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DECRETO FLUSSI STAGIONALI 2011: DAL 22 MARZO SI INVIANO LE DOMANDE PER 60.000 QUOTE. NUOVA CIRCOLARE ESPLICATIVA

Il decreto che relativo alla programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali per l'anno 2011, che autorizza 60mila nuovi ingressi, arriverà in Gazzetta Ufficiale lunedì 21 marzo, quindi da martedì 22 sarà possibile presentare le domande per il nulloasta al lavoro stagionale nel settore dell'agricoltura e del turismo.

In base all'allegato alla Circolare Ministeriale del 21 marzo 2011 per il Veneto si prevedono 7.400 ingressi per lavoro stagionale

Leggi la Circolare

A questo proposito, i ministeri dell'Interno e del Lavoro e Politiche sociali hanno indicato in una circolare congiunta indirizzata alle rispettive strutture territoriali le istruzioni sulle procedure di inoltro delle istanze, con riferimento alle modalità di presentazione, al procedimento istruttorio e a quello relativo alla richieste di nulla osta pluriennale per lavoro stagionale.

La quota di ingressi consentiti sul territorio nazionale prevista dal decreto flussi stagionali 2011 comprende:

a) lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Repubblica ex Jugoslavia di Macedonia, Repubblica delle Filippine, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Gambia, Niger e Nigeria;

b) lavoratori stranieri stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto.

Lo stesso provvedimento consente l'ingresso anche ai lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi indicati precedentemente, che siano entrati in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

Leggi la Circolare del 25 Febbraio 2011


Via libera dunque per 60mila lavoratori stranieri stagionali nel 2011, circa 20mila in meno rispetto agli ultimi anni. Il decreto di autorizzazione è già stato firmato e sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale entro la fine del mese. La novità di quest'anno per le politiche dell'immigrazione, messe a punto dal governo prima che scoppiassero i tumulti in diversi paesi del Nord Africa, riguarda gli ingressi fuori quota per chi ha già lavorato per due anni in Italia. In questo caso le imprese potranno infatti presentare una richiesta solo di tipo amministrativo, una facilitazione per privilegiare la qualificazione del lavoratore. 
A fine febbraio il ministro Maurizio Sacconi e il direttore generale per l'Immigrazione, Natale Forlani, hanno presentato le linee fondamentali del piano del ministero del Lavoro e delle politiche sociali sull'integrazione socio-lavorativa degli immigrati, che prevede interventi finanziati per oltre 74 milioni di euro. Si punta soprattutto sulla formazione, l'informazione sui fabbisogni di lavoro e sulla selezione dei lavoratori nei paesi d'origine. E la strada è quella degli accordi bilaterali con i paesi (l'obiettivo è di arrivare a 10 intese siglate entro l'anno) anche sulla scorta di quello sottoscritto con l'Egitto e ora in sospeso: «Un'intesa che definirei come una buona pratica - ha detto Sacconi - e che presto speriamo di poter perfezionare». Con l'attivazione della formazione nei paesi di origine potranno entrare in Italia lavoratori stranieri con quote assegnate solo in via amministrativa e saranno formate in questo modo 4.500 persone già nel 2011 II piano ministeriale fa leva su una serie di azioni, gestite con le regioni, per l'integrazione e l'accesso ai servizi essenziali, l'orientamento e la rilevazione sui tenitori dei fabbisogni lavorativi. 
Natale Forlani ha anche stilato un primo bilancio del click day del 31 gennaio scorso per l'ultimo decreto flussi (quasi 400mila le domande inoltrate). Circa il 70% delle domande presentate nell'ambito delle quote di lavoratori stranieri (circa 100 mila) hanno riguardato il lavoro domestico: prima di tutto colf (62%) e poi badanti (8,6%).Perlo-meno 32omila domande riguardavano le comunità privilegiate, ossia quelle per le quali sono stati stipulati accordi bilaterali specifici. Fra queste, in particolare, spiccano le richieste per l'assistenza domestica. Forlani ha sottolineato che diverse di queste domande sono presentate da datori di lavoro stranieri: «C'è un'evidente richiesta di ricongiunzione familiare che dovrà essere vagliata dagli uffici preposti all'esame delle domande».

L'occasione della presentazione del piano del ministero è stata colta anche per illustrare i dati essenziali del Rapporto 2011 sull'immigrazione per lavoro. Le previsioni, al netto - ovviamente - dei recenti fatti africani, parlano di una stasi (dopo 20 anni di costante crescita) del fabbisogno medio annuo fino al 2015, con non più di 100mila posti di lavoro disponibili per gli immigrati; solo dal 2016 al 2020 si tornerebbe su arrivi dovuti a nuovi impieghi per 26omila lavoratori l'anno.

(Fonte: IlSole24Ore 24 Febbraio 2011)

(Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2011)

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