La questione dei flussi migratori internazionali è una argomento di grande rilevanza che interessa tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea.
In seguito all’entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, il 1°maggio 1999, l’Unione Europea ha acquisito competenza in tale materia e ha stabilito che il coordinamento inter-governativo, che in precedenza era alla base della gestione dei flussi migratori, fosse sostituito da azioni adottate dal Consiglio dei Ministri dell’UE su proposte presentate dalla Commissione Europea o dagli Stati Membri.
Nel corso degli anni 2000–2001 la Commissione ha definito gli elementi principali di una politica comune in materia di immigrazione e di asilo con due comunicazioni generali e con proposte legislative specifiche in vari ambiti.
Ad esempio:
- l’ammissione e le condizioni di soggiorno dei migranti legali e delle loro famiglie (direttiva sul ricongiungimento familiare),
- l’agevolazione della mobilità dei cittadini dei Paesi Terzi (direttiva riguardante gli immigrati, residenti di lunga durata),
- la lotta all’immigrazione clandestina,
- la cooperazione in materia di rimpatrio degli immigrati clandestini,
- le progettazioni sostenute da fondi europei per l’avvio di attività artigianali e commerciali nei paesi d’origine di quegli immigrati che in essi desiderassero rientrare.
In aggiunta, al fine di rafforzare in modo più significativo lo scambio di informazioni e di buone prassi sull’immigrazione tra i Paesi Membri dell’UE, la Commissione Europea e il Consiglio Europeo di Laeken del dicembre 2001, hanno proposto l’adozione di un metodo aperto di coordinamento della politica comunitaria in questo settore.
E’ ormai infatti sempre più evidente la necessità di avere un contesto uniforme entro cui gli Stati Membri possano affrontare i temi legati all’immigrazione, l’integrazione e l’occupazione e migliorare, in prospettiva, l’efficacia della corrispondente azione politica.
Come affermato anche nel Consiglio Europeo di Tampere (15 - 16 ottobre 1999), l'immigrazione in Europa si sta stabilizzando ed è divenuta un elemento strutturale della crescita economica dell'intero vecchio continente, soprattutto alla luce della stasi demografica che lo caratterizza.
In linea con le proposte della Commissione Europea e con il recente Libro Verde sulla gestione della migrazione economica, la Regione Veneto, nell’ambito del Piano triennale per l’immigrazione 2004-2006, ha posto le basi per l’elaborazione di attività volte ad attivare rapporti interregionali nello scenario dell’Europa allargata.
Essendo il Veneto una Regione ad elevata presenza di immigrati, si è avvertita la necessità di confrontarsi con altre realtà europee di consolidata esperienza nella gestione dei flussi migratori con lo scopo di conoscere modelli significativi, acquisire buone pratiche e soluzioni di eccellenza, per misurare la propria attività originale ed autonoma volta a costruire e diffondere un “Modello Veneto di Integrazione”: un sistema basato su condizioni di legalità, integrazione e sicurezza, indispensabili per consentire la normale vita civile, economica e sociale tra etnie e culture diverse, che potrebbe divenire un benchmark per le altre Regioni italiane ad elevata presenza di immigrati.