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Viewing Category: Dal Territorio
MONITORAGGIO DELL'APPLICAZIONE DEL D.LGS 30/2007 DA PARTE DEI COMUNI
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Il decreto legislativo 30/2007, in vigore dall’11 aprile 2007, ha regolamentato la circolazione ed il soggiorno dei cittadini comunitari. In base alle disposizioni dettate dal decreto 30, i cittadini UE, che abbiano superato i tre mesi di soggiorno, dovranno richiedere l’iscrizione anagrafica e non più la carta di soggiorno. Si è dunque verificato un passaggio di competenze ai Comuni, relativamente all'iscrizione anagrafica dei cittadini comunitari. Al fine di evitare disagi ed agevolare i flussi operativi che la nuova procedura richiedere, la legge finanziaria 2008 ha previsto lo stanziamento do 10 milioni di euro in favore dei Comuni, per gli anni 2008 e 2009. I fondi saranno distribuiti tra i Comuni proporzionalmente alle risorse impiegate ed al numero di cittadini comunitari residenti. I Comuni potranno da oggi, e sino al 31 maggio prossimo, comunicare al Ministero dell’Interno il numero dei cittadini UE che hanno presentato richiesta di iscrizione anagrafica (o l’attestato di soggiorno permanente) ed il numero del personale impiegato e già formato. I dettagli, sui dati da fornire e sulle modalità di inoltro degli stessi, sono contenuti nel testo della circolare del Ministero dell’Interno del 30 aprile 2008.
(4 Maggio 2008)
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ACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA: INCONTRI DEI DIRIGENTI MINISTERIALI CON LE PREFETTURE PER ATTIVARE PROGETTI DI SEMPLIFICAZIONE
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"Tutti i responsabili del settore cittadinanza delle Prefetture e delle Questure d’Italia si sono incontrati con i dirigenti della Direzione centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze, del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, per approfondire le tematiche della cittadinanza e per discutere sui più recenti orientamenti interpretativi adottati in materia dall’Amministrazione. Gli incontri, che si sono svolti presso le Prefetture di Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Cagliari, hanno contribuito alla formazione di sinergie sul territorio, con momenti di confronto e di approfondimento, per favorire il completamento del percorso di integrazione sociale dei cittadini stranieri, attraverso l’acquisto della cittadinanza. L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere la massima collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel procedimento, condividere modalità comuni di intervento e dare una più efficace risposta alle aspettative dei cittadini stranieri che intendono inserirsi a pieno titolo nella nostra collettività. Per semplificare ancor di più la procedura e contrarne ulteriormente i tempi, sono state inoltre presentate le più recenti implementazioni del sistema informatizzato di gestione delle pratiche con ulteriori collegamenti tra Prefetture e Questure e con il prossimo utilizzo della firma digitale sui documenti." (Fonte: Ministero dell'Interno, 19 Marzo 2008)
(20 Marzo 2008)
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Prefettura di Treviso, avviati i lavori del tavolo tecnico ristretto per l'integrazione degli studenti stranieri
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"Prima riunione questa mattina nella sede della Prefettura di Treviso del tavolo tecnico ristretto, promosso dal Prefetto Vittorio Capocelli nell'ambito del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, incaricato di elaborare progettualità specifiche mirate all’integrazione degli studenti stranieri residenti nella provincia, ed al quale hanno preso parte rappresentanti di Provincia, Questura, Ufficio Provinciale Scolastico, U.L.S.S. n. 9, Inail, Consulta Femminile per l’Immigrazione, Unicef e Anolf. Durante l'incontro sono state dibattute le problematiche connesse all’inserimento nel contesto scolastico degli studenti stranieri: dallo “choc transculturale” derivante dalla partecipazione ad un contesto relazionale completamente nuovo ai problemi di natura linguistica, dal disagio sociale al ritardo scolastico, sino alla evasione dell’obbligo scolastico. In un quadro di ombre e luci, sono emerse non solo criticità, ma anche azioni e iniziative già avviate o di prossimo avvio, per fare fronte in maniera efficace alle sfide poste da una società multirazziale. Nell’intento di superare la logica dell’emergenza e di realizzare la massima sinergia, attraverso uno scambio continuo e fattivo di proposte, idee e “buone pratiche”, tra i soggetti a vario titolo impegnati su questi versanti, è stato ipotizzato di sviluppare specifiche progettualità, attraverso il coinvolgimento dei referenti della “Rete delle istituzioni scolastiche”, già attiva in provincia di Treviso, con l’obiettivo di garantire interventi omogenei e condivisi per l’integrazione degli studenti stranieri. Sono stati inoltre analizzati alcuni dati tra i più salienti e significativi: la consistenza numerica degli studenti con cittadinanza non italiana presenti nei diversi gradi scolastici (nel corrente anno scolastico, il 13,5% della popolazione scolastica provinciale è costituito da ragazzi stranieri, con una crescita di 1,2 punti percentuali rispetto al precedente anno!), la loro distribuzione nel territorio provinciale e le loro differenti etnie." (Fonte: Ministero dell'Interno, 4 Marzo 2008)
(5 Marzo 2008)
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Consiglio Territoriale per l’Immigrazione di Treviso, presentati i risultati dei progetti in atto
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"Nella mattinata di ieri, presso i locali della prefettura di Treviso, presieduta dal prefetto Vittorio Capocelli, si è tenuta una seduta del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione. Alla riunione sono intervenuti il procuratore della Repubblica, rappresentanti della Regione Veneto, della Provincia di Treviso e del Comune capoluogo, il questore, il comandante Provinciale dei Carabinieri, il comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il direttore della Casa Circondariale, il direttore dell’Istituto Penale Minorile, il direttore Provinciale del Lavoro, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, il direttore dell’Inail, il presidente dell’Unindustria, il rappresentante dell’Associazione Datoriale del Comparto Agricolo, i segretari generali di C.G.I.L., UIL il responsabile ANOLF, i direttori dei Servizi Sociali delle Aziende Socio Sanitarie 8 e 9, le componenti della Consulta Femminile, la Referente Provinciale Unicef per la Scuola. I Rappresentanti delle associazioni “EmergenzaOggi” ed “Itaca”, hanno illustrato i primi risultati del Progetto “Codice a Sbarre 2008”, avviato recentemente, cui hanno aderito il 50% circa degli istituti scolastici della Provincia. L'iniziativa, che ha trovato ampio consenso, vede tra i suoi momenti salienti, la realizzazione del concorso pittorico fotografico “Arte in Scatola”, le cui 50 opere finaliste, selezionate da una qualificata giuria istituzionale, saranno esposte, dal 5 aprile prossimo, nel Palazzo di “Ca’ dei Carraresi”; la creazione di un cortometraggio DVD, girato all’interno della Casa Circondariale di Treviso, su storie vere di detenuti e la produzione, con la collaborazione di Poste Italiane e della Casa Circondariale di Treviso, di una cartolina evocativa dell’evento. Tra le attività già realizzate, va ricordata la diffusione, tra studenti e detenuti della Provincia, di circa 12.000 copie di un “passaporto”, libricino che elenca ipotesi di reato che possono riguardare più da vicino il mondo dei giovani, tracciando “percorsi di allontanamento” dalla realtà carceraria. Ampio risalto è stato, inoltre, dato al progetto dell’ I.N.A.I.L. “Tutela lavoratori immigrati”, finalizzato a definire un programma integrato a supporto della tutela dei lavoratori immigrati, per il loro completo inserimento nel sistema del welfare e al Rapporto Unicef su “La Condizione dell’infanzia nel Mondo 2008: nascere e crescere sani”, del quale sono stati evidenziati i dati principali. Nell'incontro, inoltre, si è proceduto alla costituzione di due tavoli tecnici, incaricati rispettivamente di sviluppare il progetto I.N.A.I.L. “Tutela Lavoratori Immigrati” e di elaborare progettualità specifiche mirate all’integrazione in ambito scolastico degli studenti stranieri." (Fonte: Ministero dell'Interno, 21 Febbraio 2008)
(21 Febbraio 2008)
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Donne e straniere, carriera difficile nel mondo accademico - risultati di un rapporto finanziato dalla Commissione europea
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"BRUXELLES - Se le possibilità di carriera nel mondo accademico sono ancora limitate per le donne, la situazione peggiora se queste sono immigrate o provengono da minoranze. Lo rivela un rapporto condotto in sette paesi europei (tra cui l'Italia), che contiene varie raccomandazioni per le istituzioni accademiche e i centri di ricerca. Il rapporto è stato finanziato dalla Commissione europea attraverso il Sesto programma quadro per la ricerca. Per l"Italia è stato condotto dall'Università di Bari. Gli altri paesi coinvolti sono Belgio, Olanda, Regno Unito, Germania, Bulgaria e Portogallo. Il problema principale per l’inclusione di donne provenienti da minoranze è il doppio stereotipo che ancora ostacola le loro carriere. Per questo le università dovrebbero fare di più per affrontare il problema, dotandosi di piani di azione specifici per promuovere la diversità e la multiculturalità. Come viene suggerito, si tratta di un'evoluzione che beneficerà non soltanto le donne e gli appartenenti a minoranze, ma le istituzioni di ricerca in generale, che potranno così sfruttare appieno le potenzialità di coloro che ancora sono escluse da un pieno compimento delle loro potenzialità. Nonostante una pesante mancanza di statistiche sia per il settore pubblico che (soprattutto) per quello privato, i dati mostrano che il livello di educazione dei migranti sta progressivamente aumentando, anche se Italia e Portogallo hanno ancora i livelli più bassi. In particolare, le donne migranti dimostrano di avere un livello di educazione maggiore. Viene anche rilevato che in generale i migranti sono molto spesso sovraqualificati rispetto al posto che occupano, soprattutto per quanto riguarda quelli di recente arrivo e che occupano posti non qualificati. In Italia, sono soprattutto le donne ad essere sovraqualificate. Colpisce poi la scarsità di donne provenienti da minoranze all’interno del personale delle università. Queste sono 19 nell’intera Olanda, paese che ha fatto delle politiche d’integrazione uno dei suoi migliori biglietti da visita, e la loro presenza nell’intero staff accademico olandese è dello 0,027%. In Italia, le donne straniere sono titolari soprattutto dio cattedre di lingua, ma provengono più che altro dall’Unione europea. Il rapporto evidenzia che c’è più discriminazione nei loro confronti in quanto donne e non in quanto straniere. Venendo alla cifre (Cineca, 2005), il 9.2% dei docenti (lettori, professori associati, professori titolari) proviene dall’Africa, mentre il 2.2% dall’Asia. Il dato sull’Africa è di particolare rilievo in quanto è in contrasto con la scarsa portata dell’eredità coloniale italiana. Preoccupa però il fatto che da noi come in altri paesi non ci siano politiche attive per l’inclusione etnica. A volte succede anche che in sede di reclutamento vi siano stati fenomeni di razzismo (25% dei casi nel Regno Unito), e che nella maggior parte dei casi le pratiche di assunzione abbiano un’alta discrezionalità e non siano affatto trasparenti. Miglioramenti potrebbero venire dalla creazione di reti di scienziati 'etnici’, che potrebbero far loro la promozione delle carriere femminili. Questo sono però ancora molto rare, fatta eccezione per il Regno Unito. La creazione di queste reti servirebbe a diffondere maggiori informazioni sulle donne scienziato provenienti da minoranze o immigrate, stilando classifiche, e aiutando gli organi di governo accademici a prendere maggiore coscienza della dimensione etnica e di uguaglianza nelle loro politiche di reclutamento ed educazione." (Fonte: Ministero Solidarietà Sociale in collaborazione con il Redattore sociale, 19 Febbraio 2008) (19 Febbraio 2008)
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Unioncamere: aumentano dell'8% le imprese gestite da immigrati
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"Nel 2007, crescono dell'8% le imprese gestite da immigrati extracomunitari residenti nel Belpaese. Rispetto all'anno precedente, infatti, il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati da Paesi non appartenenti all'Unione europea è aumentato di 16.654 unità, toccando quota 225.408 imprese. Spicca il dato del numero di imprese individuali aperte nel 2007 da persone extracomunitarie: sono state ben 37.531, mentre si consolida la diminuzione complessiva delle micro-aziende condotte da italiani che, negli ultimi dodici mesi, si sono ridotte di quasi 30mila unità (0,9 per cento). La Lombardia è la regione dove si concentra l'imprenditoria immigrata. Sono questi, in sintesi, i dati principali emersi della rilevazione trimestrale condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere, illustrati, a Roma, da Unioncamere. «L'impresa - spiegano a Unioncamere - si conferma corsia preferenziale per l'integrazione di tanti immigrati extracomunitari residenti nel nostro Paese». Secondo l'indagine, la Cina è il Paese più rappresentato tra le nuove iscrizioni dello scorso anno, con 6.929 cittadini cinesi che hanno segnato il proprio nome nei registri delle Camere di Commercio. Sul fronte dei settori produttivi, da segnalare come la crescita registrata nel 2007 si concentri per il 40% nelle costruzioni (6.603 unità in più), tradizionale settore di attività per un gran numero di cittadini immigrati che, soprattutto in questi anni di forte sviluppo del comparto, hanno finito per trasformare un rapporto di dipendenza in una forma di lavoro autonomo. A seguire, c'è il contributo del commercio (cresciuto di 5.445 unità) e, più a distanza, quello delle attività manifatturiere (+2.473 imprese). Dal confronto con il quadro registrato al 31 dicembre 2006, spiegano a Unioncamere, emerge come il volano dell'allargamento della base imprenditoriale sia costituito dall'accoppiata dei settori costruzioni-commercio: insieme determinano il 72,3% di tutto il saldo dei dodici mesi passati e il 70,7% dello stock complessivo di imprese individuali con titolare immigrato esistenti alla fine di dicembre 2007. L'imprenditoria immigrata si concentra soprattutto in Lombardia (41.064 imprese, il 18,2% di tutte le imprese con titolare non Ue), ma è la Toscana che ospita il numero maggiore di imprenditori immigrati in proporzione al numero di imprese individuali residenti: 23.417 su 224.168, in pratica più di un'impresa ogni 10. Il record provinciale spetta a Prato, dove un'impresa ogni quattro ha un titolare immigrato. All'opposto, il valore più basso tra le regioni si rileva in Basilicata (2,2% il peso delle imprese di immigrati sul totale delle imprese individuali) mentre, tra le province, Enna, in Sicilia, è quella con la presenza più ridotta (1,5 per cento)." (Fonte: Il Sole 24 Ore, 18 Febbraio 2008)
(19 Febbraio 2008)
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Proroga dello stato di emergenza per l'eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari
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Parte la sperimentazione in 223 Comuni per il rilascio dei permessi di soggiorno
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"Saranno per primi i comuni di Ravenna, Ancona, Lecce, Brescia, Padova, Firenze, Prato, il consorzio di Portogruaro - che raccoglie 17 comuni - e la provincia di Trento – con in tutto 223 comuni - a sperimentare la nuova procedura per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Così come scritto nella direttiva del Ministro dell’Interno Giuliano Amato del 5 febbraio scorso, questi comuni si sostituiranno a Poste Italiane e affiancheranno le Questure nel rinnovo dei permessi dei cittadini extracomunitari. Questa mattina il sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi, con il Capo Dipartimento Libertà Civili e immigrazione, Prefetto Mario Morcone, e il Direttore Centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Prefetto Angela Pria, ha incontrato il vice presidente dell’Anci, Fabio Sturani e una rappresentanza dei comuni coinvolti per definire le modalità e i tempi della sperimentazione. L’Anci condivide l’obiettivo del Viminale di trasferire le competenze dei rinnovi dei permessi di soggiorno ai Comuni. Si è inoltre costituito un gruppo tecnico, presso il ministero dell’Interno, che seguirà tutte le fasi di avvio della sperimentazione. Come previsto nella direttiva non saranno più le Poste ma gli stessi comuni ad avviare e curare, in rapporto diretto con le Questure, il rinnovo del permesso di soggiorno. Attraverso un'agenda telematica tra Questure, Sportelli Unici e Uffici postali sarà possibile subito per lo straniero, alla presentazione della domanda, sapere il giorno dell'appuntamento in Questura. Per il rilascio del primo permesso di soggiorno, invece, sarà lo Sportello Unico a dare all'immigrato la data di convocazione presso l'ufficio immigrazione della Questura. Sull'esito dell'incontro al Viminale il Vice presidente dell'Anci e responsabile delle politiche sull'immigrazione Fabio Sturani ha così commentato: ''Abbiamo dato la nostra disponibilita, pensiamo che sia giusto che il rilascio dei rinnovi diventi una funzione amministrativa e abbia tempi certi. Il ministro vuole andare avanti celermente e noi siamo d'accordo''. " (Fonte: Ministero dell'Interno, 14 Febbraio 2008)
(15 Febbraio 2008)
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Treviso, Conferenza Permanente: attenzione rivolta a sicurezza sul lavoro e nero
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Si è tenuta l'8 febbraio presso la sede dell’Amministrazione Provinciale di Treviso, l'assise plenaria della Conferenza permanente, presieduta dal prefetto Vittorio Capocelli, con i soggetti coinvolti a vari livelli nelle problematiche connesse al fenomeno della sicurezza sul lavoro. L’incontro ha fatto seguito a parallele iniziative realizzate sempre in sede di Conferenza Permanente, nel corso del 2007. Nel corso dei lavori sono state evidenziate le tipologie degli eventi di interesse anche con riferimento alle principali realtà produttive della provincia, potenzialmente interessate dal fenomeno. Si è, quindi, proposto di istituire un tavolo ristretto qualificato per gli approfondimenti e per lo studio di strategie possibili ed adeguate. Si è anche ipotizzato di costituire un Nucleo operativo misto, composto da rappresentanti della Direzione Provinciale del Lavoro, dell’INPS, dell’INAIL e degli SPISAL, per elaborare strategie adeguate attraverso strumenti di intervento repressivo e prevenzionale. Nello stesso contesto, è stato presentato, per essere avviato alla sperimentazione nazionale da parte dell’Inail, uno specifico progetto mirato a definire un programma integrato a supporto della tutela dei lavoratori immigrati, per il loro completo inserimento nel sistema del welfare. Progetto che verrà presentato, per i risvolti connessi alle problematiche migratorie, al Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, che segue da vicino il particolare contesto del lavoro nero.
(9 Febbraio 2008)
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Sicurezza sul lavoro, un tavolo di coordinamento programmerà gli interventi sul territorio della provincia veronese
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"Sarà operativo entro la fine di febbraio presso la provincia di Verona il 'Tavolo di coordinamento', convocato dall'assessore provinciale alle Politiche per il lavoro Virgilio Zampieri, per programmare gli interventi in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. La decisione prende spunto dalle nuove funzioni che la legge n. 123/2007 ha attribuito alle province sul coordinamento delle attivita' di prevenzione, vigilanza e controllo in materia di sicurezza sul lavoro. Delle iniziative da adottare si è parlato questa mattina, nella Sala rossa del palazzo Scaligero, in una riunione cui hanno partecipato anche il presidente della provincia Elio Mosele, il prefetto di Verona Italia Fortunati e alcuni rappresentanti degli organismi pubblici deputati alle attività di prevenzione (Spisal delle Asl, ispettorati della Direzione provinciale del lavoro, ispettorati provinciali dei Vigili del fuoco, Uffici provinciali Inail e Inps, dipartimento periferico dell'Istituto superiore prevenzione e sicurezza lavoro, Comuni). Al termine dei lavori il prefetto ha sottolineato che «A luglio 2006 abbiamo avviato il tavolo 'Cantieri sicuri', che a tutt'oggi ha prodotto controlli su 1.100 cantieri. Nel 2007 - ha proseguito - gli infortuni sono calati del 10% e ora possiamo dire che questo metodo del coordinamento fra enti e' entrato a sistema. Lo stesso metodo possiamo farlo insieme sui comparti industriali e agricolo». Dal recente rapporto Inail risulta che a Verona gli incidenti mortali sono stati 14 nel 2005 e 22 nel 2004. In agricoltura,sono stati 1.848 gli infortuni del 2006 con 3 mortali. Nel periodo 2000-2006, gli infortuni sono calati del 25%. «Sul tema della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro - ha evidenziato il presidente della provincia Mosele - le province possono svolgere il loro ruolo storico di coordinamento territoriale. Ricordiamo che la vita non è un bene negoziabile ma un bene da salvaguardare e la sicurezza non un costo aggiuntivo per le istituzioni, ma un investimento». (Ministero dell'Interno, 5 Febbraio 2008)
Scarica la Legge n. 123/2007
(6 Febbraio 2008)
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