giudice si radica nel luogo di domicilio o di residenza del soggetto che chiede l'accertamento dello status, e non in quello dell'Amministrazione convenuta.
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Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
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Corte di Cassazione - Sentenza 11 aprile – 22 novembre 2007 n. 24312: l'effetto preclusivo dell'acquisto della cittadinanza, previsto dall'art. 6 della legge n. 91 del 1992, dipende non tanto dalla mera irrogazione della sanzione penale, quanto dall'accertamento della responsabilità e dal giudizio di colpevolezza e pertanto non può derivare dalla pronuncia della sentenza di applicazione su richiesta ma richiede una vera e propria sentenza di condanna.
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DISCRIMINAZIONE
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Tribunale di Roma, ordinanza del 27 maggio 2010: non è discriminatorio il comportamento di un direttore responsabile di un periodico nel quale vengono pubblicati annunci economici che contengono forme di discriminazione su base etnico-razziale o religiosa.
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Tribunale Civile di Brescia, Ordinanza del 19 Gennaio 2010 n. 4536/09: riconopsciuta la discriminazione collettiva contenuta nella delibera del comune di Chiari che aveva promosso un bando per l'assegnazione di borse di studio a favore di studenti di scuole secondarie ed universitari riservato esclusivamente ai cittadini italiani residenti. Conseguentemente, il giudice di Brescia ha ordinato al Comune di modificare la delibera, escludendo la clausola discriminatoria di cittadinanza, e di fissare nuovi termini di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso.
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Tribunale Civile di Milano Ordinanza dell'11 gennaio 2010 n. 9083: è discriminatoria la norma di cui al D.M. n. 56/2009 che riserva l'accesso alle graduatorie per i lettori di lingua straniera ai soli cittadini italiani o dei Paesi membri dell'Unione europea, con una possibilità limitata e residuale per i cittadini di altri Paesi qualora debba essere insegnata una lingua che sia ufficiale esclusivamente in Paesi non comunitari e ove non siano reperibili candidati in possesso della cittadinanza comunitaria.
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Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009: discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
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Tribunale di Bolzano, ordinanza del 16 giugno 2009 n. 379: discriminatorio il bando della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen che assegna ai soli cittadini dell’Unione europea finanziamenti finalizzati all’apprendimento di lingue straniere, escludendo i cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti.
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Tribunale di Parma Ordinanza del 13 Maggio 2009: il requisito della cittadinanza é irragionevole e discriminatorio ai fini dell’accesso al lavoro allorché si tratti di attività semplici realizzate dal p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza può essere invece validamente richiesto solo in quanto riferito allo svolgimento di attività comportanti l’esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale
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Cassazione Civile, Sentenza del 7 maggio 2009 n. 10504: i familiari superstiti del cittadino extracomunitario deceduto in un incidente stradale hanno diritto ad accedere al risarcimento del danno a prescindere dalla cittadinanza e senza la verifica della condizione di reciprocità.
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Tribunale di Brescia ordinanza del 20 febbraio 2009: il Bonus bebè previsto dal Comune di Brescia come da destinarsi ai soli nuclei familiari di cittadini italiani ovvero in cui almeno uno dei genitori sia cittadino italiano è illegittimo in quanto discriminatorio.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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- Corte di Cassazione - Sezione lavoro - sentenza 19 ottobre-13 novembre 2006, n. 24170: stranieri disabili, iscrizione a liste collocamento speciali e ipotesi di discriminazione
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ESPULSIONI
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Tribunale di Torino, decisione del 6 luglio 2009 (R.G. n. 6353/2008 V.G.): L’aver compiuto reati minori di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali e percosse, oramai risalenti nel tempo, unitamente a denunce più recenti per contrabbando di tabacchi e porto abusivo d’armi non possono fondare, di per sé soltanto, un giudizio di pericolosità sociale del cittadino comunitario tale da giustificare l’adozione di un provvedimento espulsivo per motivi di pubblica sicurezza. Ugualmente, la mancata disponibilità di fonti lecite di reddito non può essere motivo di allontanamento per ragioni di sicurezza pubblica, in quanto la normativa comunitaria esclude che provvedimenti di allontanamento possano essere motivati da ragioni di ordine economico o di prevenzione generale. Nel caso specifico, inoltre, non si sono tenuti in debita considerazione i legami sociali e familiari dell’interessato con il territorio nazionale, derivanti dalla presenza in Italia della convivente e della loro figlia di anni tre. Per tali ragioni, il provvedimento di espulsione emanato dal Prefetto è illegittimo e deve essere annullato.
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Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
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Corte di Cassazione - Sentenza 10 dicembre 2008 - 9 gennaio 2009, n. 394: nel provvedimento di invito ad allontanarsi emesso dal Questore a seguito di espulsione prefettizia sussiste l'obbligo di motivazione che non può essere soddisfatto attraverso il mero richiamo al provvedimento prefettizio di espulsione perché diversi sono i presupposti dell’uno e dell’altro provvedimento e diverso ne è l’oggetto.
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Corte di Cassazione - Ordinanza del 29 gennaio - 4 luglio 2008, n. 18518: la spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l'espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale
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- Corte di Cassazione - Sentenza 29 febbraio 2008 n 5714: su espulsioni cumulative o collettive
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Giudice di Pace di Treviso - verbale di udienza del 20 Febbraio 2008: in materia di accoglimento di ricorso contro espulsione a causa "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”, come ora previsto con il Decreto legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
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Corte di Cassazione - Sentenza n. 1649/2007: l’immigrato senza permesso che chiede di essere messo in regola (nel caso in questione con la sanatoria 2002) non può essere espulso se la procedura non si è ancora conclusa
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Corte di Cassazione – Sentenza 11 maggio 2007 n. 10922: in tema di espulsione dello straniero non è configurabile un ulteriore limite derivante dal rispetto di un supposto principio di proporzionalità tra sanzione espulsiva ed interessi familiari dell'espellendo, dato che la materia è esaustivamente regolata dalla normativa vigente
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Cassazione civile - sentenza 9 gennaio - 20 marzo 2007, n. 6590: il possesso del visto Schengen da parte dell'extracomunitario presente nel territorio italiano lascia presumere, salvo specifica prova del suo ingresso clandestino o con falsificazione dei documenti, che lo straniero abbia fatto legittimo ingresso nello Stato, rimanendo peraltro aperto l'ulteriore problema della mancanza di un titolo di soggiorno
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FAMIGLIA E MINORI
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Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
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Tribunale di Firenze, Decreto del 23 ottobre 2009: illegittima la revoca del nulla osta al ricongiungimento familiare precedentemente rilasciato a favore del padre della ricorrente, motivato con riferimento alla circostanza che il genitore fosse già presente sul territorio nazionale. Il precario stato di salute dell’interessato ha costituito infatti una causa di incolpevole impossibilità di attuare il presupposto dell'assenza del territorio nazionale, per cui il provvedimento dell’amministrazione deve essere annullato.
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Corte d'Appello di Firenze, Ordinanza del 12 giugno 2009: il rilascio del visto è solo un’azione consequenziale al rilascio del nulla osta e la rappresentanza diplomatica non ha alcun potere discrezionale, e pertanto l’autorità consolare non ha alcuna discrezionalità circa la valutazione della sussistenza dei requisiti.
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Tribunale di Forlì, Decreto 8 Giugno 2009: in materia di ricongiungimenti familiari "allorquando il procedimento amministrativo consti di varie fasi distinte, ciascun atto della serie trova la sua disciplina, in mancanza di disposizioni particolari in senso diverso, nelle norme del tempo del suo venire in essere".
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Tribunale di Torino - Ordinanza del 29 maggio 2009: il d.lgs. 160/08, entrato in vigore il 5 novembre 2008, che ha modificato l'art. 29, comma 1, lett. d), del d.lgs. 286/98 nel senso di permettere allo straniero di richiedere il ricongiungimento con i genitori a carico solo ove questi non abbiano altri figli nel Paese di origine, non può incidere sui procedimenti di ricongiungimento familiare iniziati prima di tale data e ricadenti sotto la disciplina previgente, nel caso in cui lo Sportello Unico abbia già provveduto a rilasciare il nulla osta dandone comunicazione all'autorità consolare.
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Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009: un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
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Corte di Cassazione - Sentenza 29 aprile - 14 novembre 2008, n. 27224: é ritenuto illegittimo il diniego di ingresso in Italia per ricongiungimento familiare del cittadino extracomunitario coniugato con cittadino/a italiana, per il solo fatto che abbia pendente nei suoi confronti un provvedimento di espulsione con la relativa segnalazione nell’area Schengen.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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Giudice di Pace di Treviso - verbale di udienza del 20 Febbraio 2008: in materia di accoglimento di ricorso contro espulsione a causa "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”, come ora previsto con il Decreto legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
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Corte di Cassazione a Sezioni Unite - Sentenza 24 luglio 2007, n. 16301: il permesso di soggiorno emesso dal questore in conseguenza del provvedimento, con cui il tribunale dei minorenni autorizza un familiare extracomunitario del bambino a restare sul territorio italiano per soddisfare le esigenze primarie del piccolo, è un atto dovuto e non discrezionale. Ne deriva che la giurisdizione sulle relative controversie compete al giudice ordinario e non a quello amministrativo
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LAVORO
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Tribunale di Ferrara (Sez. Lavoro) Ordinanza del 3 maggio 2010: Sanatoria colf-badanti 2009 - Obbligo di stipulare il contratto di soggiorno da parte del datore di lavoro
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Corte di Cassazione, sentenza del 26 marzo 2010 n. 7380: l'obbligo contributivo è una conseguenza automatica dell'obbligo retribuitivo che sussiste anche quanto lo straniero impiegato è irregolarmente presente sul territorio nazionale. Questo in virtù della lettura congiunta dell'art. 2126 del c.c. unitamente all'art. 22 del d.lgs. n. 286/98. Il fatto che il datore di lavoro sia stato già sanzionato penalmente per l'impiego di manodopera irregolare con la somministrazione di un'ammenda è ininfluente
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Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009: discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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Corte di Cassazione Sentenza 7 maggio - 7 agosto 2008 n. 21365: é presumibile che chi dà una mano con le faccende di casa sia un lavoratore dipendente, e quindi gli vanno riconosciuti stipendio e contributi. Per dimostrare che lo fa gratuitamente, per motivi affettivi simili a quelli che legano dei familiari, ci vogliono “prove rigorose”.
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Tribunale di Padova, sentenza del 19 ottobre 2007 n. 737: il rapporto di lavoro del lavoratore non comunitario "clandestino" o irregolare, vale a dire non munito del permesso di soggiorno, non comporta la soppressione dei diritti patrimoniali maturati in conseguenza dello svolgimento della prestazione lavorativa
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LAVORO IN PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
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Tribunale Civile di Milano Ordinanza dell'11 gennaio 2010 n. 9083: è discriminatoria la norma di cui al D.M. n. 56/2009 che riserva l'accesso alle graduatorie per i lettori di lingua straniera ai soli cittadini italiani o dei Paesi membri dell'Unione europea, con una possibilità limitata e residuale per i cittadini di altri Paesi qualora debba essere insegnata una lingua che sia ufficiale esclusivamente in Paesi non comunitari e ove non siano reperibili candidati in possesso della cittadinanza comunitaria.
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Tribunale di Parma Ordinanza del 13 Maggio 2009: il requisito della cittadinanza é irragionevole e discriminatorio ai fini dell’accesso al lavoro allorché si tratti di attività semplici realizzate dal p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza può essere invece validamente richiesto solo in quanto riferito allo svolgimento di attività comportanti l’esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale
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SOGGIORNO
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Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
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Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009: un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
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Corte di Cassazione - Ordinanza del 29 gennaio - 4 luglio 2008, n. 18518: la spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l'espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale
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Cassazione civile - sentenza 9 gennaio - 20 marzo 2007, n. 6590: il possesso del visto Schengen da parte dell'extracomunitario presente nel territorio italiano lascia presumere, salvo specifica prova del suo ingresso clandestino o con falsificazione dei documenti, che lo straniero abbia fatto legittimo ingresso nello Stato, rimanendo peraltro aperto l'ulteriore problema della mancanza di un titolo di soggiorno
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