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RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI 2009: SONO 70.585 LE DOMANDE PRESENTATE PRESSO GLI SPORTELLI UNICI PER L'IMMIGRAZIONE DELLE PREFETTURE ITALIANE. AUMENTANO ANCHE I MATRIMONI MISTI
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Nel 2009 sono state presentate complessivamente 70.585 domande di nullaosta al ricongiungimento familiare, di cui 24.995 domande sono state presentate da donne. Il dato complessivo evidenzia una diminuzione delle stesse nella misura del 9% rispetto all'anno 2008. In analogia con gli anni precedenti, nel 2009 la maggioranza dei richiedenti è di sesso maschile (65%), ma si osserva una crescita significativa della percentuale di domande presentate da richiedenti di sesso femminile. Per quanto attiene alla ripartizione delle domande per regione, come già avvenuto nel 2007 e nel 2008, le regioni con maggiore numero di domande presentate sono state la Lombardia (18.152 domande, pari al 25,7% del totale nazionale), l’Emilia Romagna (9.110 domande, pari al 12,9% del totale nazionale) ed il Veneto (8.027 domande, pari al 11,4% del totale nazionale). Anche nel 2009, come per gli anni passati, la stragrande maggioranza delle domande (90,2%) è stata presentata nelle regioni del centro nord. Le regioni con un tasso di presentazione di domande da parte di donne maggiore del 40% sono state la Campania, la Calabria, il Lazio, la Liguria e la Sardegna. In Basilicata e in Friuli Venezia Giulia, di contro, il tasso di presentazione di domande da parte di donne minore del 30%. Come già osservato nel 2008, anche nel 2009 le province con il maggiore numero di domande sono state Milano (7.480 domande, pari al 10,6% del totale nazionale), Roma (4.855 domande, pari al 6,9% del totale nazionale) e Brescia (3.224 domande, pari al 4,6% del totale nazionale). Il numero più consistente di domande risulta essere presentato da parte di etnie dell’area europea (il 31% delle domande) rappresentate da richiedenti provenienti dall’Albania, dalla Moldavia, dall’Ucraina, dalla Macedonia e dalla Serbia-Montenegro. Segue l’area africana (30%), rappresentata in particolare dal Marocco, dall’Egitto, dal Senegal, dalla Tunisia e dal Ghana. L’area asiatica è presente con il 29% delle domande, rappresentata in particolare dalla Cina Popolare, dalle Filippine, dallo Sri Lanka, dal Pakistan e dal Bangladesh. L’area americana costituisce l’10% delle domande presentate ed è rappresentata in particolare dal Perù e dall’Equador. L’Oceania è quantitativamente trascurabile. Le nazionalità per le quali l’universo femminile è preponderante (cioè con valori maggiori al 50%) rispetto al totale delle domande presentate sono la Moldavia, le Filippine, l’Ucraina, il Perù, l’Equador, la Nigeria e la Repubblica Dominicana. Da un punto di vista quantitativo, inoltre, sono rappresentate in modo significativo il Marocco, la Cina Popolare e l’Albania. (Fonte: Ministero dell’Interno)
Il matrimonio è sempre più una tappa fondamentale percorso di integrazione degli immigrati in Italia. A confermare andamento i dati della ricerca sui matrimoni misti celebrati in Italia, pubblicata dalla MoneyGram attraverso il primo Osservatorio in materia. Sul totale di 250 mila matrimoni annui (dati Istat 2009 su rilevazioni 2007) le unioni miste si attestano a circa 35 mila, rappresentando il 14% dei matrimoni. Dal 1995 ad oggi le unioni miste sono triplicate con una crescita annua del 9,5%. I dati dimostrano come le scelte degli italiani sono molto diversificate, in cui gli uomini scelgono prevalentemente donne provenienti dall’Unione Europea, con il 59% dei casi, oppure scelgono le loro spose dal sud americana. Molto basse le unioni con donne dell’Africa Settentrionale (8%) e asiatiche (6%). Diverse le preferenze delle donne italiane che sposano molto più spesso uomini provenienti dal continente africano (40,7%), oppure sud americani (17,4%). Rimangono basse, anche per le donne, le percentuali di unioni con asiatici (4,7%). A livello complessivo i matrimoni misti più frequenti sono quelli in cui lo sposo è Italiano e la sposa straniera (circa 17 mila nell’anno), mentre i matrimoni misti in cui è la sposa che è Italiana sono solo 6 mila. Cresce di importanza anche il fenomeno dei matrimoni misti in cui entrambi i coniugi sono di nazionalità non italiana e diversa tra di loro, che ammontano a circa 11 mila. La regione in cui il fenomeno dei matrimoni misti è più importante è l’ Emilia Romagna,i cui dati sono sopra la media nazionale, con il 15% dei casi. Nella speciale classifica seguono la Lombardia (13,5%) e con stessa incidenza la Liguria (13,1%) e la Valle d’Aosta (13,1%). La Lombardia è la regione in cui in numero assoluto (oltre 35 mila) le unioni miste sono state le più numerose. Nel Lazio invece, nonostante sia una regione in cui l’immigrazione è un fenomeno accentuato, è solo al dodicesimo posto della classifica con un’incidenza del 10,8% sul totale dei matrimoni celebrati. In generale nelle regioni del sud Italia la percentuale è molto bassa con la punta minima registrata in Puglia con il 3,7%. Se da un lato aumenta la percentuale dei matrimoni tra coppie miste, dall’altro il primato dei divorzi spetta però alle stesse unioni miste. Infatti la durata media di questi matrimoni è di solo 9 anni, a fronte dei 14 anni per i matrimoni in cui entrambi i coniugi sono italiani. Sul totale dei divorziati nell’anno in esame (oltre 5.400) il 72,5% è rappresentato da coppie in cui il marito è italiano e la sposa straniera. (Fonte: stranieriinitalia.it)
(24 Agosto 2010)
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EUROSTAT: SONO OLTRE IL 6% GLI STRANIERI RESIDENTI IN EUROPA
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Secondo i dati Eurostat che ha presentato un recente rapporto basato sui dati relativi ai 27 Paesi dell’Unione Europea aggiornati al 2008, sono oltre 31 milioni i cittadini di nazionalità straniera che risiedono regolarmente nei 27 Paesi dell’Ue e costituiscono oltre il 6% dell'intera popolazione; di questi, 19,5 milioni provengono da Paesi terzi e 11,3 milioni sono cittadini di un altro Stato membro dell’Ue. La distribuzione non è però omogenea tra gli Stati dell'Ue, infatti oltre il 75% di tutti gli stranieri residenti nell'Ue nel 2008 vivevano in soli 5 Paesi: Germania (7,3 milioni), Spagna (5,3 milioni), Regno Unito (4 milioni), Francia (3,7 milioni) e Italia (3,4 milioni).
Il gruppo nazionale più numeroso di cittadini comunitari residenti in altri Paesi dell’Ue è costituito da rumeni (1,7 milioni, cioè il 15% del totale dei migranti comunitari nell'Ue), seguiti dagli italiani (1,3 milioni, 11%) e dai polacchi (1,2 milioni, circa l'11%).
Gli Stati membri dell'Ue con la più alta percentuale di stranieri provenienti da un unico Paese sono la Grecia (64% di stranieri provenienti dall'Albania), la Slovenia (47% dalla Bosnia Herzegovina), l'Ungheria (37% dalla Romania) e il Lussemburgo (37% dal Portogallo).
(22 Febbraio 2010)
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IMMIGRAZIONE: INCIDENZA CRISI SU MERCATO DEL LAVORO
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Nel Veneto, da poco meno di 160 mila assunzioni di lavoratori stranieri nei primi nove mesi del 2008 si è passati a poco più di 121 mila nello stesso periodo del 2009. Una contrazione pari al 24%, leggermente inferiore a quella relativa alle assunzioni di lavoratori italiani che, con un -24,5%, sono passate da circa 433 mila a 327 mila. Il peso degli stranieri in questo periodo si è mantenuto attorno al 27% del flusso complessivo di assunzioni. Sono dati elaborati da Veneto Lavoro, in occasione di un incontro a Mestre (Venezia) sul tema dell’associazionismo straniero come risorsa contro la crisi, e resi noti dall’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona. Dal punto di vista settoriale la flessione rimane prevalentemente concentrata nel comparto industriale, in particolare nella meccanica e nell’industria del mobile. L’incidenza degli stranieri sui flussi di assunzione si è ridotta nei settori in cui la domanda di lavoro immigrata è diventata strutturale e spesso maggioritaria, come quella del comparto manifatturiero (dal 34% al 33%) e delle costruzioni (dal 46% al 45%). È rimasta positiva e in aumento invece la domanda di stranieri nei settori dell’agricoltura (dal 53% al 58%) e dei servizi (dal 19% al 20%). A partire dal secondo semestre del 2008, il flusso di lavoratori italiani e stranieri che si è iscritto alle liste di disponibilità presso i Centri per l’Impiego del Veneto si è incrementato. Il peso degli stranieri iscritti è passato dal 24% (con 29 mila iscrizioni) al 26% (con circa 33 mila) del totale. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavoratori che hanno dichiarato l’immediata disponibilità e sono anche in mobilità ed è questa la componente di disoccupati stranieri che già nel terzo trimestre del 2009 ha fatto registrare un flusso di iscrizioni (21.800) più alto rispetto a quello di tutto il 2008 (21.200). Infine, dai dati a disposizione si rileva che nelle domande presentate dalle aziende per richiedere gli interventi di cassintegrazione in deroga (complessivamente circa 37.000 lavoratori fino al 13 novembre 2009) gli stranieri previsti rappresentano il 19% (circa 7.000). (Finte: Comunicato stampa a cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto, 21 Dicembre 2009) (28 Dicembre 2009)
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ASSICURAZIONE SANITARIA - ISCRIZIONE VOLONTARIA DEI GENITORI RICONGIUNTI ULTRASESSANTACINQUENNI: INDICAZIONI DELLA REGIONE VENETO
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Come noto, lo scorso ottobre 2008 il governo ha stabilito che per poter ottenere il nulla osta, oltre ai requisiti relativi al reddito e all’alloggio, nel caso di ricongiungimento familiare di genitori con oltre 65 anni di età è necessario dimostrare il possesso di una copertura sanitaria a tutela dei rischi di malattia, infortunio e maternità sul territorio nazionale. La nuova normativa (e le successive circolari esplicative del ministero dell’interno n. 4660 del 28 ottobre 2008 e 737 del 17 febbraio 2009) prevede due alternative: stipulare in favore del genitore un’assicurazione sanitaria privata senza scadenza, oppure iscriverlo volontariamente al Servizio sanitario nazionale, a fronte del pagamento di un contributo il cui importo dovrebbe essere determinato a breve. Tenuto conto che sono passati diversi mesi dall’introduzione di questa previsione e che tale contributo non è stato ancora definito, con questa nuova circolare il ministero della Salute è quindi intervenuto affermando che fino alla sua quantificazione il richiedente è tenuto a stipulare una polizza sanitaria privata senza scadenza. Tenuto conto del tempo intercorrente tra la presentazione della richiesta di nulla osta presso lo Sportello unico per l’immigrazione e l’effettivo ingresso in Italia dei genitori ricongiunti, al momento della domanda il richiedente dovrà rendere una dichiarazione formale di impegno a sottoscrivere la polizza a favore dei genitori, per poi provvedere alla stipula della polizza stessa entro 8 giorni dall’ingresso in Italia e comunque prima della loro presentazione allo Sportello unico. Nonostante quest’ultimo chiarimento ministeriale, sono numerose le questioni che rimangono aperte. In particolare, pare difficile trovare una società di assicurazioni che offra una polizza sanitaria a tempo indeterminato per persone anziane a prezzi contenuti. Stando a quanto riscontrato da altri centri di ricerca, presso le compagnie contattate, da un lato la nuova normativa risulta pressoché sconosciuta, dall’altro sembra non essere disponibile un prodotto assicurativo in grado di soddisfare i requisiti previsti dalla legge. Di recente la Direzione Regionale Piani e Programmi Socio-Sanitari della Regione Veneto ha diramato una nota alle Aziende Ulss della Regione affermando che "si ritiene, pertanto, allo stato attuale, si possa pprocedere all'iscrizione volontaria mediante versamento del contributo previsto dalle norme vigenti (€ 387,34) salvo conguaglio qualora vengano definite nuove tariffe da parte del Ministero LSPS di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Leggi la Nota della Regione
(27 Novembre 2009)
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IMMIGRAZIONE: IL VENETO PRESENTA IL PATTO DI ACCOGLIENZA
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E’ la prima esperienza di questo tipo che viene fatta a livello pubblico in Italia: è il Patto di Accoglienza e Integrazione che la Regione del Veneto ha presentato oggi a Padova, nella Sala Consiliare della Provincia, ad amministratori locali, operatori e rappresentanti delle associazioni degli immigrati. L’assessore ai flussi migratori Oscar De Bona ha sottolineato che si tratta di un nuovo strumento di cui la Regione ha deciso di dotarsi per favorire l’integrazione nel Veneto dei cittadini stranieri regolari. Con il Patto di Accoglienza e Integrazione, la comunità veneta ospitante accoglie l’immigrato chiedendogli però di sottoscrivere l’impegno di integrarsi e soprattutto di rispettare i principi e i valori cardine della nostra società. De Bona ha annunciato che entro la fine dell’anno sarà sottoposto all’approvazione della giunta regionale per poter essere poi applicato, dando così attuazione alla programmazione triennale in materia di immigrazione che lo prevede. Alla presentazione hanno partecipato Moustapha Ndiaye vicepresidente della Consulta regionale per l’immigrazione, Franco Pittau della Caritas Italiana, Sergio Rosato direttore di Veneto Lavoro e Marco Annoni di Italia Lavoro. E’ stato Pittau a mettere in evidenza che si tratta della prima sperimentazione del genere in Italia, augurandosi che possa trovare diffusione anche nelle altre Regioni con l’obiettivo di una società armonica composta da italiani ed immigrati. La Regione ha affidato a Veneto Lavoro e ad un gruppo di esperti la definizione e le modalità di applicazione di questo strumento, coinvolgendo un Tavolo tecnico con i vari attori sociali, pubblici e privati. Il tavolo di lavoro ha nel corso dei mesi discusso lungamente sia sulle basi teoriche e sui principi del Patto, sia sulle procedure amministrative relative all’implementazione di un modello, arrivando al testo presentato oggi. Nella fase di prima applicazione, la sperimentazione del Patto coinvolgerà solo gli stranieri selezionati in base all’articolo 23 del Testo Unico sull’immigrazione. “E’ un progetto – ha detto De Bona – che conferma il ruolo di primo piano che il Veneto ha nelle politiche per l’accoglienza, cercando di anticipare il futuro non subendo ma governando il fenomeno”. E’ seguito il dibattito con suggerimenti e proposte. Ad una richiesta dell’assessore del comune di Padova Daniela Ruffini circa la libertà religiosa, De Bona ha risposto di non poterla accogliere perché “ispirata da una ideologia spinta che rischierebbe di compromettere l’equilibrio raggiunto nel Patto”. Al termine sono state firmate anche le convenzioni con le Conferenze dei Sindaci del Veneto per attuare il programma regionale di integrazione sociale e scolastica degli immigrati non comunitari, in collaborazione con Italia Lavoro.
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PROTEZIONE DEI MINORI COMUNITARI NON ACCOMPAGNATI. OPERATIVO UN ORGANISMO CENTRALE DI RACCORDO
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E’ operativo dal 18 Ottobre, presso il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, l’Organismo centrale di raccordo per la protezione dei minori comunitari non accompagnati con il compito di garantire i diritti di quelli presenti sul territorio nazionale e di valutare i progetti di accoglienza e di rientro in patria. L’Organismo sarà responsabile, per la parte italiana, anche dell’applicazione dell’Accordo tra il Governo della Romania ed il Governo della Repubblica Italiana, entrato in vigore il 12 ottobre 2008, per la protezione dei minori romeni non accompagnati o in difficoltà presenti sul territorio della Repubblica Italiana. (Fonte: Ministero dell'Interno) (20 Ottobre 2008)
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TREVISO, CONVENZIONI TRA PREFETTURA E UNIVERSITÀ PER MIGLIORARE LE PERFORMANCE DELLO SPORTELLO PER L’IMMIGRAZIONE
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"Un Tavolo ristretto per affrontare le problematiche relative all’organizzazione e funzionalità dello Sportello Unico per l’Immigrazione si è riunito oggi alla prefettura di Treviso. L’iniziativa, che coinvolge gli uffici statali, le amministrazioni locali, le rappresentanze sindacali e le altre Istituzioni della provincia, è finalizzata a superare la situazione di disagio che si è venuta a creare presso i vari Uffici che partecipano allo Sportello Unico, in particolare sul fronte delle domande di nulla osta per lavoro ai cittadini extracomunitari e quelle di ricongiungimento familiare. La prefettura ha deciso di stipulare apposite convenzioni con le Università di Padova, Venezia e Trieste per l’utilizzazione di laureandi in stages formativi presso gli uffici della questura e della prefettura. Altre risorse dovrebbero essere mobilitate attraverso il contributo della Provincia e dei Comuni più importanti, secondo linee di intervento concordate anche con le Organizzazioni sindacali. Il progetto si inquadra nell’ambito delle iniziative avviate dalla prefettura in materia di miglioramento della qualità dell’azione amministrativa e dei servizi al cittadino per una amministrazione “di prossimità”. All’incontro erano presenti i rappresentanti della Questura, della Provincia, della Camera di Commercio, di Unindustria, della Direzione Provinciale del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail, dell’Anci provinciale e della CGIL." (Fonte: Ministero dell'interno, 15 Ottobre 2008) (15 Ottobre 2008)
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PADOVA: TROPPI ROMENI, L’ANAGRAFE VA IN TILT
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"Chi credeva l'ondata rumena si sarebbe esaurita nei mesi seguenti l'ingresso del Paese dell'est nell'Unione europea, evidentemente si sbagliava di grosso. Non e' stato cosi', e soprattutto non lo e' stato per la nostra citta', dove la richiesta di nuove residenze da parte di cittadini romeni e' continua". Cosi l'assessore del Comune di Padova alla Statistica, Gaetano Sirone, lancia l'allarme da parte del Comune che non riesce a fare fronte alle troppe pratiche. I dati Caritas parlano di quasi 25mila rumeni nella citta' del Santo con un incremento del 20% in sei mesi (erano 22mila circa a gennaio 2008): questo balzo in avanti ha messo in ginocchio la struttura del Comune. "Ci rimane da capire quale sia la strada migliore - ha spiegato Sirone commentando i dati al Gazzettino - per snellire le tante pratiche che giacciono sui tavoli dei nostri uffici anagrafici e che riguardano persone straniere perche' ci troviamo davanti ad un flusso che a questo punto non puo' piu' essere considerato come un'emergenza; si aprono le porte a una riflessione piu' ampia sull'intera gestione del servizio anagrafico comunale". Fonte: aduc.it – 03/09/2008 (4 Settembre 2008)
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DECRETO FLUSSI 2007: 1) CAUSA PILOTA A MILANO: L'INVIO ON LINE E' CORRETTO? 2) NUOVO AGGIORNAMENTO CON I DATI PER TREVISO E NUOVI DATI PER VENEZIA; 3) PRIME VOCI SU DECRETO FLUSSI 2008
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1) Con il ricorso presentato da diversi datori di lavori della provincia di Milano, i quali avevano denunciato delle anomalie nel sistema informatico nel cosiddetto "click day" del 15 dicembre 2007, che gestiva l’inoltro delle istanze, il T.A.R. della Lombardia con ordinanza del 27 agosto, ha ordinato alla Prefettura di Milano la sospensione per un mese del rilascio dei nulla osta non ancora consegnati agli immigrati. Tale decisione è maturata in particolare dal blocco dei computer quando dovevano leggere i lunghissimi cognomi di stranieri di etnia cingalese e di quelli a seguire che a causa del fermo dei computer del Ministero dell’Interno non ha potuto partecipare alla corsa contro il tempo. La Prefettura di Milano, quindi, dovrà riferire dell’accaduto al T.A.R. della Lombardia sospendendo per 30 gg il rilascio delle autorizzazioni ancora pendenti La Cisl, pertanto, ritiene che questa vicenda costituisca una ulteriore prova dell'irrazionalità del sistema delle quote com'è oggi strutturato, che danneggia non solo gli stranieri che aspirano a lavorare regolarmente in Italia ma anche i datori di lavoro.
Leggi la Ordinanza del TAR di Milano del 27 Agosto 2008
2) Da poche settimane lo Sportello Unico per l'Immigrazione - Prefettura UTG di Treviso ha diffuso nel proprio sito alcune prime indicazioni in merito agli orari e alla ammissibilità delle domande presentate
Vai alla pagina del sito dello Sportello Unico per l'Immigrazione - Prefettura UTG di Treviso
Orario di presentazione delle domande che rientrano nelle quote di ingresso, pratiche che verranno istruite.
Paese Quote dalle ore alle ore
Albania 53 + 16 8.00 8.30 Algeria 5 8.17 8.42 Egitto 29 tutte le domande presentate Filippine 86 8.00 9.53 Ghana 13 + 11 8.00 8.34 Marocco 56 + 12 8.00 8.46 Nigeria 26 8.00 8.46 Senegal 5 + 33 8.00 8.22 Sri Lanka 42 8.00 14.22 Tunisia 31 + 9 8.01 10.51 Pakistan 13 8.00 8.23 Bangladesh 46 + 2 8.00 8.09 Moldavia 97 + 6 8.00 8.14
Domestici (altre nazionalità)
1.329 + 8 8.00 8.37 Edili 74 8.00 8.06 Produttivi 804 8.00 8.33
Ultima modifica il 21/07/2008 alle 15:48:28
**** ****** ********
Da metà Febbraio lo Sportello Unico per l'Immigrazione - Prefettura UTG di Venezia ha diffuso nel proprio sito alcune prime indicazioni in merito agli orari e alla ammissibilità delle domande presentate. Nelle tabelle sottostanti, per ogni Stato tra quelli con quote riservate (ossia quelli il cui invio domande partiva dal 15/12/2007) è riportata l'ora, minuto e secondo dell'ultima domanda entrata in quota, alla data del 22/02/2008. Per definire l'ordine di presentazione della domanda, si è qunque tenuto conto dell'ordine cronologico di invio della stessa, NON come indicato dal PC utilizzato, ma come è indicato nella e-mail di conferma inviata nel giorno di spedizione sotto la dicitura "Data e ora di ricezione della domanda".
Nota: i dati pubblicati differiscono anche significativamente dal precedente aggiornamento (come nel caso dei lavoratori domestici) in quanto si è preferito conteggiare tra le domande in quota anche quelle al momento rigettate per reddito e in attesa integrazione documenti. Per ulteriori spiegazioni, scrivere a: immigrazione.pref_venezia@interno.it
Vai alle tabelle inserite nel sito della Prefettura di Venezia
(25 Agosto 2008)
*** ****
Si ricorda inoltre che con la circolare del 18 luglio 2008 vengono ridistribuiti 12 mila ingressi ancora disponibili per il Decreto Flussi 2007. I "posti" disponibili sono stati suddivisi in due gruppi: 4951 posti per i cittadini di Paesi con quote riservate (Albania, Algeria, Bangladesi, Egitto, Filippine, Marocco, Moldova, Nigeria, Senegal, Sri Lanka e Tunisia), i restanti 7300 per quelli di altre nazionalità.
Scarica la circolare
***
Risulta disponibile la prima ripartizione delle quote assegnate dalla Direzione Regionale del Lavoro del Veneto col Decreto Flussi 2007 a livello provinciale.
Scarica la tabella
Nei giorni 15/12/2007, 18/12/2007 e 21/12/2007, nel giro di poche ore si sono esaurite le quote disponibili per la maggior parte dei paesi e delle categorie previste dal decreto flussi 2007. Le richieste pervenute dopo il raggiungimento della quota, non verranno considerate, salvo rigetti o rinunce delle richieste pervenute prima o eventuali future estensioni delle quote. E’ importante rilevare come, sebbene i tempi rimangano lunghi, rispetto agli scorsi anni, il lavoro degli Enti preposti stia procedendo speditamente. Le Questure, infatti, cui compito è la verifica dei precedenti penali, ha già esaminato circa 137.000 richieste, quasi il 20% del totale. Le Direzioni Provinciali del Lavoro verificano il reddito del datore di lavoro, accertando, con l’ausilio di parametri differenti da provincia a provincia, se lo stesso potrà o meno rispettare il contratto del dipendente. Sono circa 62.000, 8,5% del totale, le richieste esaminate dai DpL.
Queste le cifre, provvisorie, diffuse il 12 maggio scorso dal Ministero dell’Interno.
Lo Sportello Unico per l'Immigrazione - Prefettura UTG di Verona ha diffuso nel proprio sito alcune prime indicazioni in merito agli orari e alla ammissibilità delle domande presentate in data 15 Dicembre (richieste per cittadini di Paesi riservatari di quote)
Lavoratori di “nazionalità riservata” (domande inviate il 15/12/2007)
|
nazionalità
|
quote disponibili per Verona (à )
|
ultima domanda in quota (giorno-ora) (àà)
|
|
ALBANIA
|
38
|
15/12/2007 08:26:11:000
|
|
ALGERIA
|
10
|
15/12/2007 09:10:41:000
|
|
BANGLADESH
|
24
|
15/12/2007 08:25:20:000
|
|
EGITTO
|
43
|
15/12/2007 12:06:48:000
|
|
FILIPPINE
|
61
|
15/12/2007 15:27:20:000
|
|
GHANA
|
50
|
15/12/2007 08:39:46:000
|
|
MAROCCO
|
72
|
15/12/2007 08:07:34:000
|
|
MOLDAVIA
|
102
|
15/12/2007 08:07:27:000
|
|
NIGERIA
|
36
|
15/12/2007 08:33:31:000
|
|
PAKISTAN
|
15
|
15/12/2007 08:11:02:000
|
|
SENEGAL
|
10
|
15/12/2007 08:24:12:000
|
|
SRI LANKA
|
202
|
15/12/2007 14:22:08:000
|
|
TUNISIA
|
97
|
15/12/2007 09:47:50:000
|
|
Lavoratori domestici (domande inviate il 18/12/2007)
|
|
DOMESTICO
|
882
|
18/12/2007 08.32.12
|
|
Lavoratori settore edile e "altri settori produttivi" (domande inviate il 21/12/2007)
|
|
EDILE
|
232
|
21/12/2007 08.35.37
|
|
ALTRI SETTORI PRODUTTIVI
|
371
|
21/12/2007 08.15.44
|
Quote per “nazionalità riservate”
Sono già state lavorate gran parte delle pratiche in quota. Le principali posizioni istruttorie in cui si può trovare la pratica sono le seguenti, con aggiunti gli opportuni chiarimenti utili per ciascun caso:Alcune di tali pratiche hanno già ricevuto il parere della Questura e della DPL. Lo sportello Unico ha iniziato la trattazione delle stesse dal 1 maggio p.v., secondo l’ordine dell’orario di invio. Si tenga conto che l’ufficio prevede di potere espletare circa 50 procedimenti alla settimana (considerato che il medesimo sportello rilascia contemporaneamente anche i nulla osta per lavoratori stagionali e per neocomunitari).
Conversioni del permesso di soggiorno
|
modello di domanda utilizzato:
|
tipo di conversione
|
quote disponibili per Verona
|
domande pervenute
|
ultima domanda in quota (giorno-ora)
|
|
VA
|
DA STUDIO A LAVORO SUBORDINATO
|
36
|
46
|
21/12/2007 h 08.58
|
|
Z
|
DA STUDIO A LAVORO AUTONOMO
|
34
|
7
|
|
|
VB
|
DA STAGIONALE A LAVORO SUBORDINATO
|
50
|
28
|
|
****
E' anche disponibile una tabella con i dati riguardanti le domande inviate allo Sportello Unico Immigrazione di Padova
(9 Giugno 2008 2008)
3) "Da parte del governo arrivano i primi annunci sul decreto flussi per il 2008: secondo il sottosegretario Carlo Giovanardi, dovrebbe arrivare in autunno e consentire fino a 170mila ingressi di lavoratori extracomunitari. Si discute ancora se far ripresentare le domande, o limitarsi a ripescare quelle regolari rimaste escluse l'anno scorso. La Cgil ha lanciato un appello al governo, chiedendo una regolarizzazione di chi già lavora anziché un nuovo maxi-decreto che ingolferebbe di nuovo gli uffici. Su questo punto, il ministro dell'Interno Maroni si è limitato a ribadire il "no" a sanatorie generalizzate. Intanto, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero del Lavoro che autorizza l'ingresso di diecimila stranieri che potranno partecipare a tirocini e formazione professionale. Ma come procedono i lavori per il decreto 2007? Al 17 giugno (dati del ministero dell’Interno), le domande “definite” erano 67.627, le pratiche in attesa d’integrazioni 5.147. A guardare bene i numeri si vede come, mentre al ministero dell’Interno hanno accelerato i tempi di lavorazione delle domande, la situazione più problematica resta quella delle direzioni provinciali del lavoro.
Tra le domande “definite” rientrano infatti quelle bocciate dalle questure (6.388) e dalle direzioni provinciali del lavoro (ben 19.311); quelle chiuse per rinuncia del datore di lavoro (2.585) e infine quelle che hanno finalmente ricevuto il nulla osta all’assunzione (39.343). Insomma tra questure e direzioni del lavoro sono 26mila le domande già bocciate. Il Viminale fornisce poi il dato delle province “virtuose”, dove i nulla osta hanno coperto gran parte delle quote assegnate, come nel caso di Parma (99,44%) e Pescara (oltre 97%). Mancano però all’appello le città più grandi e problematiche, a partire da Milano, Roma e Napoli.
Non è tutto. Quanti visti sono stati rilasciati finora? Solo 7.947 al 17 giugno 2008. Colpa delle difficoltà di attraversare la frontiera per chi si trova già in Italia da irregolare e dell’insufficienza di personale in molti consolati.
Ci sono quindi migliaia di persone ancora in attesa di una risposta. L’ultimo dato disponibile parla di 740mila richieste spedite da tutta Italia. Chi è in attesa, dal 18 gennaio scorso può controllare on line sul sito http://domanda.nullaostalavoro.interno.it/ a che punto è la sua pratica. Sono infine sempre più numerosi gli Sportelli unici d’Italia che hanno reso nota la graduatoria delle domande ricevute. In pratica la graduatoria consente di sapere, per ogni nazionalità e settore, a che ora è stata spedita l’ultima domanda “in quota”. Quelle che sono arrivate successivamente potranno essere ripescate se le prime saranno respinte." (Fonte: Metropoli, 19 Agosto 2008) (20 Agosto 2008)
"Il governo prepara il provvedimento «salva badanti», ma limita al massimo la possibilità di regolarizzazione. Potrà ottenere il permesso di soggiorno soltanto chi assiste «persone che abbiano compiuto il settantesimo anno di età, oppure siano affette da gravi patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza e dispongono di riconoscimento dell'indennità di accompagnamento». Restano dunque fuori le baby sitter e gli altri stranieri che svolgono attività di collaborazione familiare. Il testo è stato concordato dai ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle Pari Opportunità Mara Carfagna ed è possibile che venga portato al prossimo consiglio dei ministri. L'intenzione è infatti di trasformarlo in emendamento al disegno di legge sulla sicurezza che il Senato comincerà ad esaminare questa mattina. Si dovrà però tenere conto delle indicazioni del ministro dell'Interno Roberto Maroni che pur riconoscendo la necessità di salvaguardare «chi svolge lavori socialmente utili », ha sempre respinto l'ipotesi di effettuare «qualsiasi tipo di sanatoria». E si dovranno valutare i rischi paventati dal tecnici del Viminale, secondo i quali «la definizione delle categorie è troppo generica e c'è l'eventualità che arrivino migliaia di ricorsi da parte di chi ha presentato richiesta di permesso e viene invece escluso pur avendo i requisiti». Secondo la relazione preparata dai due ministri, la nuova norma rappresenta «una deroga alla legislazione in materia di immigrazione» e riguarda le domande presentate entro il 31 maggio 2008 nell'ambito del decreto flussi, quindi il famoso «clic day». Prevede che «i datori di lavoro (la stessa persona che necessita dell'assistenza oppure un familiare) trasmettono entro il 30 settembre 2008 agli sportelli unici per l'immigrazione l'apposita domanda contenente gli elementi integrativi», vale a dire la documentazione che riguarda la persona assistita in modo da dimostrare che abbia i requisiti. In seguito i datori di lavoro «sono convocati presso lo sportello unico per l'immigrazione, unitamente al lavoratore straniero, per la sottoscrizione del contratto di soggiorno per lavoro subordinato di cui all'articolo 5 bis del testo unico sull'immigrazione. Contestualmente viene presentata richiesta si permesso di soggiorno per lavoro subordinato da parte del cittadino straniero senza ulteriori adempimenti. Al momento della sottoscrizione del contratto il datore presenta l'attestato di avvenuto pagamento, in un'unica soluzione, corrispondente all'intero periodo considerato, senza aggravio di ulteriori somme a titolo di penali e interessi». Datori e lavoratori «non sono punibili per le violazioni di norme su soggiorno, lavoro e di carattere finanziario compiute in periodo antecedente». Se questi requisiti saranno confermati, i permessi potrebbero essere non più di 50.000. Si tratta comunque di una stima approssimativa: nelle circa 400.000 domande non sono infatti specificate le mansioni." (Fonte: articolo di Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera, 25 Giugno 2008)
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VERONA: RINNOVATO PROTOCOLLO SPORTELLO BADANTI FINO AL 2010
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Verona manterrà il suo sportello badanti. Lo ha stabilito la provincia della città veneta che, nei giorni scorsi, ha rinnovato il protocollo d'intesa fino al 2010. La funzione dello sportello è quella di mettere in contatto le famiglie bisognose di assistenza domiciliare con i lavoratori, soprattutto extracomunitari, che hanno già esperienza nel settore o che vogliono intraprendere questo delicato lavoro. L'iniziativa, partita in via sperimentale nel 2004, rientra nel progetto ‘Occupazione e servizi alla persona’ stipulato con Veneto Lavoro e con la regione. Visti i buoni risultati prodotti nella prima fase, condotta in collaborazione con la Caritas, il servizio è stato rinnovato per altri due anni. “E’ un servizio importante - ha commentato l’assessore provinciale alle Politiche per il lavoro, Virgilio Zampieri - a cui la provincia ha dedicato molto impegno e i cui risultati invitano a proseguire: la media di 15 contratti regolari al mese è un dato significativo. In questo modo - ha proseguito - i nostri uffici non solo assolvono al loro compito di servizio all’occupazione, ma svolgono anche un ruolo sociale di fondamentale importanza”. Presso lo sportello veronese ci sono due banche dati: una con la documentazione delle aspiranti badanti (documenti in regola, esperienze lavorative, eventuali referenze, attitudini, disponibilità); l’altra con le richieste delle famiglie tra le quali, per circa il 90%, quella di convivenza. Il lavoro dello sportello consiste nell’incrociare la situazione dell'anziano con il profilo dei lavoratori, per creare un ‘feeling caratteriale’ tra domanda e offerta. Segue poi un incontro in famiglia da cui scaturisce un eventuale periodo di prova che, se superato da ambo le parti, porta infine a un regolare contratto.
(21 Agosto 2008)
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